Un detenuto in attesa di giudizio che lascia il carcere per essere processato a piede libero è sempre una buona notizia, specie in tempi di sovraffollamento carcerario. Anche se quel detenuto è il magistrato Alfonso Papa, che in carcere era abituato a mandarci gli altri. Ora, dopo 101 giorni a Poggioreale e 50 ai domiciliari, sfreccia sul motorino della sua signora in tutti i telegiornali e prende un po’ troppo sul serio il suo cognome pontificando urbi et orbi sulle “condizioni disumane delle carceri”. Poteva pensarci prima, quando faceva il pm e soprattutto quando, dal 2001 al 2008, era dirigente al ministero della Giustizia, ivi chiamato da Castelli e poi naturalmente confermato da Mastella. Ma anche dopo, quando divenne deputato e membro della consulta sulla giustizia del Pdl, il partito che porta in Parlamento noti delinquenti mentre imbottisce le galere di poveracci con leggi demenziali: ex Cirielli, immigrazione clandestina, Fini-Giova...
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