Centocinquantaquattro giorni. Tanto è durato l’interim di Berlusconi alle attività produttive. E comunque, nonostante la nomina di ieri di Romani alla poltrona ministeriale, la situazione appare tutt’altro che risolta. Perché Romani è imprenditore televisivo, e quindi riconducibile a uno dei tanti satelliti dell’impero Mediaset, e uomo di fiducia proprio del premier non solo in ambito politico. Quindi, in qualche modo, prosegue il conflitto di interessi viste le competenze sul sistema radiotelevisive del ministero. Alcune voci, non smentite, avevano raccontato di un Giorgio Napolitano fortemente deluso da questa scelta. Anzi, sembrerebbe che la scelta di Romani fosse stata già respinta una volta dal Quirinale proprio in relazione al conflitto di interessi. La successiva lettera di Romani alla Commissione Antitrust per assicurare la sua attuale estraneità a Mediaset, accolta senza obiezioni, ha consentito la nomina. Ma i dubbi, e il gelo, fra il presidente della Repubblica e il premier ...
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