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Visualizzazione dei post con l'etichetta Corte Costituzionale

Aborto, la Consulta non tocca la legge 194

La Corte costituzionale ha oggi dichiarato manifestamente inammissibile, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 4 della legge n. 194 sull'aborto, sollevata dal Giudice Tutelare del Tribunale di Spoleto. A sollevare incidente di costituzionalità, con ordinanza del 3 gennaio scorso, era stato un giudice tutelare di Spoleto nell'ambito di una vicenda che coinvolge una minore intenzionata a interrompere la gravidanza senza informare i genitori della sua decisione. L'articolo oggi passato al vaglio della Consulta è il numero 4, nocciolo della legge. Qui si stabilisce, infatti, che per l'interruzione volontaria della gravidanza entro i primi novanta giorni, "la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle c...

Il referendum bocciato e le banche

 Marco Travaglio ci spiega la vittoria della casta politica di ieri e quella delle banche che continuano a fregare i cittadini con la collaborazione di politica e stampa;  Due a zero per la malapolitica contro i cittadini, cioè contro la vera Politica. Ma forse è giusto così. Quando i partiti diventano cosche e fanno amorevolmente sapere alla Corte costituzionale quel che si attendono da lei; quando giudici costituzionali usano i pizzini per anticipare le loro sentenze a qualche giornale e vedere di nascosto l’effetto che fa; quando giornali autorevoli e ispirati giustificano preventivamente l’af fossamento del referendum per il Bene della Patria (cioè dei partiti-cosca); quando una speciale lupara bianca seppellisce sottoterra le firme di 1.210.466 italiani per difendere una legge elettorale che lo stesso autore ha definito “p o rc a t a ”; è giusto che un politico amico della camorra si salvi per la seconda volta dall’arresto. Così, dopo un paio di mesi di illusioni...

Referendum, sul web si scaldano i motori

L’ anno scorso si votava su acqua pubblica e nucleare e la mobilitazione sul web risultò fondamentale per informare i cittadini e trasformare i referendum in un successo di popolo. Oggi, dopo il milione di firme raccolte e le mille timidezze dei partiti, si è vicini al dunque per il referendum sul porcellum, la legge elettorale ideata da Calderoli che attribuisce ai leader politici il potere di nomina dei parlamentari. Il verdetto di ammissibilità è atteso per giovedì, e in vista di questo primo traguardo monta l’attenzione on e off line: il timore dei comitati referendari è che la Corte costituzionale possa bloccare tutto fornendo un formidabile assist ai partiti (che hanno tutto l’interesse a conservare il Porcellum così com’è). Questa volta, perciò, con varie indiscrezioni che paventano una possibile bocciatura, la mobilitazione pro-referendum è...

leggittimo impedimento?

Il giudice relatore della causa sul ‘legittimo impedimento’, Sabino Cassese, ha posto due quesiti nell’udienza di oggi, fuori dalla ritualità. Interrogativi che dimostrano quanto la Corte sia divisa. Secondo le indiscrezioni che trapelano tra i giudici l’orientamento prevalente è o per la totale o parziale pronuncia di incostituzionalità della norma. In tutti e due i casi, quali scenari si aprirebbero?