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Visualizzazione dei post con l'etichetta economia

Oltre un mln licenziamenti nel 2012, +14%

Nell'arco del 2012 i licenziamenti hanno superato quota un milione (1.027.462), con un aumento del 13,9% rispetto al 2011 (quando sono stati 901.796). E' quanto si evince dal sistema delle comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro. Nel solo ultimo trimestre sono stati 329.259 in un aumento del 15,1% sullo stesso periodo 2011. Nell'intero 2012 sono stati attivati circa 10,2 milioni di rapporti di lavoro a fronte di quasi 10,4 milioni cessati, nel complesso, tra dimissioni, pensionamenti, scadenze di contratti e licenziamenti. I licenziamenti registrati nel periodo riguardano sia quelli collettivi, sia quelli individuali (per giusta causa, per giustificato motivo oggettivo o soggettivo). Tornando al quarto trimestre del 2012, le nuove assunzioni (in termini di rapporti di lavoro attivati, dipendenti o parasubordinati) sono state oltre 2,2 milioni (2.269.764), con un calo del 5,8% rispetto allo stesso trimestre del 2011. Assunzioni che corrispondono a poco più...

L'Italia all'ultimo posto in Ue per la spesa su cultura e scuola

La pessima notizia arriva da studio pubblicato da Eurostat che compara la spesa pubblica nel 2011. L'Italia è all'ultimo posto in Europa per percentuale di spesa pubblica destinata alla cultura (1,1% a fronte del 2,2% dell'Ue a 27) e al penultimo posto, seguita solo dalla Grecia, per percentuale di spesa in istruzione (l'8,5% a fronte del 10,9% dell'Ue a 27). La pessima notizia arriva da studio pubblicato da Eurostat che compara la spesa pubblica nel 2011. Secondo l'Istituto di statistica europeo in Italia è più alta la percentuale di spesa per i servizi pubblici generali, rispetto all'Europa. Nonostante questo, la protezione sociale nel nostro Paese resta però sbilanciata su quella per le pensioni, mentre arranca la spesa per coloro che perdono il lavoro, per la casa e l'esclusione sociale. L'Italia spende il 3% della sua spesa pubblica per la difesa (in linea con l'Ue a 27) e il 4% per l'ordine pubblico (3,9% la media eu...

DOVE VIVONO I SUPER RICCHI

    New York è prima nella classifica delle città, con 7.580 persone con almeno 30 milioni di patrimonio netto, seguita da Londra (6.015), Tokyo (5.440), San Francisco (4.590) e Los Angeles (4.520); nella top ten anche Pechino. Roma al trentesimo posto. Riportiamo questo interessante articolo di America24 , apparso sul blog cadoinpiedi a firma di Patrizio Cairoli, sulla relazione fra ricchezza e città di residenza. Occupy Wall Street ha portato l'attenzione sugli abusi del capitalismo finanziario e sull'1% dei più ricchi, che controllano l'economia, minacciano la democrazia e modellano gli strumenti per accentuare l'ineguaglianza sociale. Ma dove vivono questi privilegiati? Se lo è chiesto il sito di The Atlantic, rivista liberal di Boston. La mappa creata da Zara Matheson del Martin Prosperity Institute - think tank che si occupa di economia - mostra le 30 città dove vive il maggior numero di multimilionari, e si basa sui dati del The Wealth Repo...

In Italia è boom di poveri: oltre 4 milioni

 Il rapporto Confcommercio traccia un quadro allarmante per Pil (-1,7% per il 2013) e consumi (-2,4%). Raddoppia il disagio sociale, ogni giorno 615 nuovi poveri. I dai sono a dir poco deprimenti: 615 nuovi poveri in più ogni giorno, taglio brusco delle stime sulla crescita dell'economia e dei consumi per il 2103. Disagio sociale raddoppiato. Altissimo numero di ore sul posto di lavoro, ma una produttività che non tiene il passo di quella francese o tedesca. I numeri presentati da Confcommercio dipingono un Paese che fatica ad uscire dalla morsa della crisi e la cui popolazione è sempre più colpita dalla ristrettezza economica. L'allarme maggiore e più urgente riguarda la situazione economica delle famiglie. Secondo Confcommercio il numero di persone "assolutamente povere" quest'anno in Italia salirà oltre quota 4 milioni. Alla fine del 2013 verrà ampiamente superata la soglia di 3,5 milioni certificata ufficialmente dall'Istat per il 2011,...

Abi britannica: governi lascino “morire” le banche

Le banche in crisi dovrebbero essere lasciate fallire, piuttosto che salvate con i soldi dei contribuenti. Va contro le leggi del capitalismo. A dirlo e’ Anthony Browne, il numero uno dell’Associazione dei Banchieri inglesi. LONDRA (WSI) – Il numero uno dell’Abi britannica,  Anthony Browne , ha esortato il governo “a non soccombere alla tentazione di salvare una banca dal fallimento con i soldi pubblici”. Browne, che ricopre l’incarico alla  BBA (British Bankers Association)  da settebre, ha inoltre lanciato un appello perche’ il settore venga messo a “regime puramente privato”: cio’ significa che gli investitori dovranno accollarsi le perdite nel caso in cui un istituto di credito faccia crack. “La cosa piu’ importante e’ assicurarsi che i servizi finanziari  non ottengano mai piu’ aiuti statali e soldi dei contribuenti – che siano espliciti o impliciti”. “In altra parole – ha aggiunto Browne durante un intervento all’ Institute of Directors...

Coldiretti: benzina più cara della spesa settimanale

Fare il pieno in un'auto con un serbatoio di 60 litri è arrivato a costare oltre 112 euro, più dei 111 euro che le famiglie spendono ogni settimana per la spesa. Il costo del pieno nell'automobile ha sorpassato la spesa alimentare settimanale delle famiglie per l'effetto congiunto dell'aumento del prezzo della benzina e della riduzione dei consumi alimentari dovuti e dell'aumento. È quanto emerge da una analisi Coldiretti in occasione degli ultimi rincari della benzina. Secondo le elaborazioni dell'associazione fare il pieno in una automobile con un serbatoio di 60 litri è arrivato a costare oltre 112 euro, un importo superiore ai 111 euro che mediamente le famiglie italiane spendono ogni settimana per fare la spesa, secondo l'Istat. D'altra parte il prezzo di un litro di benzina viene supera oggi del 40 per cento il chilo di pasta e del 50 per cento il un litro di latte. Un rapporto di cambio che non è eticamente ed economicamente so...

ECONOMIA/ La Francia saccheggia l’Italia, prima con la Edison e poi (forse) con il MPS

    Con il ‘ lodo Passera’ il governo dei tecnici ha affidato il dominio di luce e gas alla francese Edf , una cessione di cui Monti&Co. sono andati orgogliosi perché vista come una “ collaborazione operativa”. Oggi, però, i rincari sono solo sulle bollette pagate dai cittadini italiani e contribuiscono ad arricchire le casse francesi. Forti di questo dominio, i cugini d’Oltralpe ambiscono anche al Monte dei Paschi di Siena, visto che già dominano lo scenario bancario con la Banca Nazionale del Lavoro, sotto il controllo del gruppo francese Bnp Paribas . Quando si dice che il governo Monti ha tassato solo il ceto medio basso … I continui fallimenti e le crisi economiche nel nostro Paese mettono in serio rischio l’italianità della Penisola. Uno dei grande domini sull’economia italiana è quello dei cugini francesi che lo scorso anno sono diventati i proprietari della Edison – l’azienda leader dell’energia in Italia – e dopo la Bnl, puntano ad avere anche il...

CRISI BENETTON/ Un impero che si sgretola: licenziati 450 lavoratori. Spunta l’ombra di Goldman Sachs

    A settembre una campagna pubblicitaria alquanto provocatoria, in pieno stile Benetton  “Unemployee of year” denunciava i livelli record di disoccupazione. Solo pochi mesi dopo   arriva la grande “mazzata”: il colosso Benetton si inginocchia alla crisi e manda a casa 450 lavoratori. I sindacati raccolgono anche le lamentele dei lavoratori della Benetton-Trasporti – l’azienda gestisce anche il 37% dell’Atlantia Spa – che denunciano licenziamenti a pioggia, abbassamento dei salari, impoverimento della manutenzione.  Eppure la holding di famiglia ha goduto dell’appoggio del governo Monti: nel 2012 in piena crisi si è avuto l’aumento del pedaggio autostradale che ha incrementato le entrate del 2%, arrivando a circa 4 miliardi di fatturato all’anno. Ultimo regalo di Monti&Co. è stato l’aumento delle tariffe a Fiumicino – gestita dai Benetton – e l’ampliamento dell’aeroporto che porterà alla famiglia un guadagno di 12 miliardi di euro. ...

Per Mps in vista un futuro cinese

    Può interessare ai cinesi. E forse anche ai russi. Ma i conti sono troppo oscuri. E la banca rischia lo spezzatino.   Cielo plumbeo quello sopra Rocca Salimbeni e non solo per la tempesta giudiziaria in corso, che ogni giorno rivela trame sempre più aggrovigliate sullo scandalo dei derivati . Dal 31 gennaio il Monte dei Paschi di Siena è infatti alle prese anche con il downgrading di Standard & Poor 's che ha declassato l'istituto passato da BB+ a BB, a seguito «dei recenti annunci su potenziali perdite su tre operazioni strutturate» per cui «si rafforza l'idea che Mps affronti significativi rischi sul profilo finanziario». Ma la banca è anche nel mirino di Moody's, che ha messo sotto osservazione il rating per un declassamento, motivandolo così: «Sono possibili impatti sul profilo di credito attuale di banca Mps derivanti dall'eredità di prodotti strutturati posti in essere dalla passata gestione». A preoccupare, però, sono anch...

Il cambio di operatore telefonico costa, ma è contro la legge

    Le penali sono state abolite dal 2007, ma vengono comunque addebitate ai clienti. Le cifre arrivano anche a 100 euro.  Per facilitare la concorrenza nel settore della telefonia, dal 2007 le penali per la disattivazione delle linee sono state abolite. Aggirando quanto previsto dalla legge, tuttavia, gli operatori continuano a imporre i cosiddetti "contributi di disattivazione", ostacolando il recesso da parte dei consumatori. Recedere da un contratto telefonico o passare a un altro operatore, quindi, può costare da un minimo di 30 e può superare anche i 100 euro. Ecco la denuncia di Altroconsumo : Abbiamo inviato 6 ricorsi per pratiche commerciali scorrette all'Agcom contro le principali compagnie di telefonia fissa: Fastweb, Infostrada, Telecom, Teletù, Tiscali e Vodafone . All'Autorità abbiamo contestato la pratica messa in atto da questi operatori, del non informare correttamente gli utenti sull'entità di questi costi, che non sono in o...

Il redditometro e lo Stato fiscale

"Probabilmente c’è stato anche qualche errore di comunicazione da parte del fisco, perché effettivamente la cosa ha suscitato preoccupazioni non tanto nell’evasore perfetto, che incassava e pagava in contanti o faceva bilanci falsi e otteneva soldi, ma in tanti che dicono: " Ma io allora come faccio adesso? Devo avere gli scontrini del 2009, come faccio a dimostrare quello che ho speso? ". C’è a monte una equazione sbagliata: si cerca di fare passare in qualche modo il principio, salvo eccezioni,che uno deve spendere di meno o uguale a quello che in quell'anno ha guadagnato in base alla dichiarazione di redditi. Il problema è che le eccezioni sono tante, perché di per se questa prima affermazione non è assurda, ma la realtà è più complessa di come viene presentata" Beppe Scienza Il Passaparola di Beppe Scienza , matematico ed economista L'onere della prova è invertito ( espandi | comprimi ) "Un saluto agli amici del blog di Bep...

Italiani scettisci sull'uscita dalla crisi

Gli italiani sono sempre più scettici sull'uscita rapida dalla crisi. Per i prossimi dodici mesi, solo il 16% dei nostri concittadini - la metà dello scorso anno - vede in arrivo un miglioramento per l'economia del Paese, mentre il restante 84% pensa che il 2013 non porterà alcuna evoluzione positiva, ma addirittura un ulteriore peggioramento. E' il quadro che emerge da un sondaggio Confesercenti-Swg sulle prospettive economiche dell'Italia per l'anno appena iniziato. La salute dell'economia italiana è giudicata negativamente dall'87% degli intervistati. Il 36% la ritiene inadeguata, mentre il 51%, la maggioranza, addirittura pessima. A promuoverla solo il 13%, che la segnala come discreta (11%, in aumento del 3% sullo scorso anno) o buona (2%, in calo dell'1%). Anche sulle prospettive si registra una grave sfiducia. Solo il 16% degli intervistati vede una svolta (lo scorso anno erano esattamente il doppio (32%). Ad avere una visione più positiva so...

DISOCCUPAZIONE: ITALIA IN GINOCCHIO

Dall'ultima rilevazione Istat emergono dati più che preoccupanti. I giovani senza lavoro nel nostro paese sono il 37,1 % della popolazione. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a novembre è pari al 37,1%, si tratta del record assoluto , ai massimi sia dalle serie mensili, ovvero da gennaio 2004, sia dalle trimestrali, cominciate nel quarto trimestre '92. Lo rileva l'Istat (dati destagionalizzati e provvisori).  Invece il tasso di disoccupazione a novembre resta all'11,1%, lo stesso livello di ottobre e quindi ancora ai massimi da gennaio 2004, inizio serie mensili, e dal primo trimestre del '99, guardando alle serie trimestrali.  Lo rileva l'Istat  (dati destagionalizzati e provvisori). Su base annua il tasso è in aumento di 1,8 punti.  A novembre 2012 tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro, ovvero disoccupate, sono 641 mila e rappresentano il 10,6% della popolazione nella stessa fascia d'età. 

La birra palestinese ora sbarca negli Usa

C’è bionda, ambrata, scura. E quella analcolica per i musulmani. Si chiama Taybeh, è l’unica birra prodotta nei Territori, e sta diventando anche uno dei marchi più noti della Palestina. Perché in poco meno di vent’anni il piccolo birrificio nato nella comunità cristiana a 30 chilometri a Nordest da Gerusalemme, ha sfondato davvero: produce in Germania, esporta in Europa e in Giappone e ora ha messo nel mirino gli Stati Uniti. Taybeh in arabo vuol dire delizia. È il nome del paese della Cisgiordania abitato quasi interamente da cristiani (due comunità, una cattolica e una ortodossa). Qui la famiglia Khoury, a metà degli anni novanta ha fondato la sua impresa, nel clima di fiducia e ottimismo che gli accordi di Oslo avevano infuso in tutta la regione. La pace non ha retto, ma l’impresa dei Khoury si. Anzi, è cresciuta fino a sfondare i confini del Medio Oriente. La Taybeh Brewing Company produce quattromila bottiglie all’ora, giocando un ruolo importante nell’economia locale e regal...

Buon anno di tasse

Tre nuove tasse al debutto, ma anche maggiori sconti per i figli e la promessa che gli importi della lotta all'evasione saranno utilizzati per abbattere le imposte a famiglie e imprese. Se il 2012 è stato l'anno dell'Imu, il 2013 vedrà l'arrivo di tre 'nuove' imposte e certo non sarà meno impegnativo per gli italiani. La pressione fiscale, in base alle ultime previsioni del governo, salirà dal 44,7% dell'anno appena concluso al livello record del 45,3%. Le nuove tasse guardano soprattutto alla casa e agli investimenti finanziari. Scatta da subito l' Ivie , l'imposta che si paga sul valore degli immobili all'estero, mentre bisognerà attendere marzo per la Tobin Tax sulle transazioni finanziarie. A caratterizzare l'anno sarà però la Tares , la nuova tariffa sui rifiuti che si preannuncia come un balzello di rilievo: si pagherà da aprile sulla grandezza degli immobili ma manderà in pensione la vecchia Tarsu e assorbirà la Tas...

Elezioni 2013, Montezemolo e il conflitto di interessi delle scatole nere

    La Octo Telematics, di cui l'imprenditore di Italia Futura è il maggiore azionista, sta per essere venduta e il profitto potrebbe superare gli 880 milioni di euro. A meno che allo Sviluppo non arrivi un ministro che cambi la legge sui sistemi antifrode sulle auto.   Ci sono tante ragioni per cui un impegno di Luca Cordero di Montezemolo è poco opportuno nel Paese del conflitto di interessi : i suoi rapporti con la famiglia Agnelli-Elkann (è ancora presidente di Ferrari, controllata di Fiat), la sua recente vicepresidenza dell’Unicredit in quota dei fondi arabi, l’investimento nel più regolato dei business, quello ferroviario, con il Nuovo Trasporto Viaggiatori di cui ha da poco lasciato la presidenza. Ma c’è un’altra storia, solo in apparenza minore, che spiega meglio la tela avvolgente di interessi e tentazioni in cui si troverebbe (meglio dire si troverà) Montezemolo quando la sua associazione Italia Futura diventerà la colonna su cui si re...

Prezzi: consumatori, arriva stangata 2013, +1.500 euro

Una stangata ''drammatica'' da quasi 1.500 euro a famiglia. E' quella in arrivo nel 2013, secondo le previsioni di Adusbef e Federconsumatori. Tra alimentari, biglietti dei treni, rc auto, bollette, bolli e servizi postali e bancari, pedaggi, tariffa rifiuti e ricadute dell'Imu gli aumenti saranno ''insostenibili'', pari a 1.490 euro. Un vero e proprio balzo, stimano le associazioni dei consumatori, sara' quello della tariffa rifiuti che aumentera' da aprile dell'anno prossimo del 25%, pari a 64 euro in piu' a famiglia. A salire saranno pero' anche i prezzi degli alimentari (+5%, 299 euro in piu' legati all'incremento dei prezzi internazionali delle derrate), l'assicurazione auto (+5%, 61 euro in piu'), le tariffe professionali e artigianali (114 euro in piu'), le tariffe aeroportuali (dopo il rinnovo dei contratti di programma di Sea a Milano e Adr a Roma) oltre alle bollette di luce e gas, anche s...

LA FARSA DELLA SPECULAZIONE

Non posso fare a meno di dedicare un redazionale per commentare la banalità e  il populismo da bar dello sport  che stanno ormai contraddistinguendo tantissimi talk show italiani in cui con grande superficialità si sparano numeri e percentuali sulla composizione e consistenza del debito pubblico italiano. Senza dimenticare la colpa da addossare per la tensione che ancora oggi contraddistingue il debito italiano, che secondo i vari commentatori è tutta da attribuire alla speculazione o meglio ai grandi speculatori del mondo finanziario, che stando all'immaginario collettivo, detengono il potere assoluto di vita o di morte sulle economie e paesi più deboli che quindi diventano oggetto di aggressione finanziaria. Penso che  il top di queste esternazioni da fantafinanza lo abbiamo raggiunto ad inizio di quest'anno  in base alle quali i 2/3 della componente estera del debito pubblico italiano si è ammesso essere detenuto da banche francesi e tedesche. Certo tutto ques...

Gli italiani chiedono un nuovo sistema di welfare

Crolla la fiducia nel welfare pubblico: per il 63% dei cittadini è inadeguato, l’86% vuole che sia modificato per dare copertura ai nuovi bisogni, il 54% chiede di tagliare le spese inutili, per l’86% è necessario far pagare i servizi di welfare in relazione al reddito delle persone che li utilizzano. Un sistema di welfare che funziona male e coprirà sempre meno. Cresce la sfiducia dei cittadini nell’attuale sistema di welfare: il 63% ritiene che non offre una buona copertura per i diversi rischi, per il 75% non riesce a contenere le diseguaglianze sociali, per il 78,9% costa troppo al bilancio pubblico. Considerati questi presupposti, non stupisce che per l’86% degli italiani il welfare debba essere assolutamente cambiato per rispondere meglio ai nuovi bisogni di protezione, come la non autosufficienza. I cittadini non vogliono solo tagli, ma anche razionalizzazione ed efficienza: il 62% pensa che in sanità le manovre di finanza pubblica tagliano i servizi, se...