
Altro che uova e vermice contro la Cisl, meglio parlare di cose serie, come questi operai di Pomezia che sono saliti sul tetto della loro azienda perchè da un anno non vengono pagati!
Lavoratori disperati, da un anno senza stipendio, che salgono sul tetto, dormono in azienda e cominciano lo sciopero della fame. Sulla situazione dei dipendenti del call center Herla di Pomezia prende la parola Giuseppe Cappucci, segretario generale della Cgil-Cdlt Pomezia-Castelli-Colleferro-Subiaco, che racconta della "condizione di esasperazione delle lavoratrici e dei lavoratori arrivata ormai al limite".
"Ieri sera - dice Cappucci - i lavoratori sono saliti sul tetto dell'azienda per protestare e questa notte alcuni di loro hanno dormito nei locali della società. La protesta sta continuando anche stamattina. Andrò con alcune lavoratrici a Roma, davanti al consiglio regionale per chiedere agli organismi istituzionali di ascoltarci e di prendere in considerazione la nostra situazione".
"I lavoratori - ha spiegato Cappucci - sono da circa un anno senza stipendio. Il 13 agosto scorso hanno ricevuto solo una parte dello stipendio di giugno, poi nulla. Inoltre c'è da dire che l'azienda, che si è poi scorporata in più parti, ha fatto firmare alle lavoratrici delle transazioni e rinunce sul pregresso. Le lavoratrici, viste le condizioni disperate della loro situazione lavorativa si sono viste così costrette a firmare. I dipendenti sono sconfortati, alcuni di loro hanno anche iniziato lo sciopero della fame. Oggi esamineremo questi documenti e vedremo come rispondere".
Alla protesta di ieri sera hanno aderito anche il sindaco di Pomezia Enrico De Fusco e il consigliere dell'opposizione alla Regione Lazio Tonino D'Annibale che oggi presenterà in consiglio regionale un'interrogazione proprio sul caso di Herla
Lavoratori disperati, da un anno senza stipendio, che salgono sul tetto, dormono in azienda e cominciano lo sciopero della fame. Sulla situazione dei dipendenti del call center Herla di Pomezia prende la parola Giuseppe Cappucci, segretario generale della Cgil-Cdlt Pomezia-Castelli-Colleferro-Subiaco, che racconta della "condizione di esasperazione delle lavoratrici e dei lavoratori arrivata ormai al limite".
"Ieri sera - dice Cappucci - i lavoratori sono saliti sul tetto dell'azienda per protestare e questa notte alcuni di loro hanno dormito nei locali della società. La protesta sta continuando anche stamattina. Andrò con alcune lavoratrici a Roma, davanti al consiglio regionale per chiedere agli organismi istituzionali di ascoltarci e di prendere in considerazione la nostra situazione".
"I lavoratori - ha spiegato Cappucci - sono da circa un anno senza stipendio. Il 13 agosto scorso hanno ricevuto solo una parte dello stipendio di giugno, poi nulla. Inoltre c'è da dire che l'azienda, che si è poi scorporata in più parti, ha fatto firmare alle lavoratrici delle transazioni e rinunce sul pregresso. Le lavoratrici, viste le condizioni disperate della loro situazione lavorativa si sono viste così costrette a firmare. I dipendenti sono sconfortati, alcuni di loro hanno anche iniziato lo sciopero della fame. Oggi esamineremo questi documenti e vedremo come rispondere".
Alla protesta di ieri sera hanno aderito anche il sindaco di Pomezia Enrico De Fusco e il consigliere dell'opposizione alla Regione Lazio Tonino D'Annibale che oggi presenterà in consiglio regionale un'interrogazione proprio sul caso di Herla
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