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Visualizzazione dei post con l'etichetta 'ndrangheta

La 'ndrangheta e i ristoranti a Roma . Nuovo colpo alle cosche, arresti

Dalle prime ore della mattinata, gli investigatori della Dia di Roma, in collaborazione con il Centro Operativo Dia di Reggio Calabria, stanno eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Roma nei confronti di alcuni esponenti della 'ndrangheta da tempo trasferitisi nella capitale, ritenuti responsabili di ''trasferimento fraudolento di valori'', aggravato dal metodo mafioso. L'operazione ha permesso di bloccare in particolare una serie di investimenti di denaro dalla provenienza ritenuta illecita e beni per un valore di circa 20 milioni di euro sono stati sottoposti a sequestro preventivo. Gli arrestati, grazie ad alcuni prestanome e società fittizie, erano riusciti a concludere - investendo ingenti capitali per conto della cosca calabrese di riferimento - una serie di importanti operazioni immobiliari e societarie soprattutto nel settore della ristorazione, impadronendosi di bar e ristoranti ubic...

Prete e maresciallo nella cosca

Il parroco di Stefanaconi, Salvatore Santaguida, e l'ex comandante della stazione dei carabinieri di Sant'Onofrio, maresciallo Sebastiano Cannizzaro, sono indagati nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Catanzaro contro la cosca Patania. I due sono accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso. Stamani è stata eseguita una perquisizione nei confronti dei due indagati disposta dal procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro, Giuseppe Borrelli, e dal sostituto procuratore Simona Rossi. Il parroco e l'ex comandante sono accusati dalla Dda di Catanzaro di appartenere alla cosca della 'ndrangheta dei Patania di Sant'Onofrio nel vibonese. Ad accusarli ci sono tre collaboratori di giustizia e numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali compiute nei mesi scorsi nei confronti di esponenti della cosca. Il sacerdote, secondo quanto sostengono i magistrati nel provvedimento di perquisizione composto da cinque pagine, avrebbe appreso ...

Il governo scioglie il Comune di Reggio Calabria

Il Consiglio dei ministri ha disposto lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri. Lo scioglimento è stato disposto per "contiguità e non per infiltrazioni" mafiose, ha spiegato Cancellieri nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi, precisando che lo scioglimento riguarda "solo questa amministrazione, non quella precedente". Lo scioglimento del comune di Reggio Calabria "é stato un atto sofferto", fatto "a favore della città", ha sottolineato il ministro. E ha notato che "è la prima volta nella storia d'Italia che viene sciolto il consiglio comunale di un capoluogo di provincia". "Siamo assolutamente consapevoli" della scelta fatta, che è stata "valutata con molta sofferenza", ha proseguito. Ma "abbiamo la volontà di restituire il paese alla legalità: senza legalità non c'è sviluppo. Dobbiamo aiutare le r...

La storia della Lega e i finanziamenti pubblici ai partiti

La storia della Lega Nord (Ladrona come gli altri partiti) e le riflessioni sul finanziamento pubblico ai partiti da parte di Marco Travaglio.

LA 'NDRANGHETA IN VAL DI SUSA

Quella in corso in Val di Susa non è la classica protesta di un gruppo di ambientalisti contro i signori del cemento. Quelle proteste che durano il tempo di una stagione e poi si dimenticano. Quella in corso è una guerra lunga vent'anni. La guerra di un popolo disposto a tutto pur di difendere la sua terra. Una guerra senza respiro che va dal traliccio di Luca Abbà fino al bar di Chianocco , teatro di un raid notturno della polizia. Ma in tutta questa storia fatta di racconti tremendi, di sangue e provocazioni stupide, si corre il rischio di rimanere intrappolati nel fango della partigianeria, dimenticando uno dei problemi cardine del nostro Paese: le organizzazioni criminali. In Piemonte comanda la 'ndrangheta. Ce lo ha confermato l'inchiesta "Minotauro" coi suoi 142 arresti. Gli intrecci fra 'ndrine e politica emersi in Piemonte fanno impallidire. La 'ndrangheta ha votato Fassino sindaco , alle primarie di Torino, almeno secondo alcune...

Siamo tutti No Tav!

 Luca Mercalli spiega quello che sta avvenedo in Val di Susa: Beppe Grillo si pone delle domande importanti su chi ci guadagnerà dalla costruzione della Tav Effetti collaterali del "treno ad alta velocità" (documentario, colore, 2008). Una video-inchiesta sull'impatto della TAV lungo la penisola italiana. Lo scenario che si dipana analizzando l'impatto che questa "Grande Opera" esercita sui territori che attraversa - in termini ambientali, sociali ed economico/finanziari - è sorprendente. Altrettanto sorprendenti ed esemplari le proteste delle popolazioni che quell'impatto, inevitabilmente, subiscono. "Fratelli di Tav" combina il racconto di queste lotte ad una spinosa inchiesta sui rapporti tra criminalità organizzata, imprese e corruzione politica - rapporti anch'essi ad "Alta Velocità" - intercorsi nella realizzazione della Tav. Un'analisi scomoda che svela quali inquietanti dettagli siano sepolti tra...

CALABRIA, SCOPELLITI E FAMIGLIA A L L’ATTACCO DEL COLONNELLO ANTIMAFIA

Spezzeremo le reni al colonnello. Per la prima volta un intero Consiglio regionale si riunirà per approvare un documento di condanna contro un ufficiale dell’Arma dei carabinieri. Accadrà domani in Calabria per volere di Giuseppe Scopelliti, governatore e padre padrone del Pdl. Nel mirino degli attacchi e di un “dossier” che lo stesso Scopelliti presenterà al Consiglio, il colonnello Valerio Giardina, per anni comandante del Ros della città dello Stretto. Si tratta dell’uomo che ha catturato il superlatitante Pasquale Condello, che da queste parti chiamavano non a caso il “Supremo”, tra i più temuti capi della ‘ndrangheta. Di mafiosi che latitano da anni indisturbati nelle loro case di Reggio e negli anfratti dei paesi della Calabria, il colonnello ne arresta 16 prima di mettere le manette a un altro big-boss, Peppe Morabito, capo della mafia di Africo. Tanti successi, sempre accompagnati dagli applausi e dai comunicati di apprezzamento “prestampati ” dei politici calabresi. Ma è q...

'Ndrangheta, numeri che fanno paura: «In città di 10-15 mila abitanti anche 400 affiliati»

  Sono le cifre riferite dal procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario   «Dalle indagini in corso è risultato che in cittadine di 10-15mila abitanti vi sono 3-400 affiliati ai locali di 'ndrangheta, numero che probabilmente oggi si raggiunge con difficoltà in una città come Palermo». È uno degli allarmanti dati che emergono dalla relazione del procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario che si sta svolgendo anche nella città dello Stretto, come in tutti i distretti di Corte d'appello del nostro Paese. Pignatone ha spiegato che «è dalla presenza massiccia anche in termini numerici che non trovano riscontro nelle altre organizzazioni mafiose operanti in Italia, quasi in ogni città o singolo paese della provincia di Reggio Calabria la 'ndrangheta trae la base prima della sua forza, sia i...

Rosarno, due anni dopo tutto uguale!

 Due anni dopo a Rosarno è tutto come prima. Gli africani continuano a raccogliere arance a 25 euro al giorno. Gli italiani sono incazzati perché dicono che quella gente ruba il loro lavoro. E come due anni fa non c’è l’ombra di alcuna forza dell’ordine. Il reportage, realizzato da Luca Bertazzoni,che potete vedere più giù. Un uomo intervistato sul lavoro senza regole e senza certezze ammette tranquillamente di offrire occupazione senza versare alcun contributo e aggiunge: “Se fossimo razzisti di questi neri non ne rimarrebbe neanche un pezzettino”. Poi chiede: “Ma se un nero africano piglia 25 euro al giorno è forse la fine del mondo?”. Le immagini raccontano del quotidiano pellegrinaggio verso il santo caporalato che inizia ogni mattina alle 5 quando questi uomini dalle campagne vanno verso la città e aspettano chi li prende a giornata. Due anni dopo, a Rosarno, tutto rimane immutato. Anche per questo martedì ci andrà il ministro Andrea Riccardi (Integrazione). L’unica cosa che...

Donna sciolta nell'acido, processo ripartira' da zero

 I giudici della prima corte d'assise di Milano, presieduta da Anna Introini che ha sostituito Filippo Grisolia, diventato capo di gabinetto al ministero della Giustizia, hanno deciso, accogliendo le richieste delle difese, che il processo con al centro la morte di Lea Garofalo, sciolta nell'acido, deve ripartire da zero. Nel processo, nel quale sono imputati l'ex convivente Carlo Cosco e altre cinque persone vicine alla 'ndrangheta del crotonese, dovranno essere riascoltati tutti i testimoni che erano stati interrogati nelle precedenti udienze, compresa la figlia della donna, Denise. Un caso sul quale si era mobilitato anche il presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro, nel tentativo di far si' che il processo potesse proseguire tenendo valide le testimonianze. Le difese, a causa del cambiamento nella composizione della Corte, hanno negato il consenso perché "il giudice che andrà in camera di consiglio deve essere lo stesso che ha partecipato a...

Vent'anni fa l'omicidio del giudice Scopelliti

Era il 9 agosto 1991 quando, a Campo Piale, provincia di Reggio Calabria, veniva ucciso dalla 'ndrangheta Antonino Scopelliti, giudice, Procuratore generale della Corte d'appello e sostituto procuratore della Corte di Cassazione. "Un uomo d'onore", l'ha definito don Luigi Ciotti nella celebrazione tenutasi a Reggio martedì scorso, rovesciando il significato di un'espressione troppo abusata da cosche e malavita. "Era Antonino - ha detto don Ciotti ai familiari del giudice e a tutte le persone che riempivano la cattedrale di Reggio Calabria per la messa in ricordo di Scopelliti - il vero uomo d'onore, il vero giusto. Cercava la verità, cercava giustizia, non si è mai lasciato piegare dalle difficoltà e ha vissuto la propria professionalità al totale, completo servizio del bene comune". Al termine della messa don Ciotti ha abbracciato Rosanna, la figlia di Scopelliti. "Quello che credevano di distruggere oggi è più vivo che mai. Nelle c...

Mafia, affari e politica in Lombardia: 35 arresti. Le telefonate tra Lele Mora e i boss

Campagne elettorali organizzate e seguite dai boss. Il controllo dei locali notturni, della distribuzione della Tnt (ex Traco) e soprattutto continue telefonate tra Paolo Martino, il capobastone inviato dalle ‘ndrine in Lombardia per gestire i business più importanti, e Lele Mora (non indagato), il manager accusato di sfruttamento della prostituzione per aver portato decine di ragazze ad Arcore. Sono alcuni degli aspetti evidenziati dalla nuova inchiesta su mafia politica e affari al nord che questa mattina mattina ha fatto scattare le manette ai polsi di 35 persone. Tutti uomini che avevano avevano come punti di riferimento i tre boss Pepé Flachi, Paolo Martino e Giuseppe Romeo. L’operazione è stata condotta dal nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano, dei Carabinieri del Ros, in collaborazione con la Polizia locale. E sono stati sequestrati anche beni per due milioni di euro.Le ordinanze di custodia cautelare sono state disposte dal gip Giuseppe Gennari su ric...

Non è vero che al Nord c’è solo la Lega, c’è anche la ‘ndrangheta

La mafia, non lo si ripete mai abbastanza, c’è anche al Nord. E, come scrive Enzo Ciconte alle pagine 44 e 45 di ‘Ndrangheta Padana, la questione dovrebbe far riflettere i leghisti: « Nell’ultimo quindicennio la ‘ndrangheta ha conteso alla Lega il controllo del territorio “padano”. Non è vero che al Nord c’è solo la Lega che controlla il territorio; c’è anche la ‘ndrangheta che, esattamente nelle stesse località dove c’è un forte insediamento della Lega, gestisce potere, agisce economicamente, fa investimenti, interviene in vari campi, anche sociali, ha una presenza in politica ». « L’egemonia politica e territoriale della Lega non ha comportato la scomparsa della ‘ndrangheta. A voler essere precisi, s’è realizzata una coabitazione tra Lega e ‘ndrangheta esattamente negli stessi territori. L’equazione “ controllo del territorio da parte della Lega = scomparsa dei fenomeni criminali e mafiosi” non è affatto vera; anzi, è falsa. La preponder...

Ndrangheta al Nord, l'inchiesta di Annozero

Alcuni estratti della puntata di ieri sera di Annozero

La 'Ndrangheta a Milano c'è, ma Maroni si offende se Saviano ne parla in Televisione.

Terra e cemento. Questo il grande business della 'ndrangheta in Lombardia. Un'esclusiva videoinchiesta de ilfattoquotidiano.it scatta una fotografia impietosa dall'interno dei meccanismi mafiosi che oggi nella Milano del sindaco Moratti possono permettersi di lavorare nei grandi appalti pubblici e intrattenere rapporti privilegiati con i più importanti imprenditori del nord. Il tutto grazie alla ormai cronica disattenzione della classe politica. Che dimentica i padrini, ma anche le vittime. Uomini e donne che fanno i conti con la paura di minacce e violenze, documentate attraverso una telefonata tra un imprenditore e un boss della zona di Rho, quella, per intederci, della nuova Fiera. La stessa zona dove sorgerà il cuore di Expo 2015. di Lorenzo Galeazzi e Davide Milosa MILANO CALIBRO 'NDRANGHETA (parte 1) MILANO CALIBRO 'NDRANGHETA (parte 2)

Amministrative, nelle liste candidati indegni

«Famme chello che vuò/ indifferentemente/ tanto o' saccio che so'/ pe' te nun so' cchiù niente/...». Il pubblico andava in estasi mentre Mara Carfagna e Pietro Diodato intonavano Indifferentemente , una delle canzoni più struggenti del repertorio musicale partenopeo, dal palco del Teatro Metropolitano di Napoli, luogo prescelto per la chiusura in grande stile (e con sorpresa) della campagna elettorale del Pdl per le regionali. L'euforia era palpabile. Il ticket composto dalla ministra e dal recordman delle preferenze alle precedenti elezioni si avviava a una schiacciante vittoria, nonostante il brivido iniziale. A Napoli era infatti circolata la voce di una probabile esclusione di Diodato dalle liste. Voce che provocò una clamorosa occupazione della sede campana del Pdl da parte dei suoi fan. Così, «indifferentemente», Diodato rientrò in lista. Avrebbe mai immaginato Mara Carfagna, la quale oltre alla faccia sui manifesti aveva messo anche la voce al se...

I giornalisti calabresi minacciati dalla 'ndrangheta

Le cose in Calabria funzionano in questo modo: chi denuncia 'ndrangheta e politici corrotti rischia la vita. Noi vogliamo portare davanti agli occhi di tutti questa situazione disastrosa per il nostro paese e per il Sud. Sul Quotidiano della Calabria di oggi c’è un editoriale a firma del direttore Matteo Cosenza : “La libertà contro il silenzio e il fango”. Un pezzo di “analisi” sulla puntata di Annozero scontro Napoli-Santanché. Cosenza, in buona sostanza, condanna la gogna mediatica ai danni di Peppe Scopelliti, governatore Calabrese. Sempre Cosenza, giova ricordarlo, è stato il promotore della manifestazione anti-ndrangheta del 25 settembre scorso a Reggio. Non voglio commentare questo editoriale. Sarei di parte. Matteo Cosenza è stato il mio direttore fino a sei mesi fa , quando ho deciso di dimettermi dal Quotidiano. Lui è la ragione (in carne ed ossa) per la quale ho lasciato la Calabria. E questo lo sanno un po’ tutti. Considerazioni personali sull’uomo non voglio farne....

Quei Bravi politici

Le persone più informate sono a conoscenze di tutte le porcherie che i nostri politici combinano ogni giorno e quello che spaventa di più è la maniera in cui riescono a giustificare la loro condotta, come se fosse giusto delinquere. Così il Fatto Quotdiano ha realizzato dell'interviste ad alcuni politici in odore di mafia. Ascoltiamole e rendiamoci conto in che mondo viviamo!

ATTACCO ALLO STATO: Altre MINACCE al PM ANTI ‘NDRANGHETA GIUSEPPE LOMBARDO.

L’ennesima minaccia al pm antimafia Giuseppe Lombardo , è giunta via lettera intimidatoria direttamente in ufficio al Palazzo di Giustizia di Reggio Calabria. La missiva, simile alla prima di qualche mese fa , questa volta non era accompagnata da un proiettile, ma scritta con parole ancor più esplosive: ”Sei un morto che cammina. Questo è il tuo ultimo avvertimento dottorino, farai la fine di Falcone e Borsellino…” Giuseppe Lombardo, sostituto procuratore reggino, prima con il coordinatore della Dda, Salvo Boemi , e da poco più di due anni sotto la guida del procuratore Giuseppe Pignatone , è colui che tratta alcuni dei fascicoli più scottanti di Reggio Calabria. Indagini e processi che rivelano le commistioni tra i comitati di potere reggini: ‘ndrangheta, massoneria, imprenditoria e politica. Come il processo “Testamento”, iniziato da un’ indagine della Squadra Mobile, e che si concluderà a giorni. Lombardo , non ha potuto far altro che riscontrare e sottolineare...

Manifestazione NO ‘ndrangheta a Reggio Calabria il 25 settembre

Dopo l’ennesima intimidazione nei confronti del procuratore generale Di Landro e le ripetute minacce ai giornalisti calabresi, ultima tra le tante quella al giornalista Ferdinando Piccolo , corrispondente del Quotidiano della Calabria dalla Locride, il giornale si è fatto promotore della manifestazione forse più grande degli ultimi anni contro la ‘ndrangheta. Una manifestazione, quella di Reggio Calabria , che ha ricevuto centinaia di adesioni, fra tutte quella del presidente della Giunta regionale Giuseppe Scopelliti , reduce da una condanna a 6 mesi di reclusione (pena sospesa) per omissione di atti d’ufficio, che è stato presente assieme a moltissime personalità politiche e istituzionali provenienti da tutta la Calabria. Scopelliti si è intrattenuto con alcuni rappresentanti della sanità reggina che rischiano di perdere il lavoro a causa dei forti tagli al settore operato dalla regione. Tra i politici erano presenti anche il presidente del Consiglio regionale, Francesco ...