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Visualizzazione dei post con l'etichetta cris economica

CRISI VALUTARIA ARGENTINA

    Il governo di Buenos Aires tenta disperatamente di evitare i deflussi di riserve valutarie. Ma ora il decumulo delle riserve sta divenendo davvero preoccupante, ed il punto di non ritorno è all'orizzonte.     Il governo argentino ha deciso di aumentare la commissione sull'utilizzo delle carte di credito per transazioni in dollari, portandola dal 15 al 20 per cento ed al nuovo cambio di 6,1 pesos per un dollaro, contro il cambio ufficiale di 5,05. Le carte di credito sono diventate lo strumento preferito degli argentini per aggirare i feroci controlli sui cambi imposti dal governo di Buenos Aires, che tenta disperatamente di evitare i deflussi di riserve valutarie, causati da anni di politiche economiche demenziali che hanno finito col drogare la domanda interna, determinando continue erosioni della competitività del paese. Ma ora il decumulo delle riserve sta divenendo davvero preoccupante, ed il punto di non ritorno appare in vista. Il ...

Non ve lo dicono, ma i bambini in Spagna hanno sempre più fame

 In molti sono rimasti allibiti, in Italia, quando si è squarciata la criminale cappa del silenzio che per mesi aveva avvolto la crisi greca, portando alla luce le sofferenze di un intero Paese ridotto alla fame e alla miseria dalla Troika . Quello stesso silenzio, oggi sta imbavagliando un altro Paese dell’Europa: la Spagna . Forse perché troppo concentrati sulla campagna elettorale, o forse per la necessità di non svelare, a ridosso delle elezioni, le atrocità delle politiche economiche e sociali europee (benedette da una larga maggioranza), i nostri media non si interessano affatto alla crisi spagnola.  Uno degli ultimi allarmi, però, è stato lanciato dai quotidiani della Comunità Valenciana , che riportano i dati di una ricerca realizzata dalla “Casa della Carità”. Nel 2012, sono stati 11.600 i bambini che si sono nutriti facendo ricorso alla Caritas locale , e di questi circa la metà hanno tra i 4 e gli 11 anni . Rispetto al 2011, la cifra è raddoppiata...

Il meglio è passato ora si sopravvive

«Risparmio, rinuncio, rinvio», così gli italiani vivono una crisi che non è solo economica, secondo il 46° Rapporto sulla situazione sociale del Paese. La «paura di non farcela» non risparmia nessuno «Coraggio amici, il meglio è passato». Cita un aforisma di Ennio Flaiano, il direttore generale del Censis Giuseppe Roma per descrivere lo stato d'animo che si respira nella società italiana in questo fine 2012. Una fotografia, quella scattata quest'anno nel 46° rapporto sulla situazione sociale del Paese, che è sotto gli occhi di tutti, in bella mostra nell'album di ciascuna famiglia italiana. La descrive così Giuseppe De Rita, il presidente del Censis: «Volge al termine un anno segnato da una crisi così grave da imporre l'assoluta centralità del problema della sopravvivenza; una centralità quotidianamente alimentata dalle preoccupazioni della classe di governo, dalle drammatizzazioni dei media, dalle inquietudini popolari». In poche parole,...

Quando i greci contro crisi e banche riscoprirono il baratto ed inventarono il TEM. La nuova monteta di Valos compie un anno

Un anno fa i giornali di tutto il mondo riportarono la notizia "I Greci reagiscono alla crisi riscoprendo il baratro fra piccole comunità".  Tutto è partito dalla città di Aigion, a pochi chilometri da Patrasso, ma anche quest’ultima ha poi avviato la stessa forma di scambio spostandola su internet e regolandola addirittura con una moneta virtuale. Ma a Valos si è fatto ancora di più. Nella cittadina situata nella regione di Magnesia, un anno si è ripreso l'antico metodo del baratto unito all’utilizzo del TEM, una moneta il cui acronimo significa “unità di scambio locale”, che è diventata in pochi mesi per circa centinaia di persone un’alternativa preferibile all’euro. Ad un anno di distante sono mille gli iscritti alla rete, la metà ne fa effettivo e quotidiano utilizzo. Oltre ai prodotti materiali offerti da negozi e nei mercati, chi possiede il TEM può accedere a molti servizi.  I professori offrono lezioni, così i parrucchieri,  i meccanici, i giardinieri la...

I partigiani vi prenderebbero a calci in culo

Sono in pochi oggi a difendere i partiti, ma capiamo perchè Beppe Grillo ha attaccato Napolitano, grazie al blog di Claudio Messora: Bersani chiede a Grillo di spiegare come mai lui non sarebbe candidabile, mentre Napolitano lo sarebbe anche domani mattina. Glielo spiego io.  Napolitano si può candidare perché, per esempio, a nessuno di loro, capi di partito, è mai fregato un accidenti di video come questi , dove un giornalista tedesco lo insegue per chiedergli conto della cresta sui voli da Roma a Bruxelles, che venivano rimborsati a 800 euro mentre lui viaggiava in low cost a 90 euro . La questione dei rimborsi è, evidentemente, qualcosa che lega il presidente della Repubblica a partiti come quello di Bersani.  Grillo non è candidabile, al contrario, perché ha messo tra i requisiti, senza che nessuno glielo avesse chiesto, la fedina penale pulita, e lui ha una condanna in terzo grado per un incidente occorsogli quando era alla guida del suo veicolo, scivo...

Camusso: prepariamo lo sciopero generale

Il segretario della Cgil dal palco di Roma: "Vigiliamo sul ddl lavoro e continuiamo a preparare lo sciopero generale che faremo. Situazione sociale insopportabile, il giudizio sul governo peggiora di giorno in giorno. Articolo 18, partita ancora aperta".   "Continuiamo a lavorare per preparare lo sciopero generale, che faremo". Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso , oggi (20 aprile) nel giorno dello sciopero di Roma e del Lazio , durante il suo comizio dal palco di piazza Farnese. "Vigileremo sul ddl lavoro e continueremo a lavorare per uno sciopero generale, perchè si può cambiare la politica di questo paese". "Non aver fatto interventi equi in favore della crescita sta determinando una situazione sociale insopportabile nel nostro paese ". Questo un altro passaggio dell'intervento. Il giudizio sul governo "peggiora di giorno in giorno , perchè non ha dato risposte al lavoro". Sulla questi...

Le tasse di Monti ci salvano o ci avvicinano alla Grecia?

di Simona Bonfante L’arrivo di Monti a Palazzo Chigi ha riacquistato al paese la credibilità smarrita. I creditori che hanno in portafoglio il nostro debito hanno ritenuto che il piano messo a punto dal governo dei prof – null’altro che la razionalizzazione delle misure schizofrenicamente emergenziali che il governo precedente era stato costretto a varare nelle tre successive manovre estive – meritasse fiducia, sebbene, non incondizionata. È stata la capacità degli uomini al comando, più che quella del sistema in sé (che, appunto, è lo stesso di quello rappresentato da Berlusconi), a fornire ai titolari della nostra sovranità finanziaria la garanzia della plausibile solvibilità dei debiti. La differenza tra il governo Monti e il precedente, d’altra parte, non è ascrivibile solo alla alterità qualitativa dello standing presidenziale , ma anche al senso di visione ed alla coerenza dell’azione conseguentemente mostrate dal Premier attuale – che del Ministro dell’Econom...

In Grecia si spara licenziato, ferisce due colleghi

Un 52enne disoccupato è entrato a Komotini, al nord del paese, con una arma da caccia sparando all'impazzata dentro la ditta dove prima lavorava. Ferito il proprietario e un operaio.  La forte recessione e l'aumento della disoccupazione a ritmi record dentro l'Unione europea stanno distruggendo la società greca. Ci sono segni di degrado sociale e culturale, l'aumento della criminalità ma anche nuovi forti segni di resistenza, solidarietà e organizzazione della società dal basso, che contrastano la rabbia e la disperazione di chi perde la ragione entrando nella spirale del buco nero in cui è sprofondato il paese. Un 52enne disoccupato è entrato a Komotini, al nord del paese, con una arma da caccia sparando all'impazzata dentro la ditta dove prima lavorava e ferendo fortunatamente in modo lieve il proprietario e un lavoratore di origine bulgara. Poi anche un poliziotto. L'uomo aveva perso il lavoro e dopo otto mesi anche la pazienza, per le manca...

BLITZ PRECARI A PISA DAVANTI MOSTRA PICASSO MANIFESTO GIGANTE "PRECARIA"

Forse non taglieremo il traguardo dei quindicimila visitatori nelle prime tre settimane, ma d'altra parte saremo a Pisa solo tre giorni, né siamo Picasso. Lui voleva essere pittore ed è diventato Picasso, noi volevamo essere dottore e siamo diventati precari. Eppure le nostre vite si compongono di pezzi sparsi, come dei collage, di oggetti vari che abbiamo imparato a riassemblare. Nel nostro presente, come in un ritratto cubista, convivono frammenti di emozioni, preoccupazioni e impegni diversi. Siamo contemporaneamente al lavoro e in formazione, giovani ma già adulti, a progetto ma senza un progetto futuro, ingranaggi di questo eterno presente. Questo grande manifesto che abbiamo esposto dalla casa dello studente riflette e rispecchia quello della mostra di Picasso che si sta svolgendo sull'altra sponda dell'Arno, a Palazzo BLU, a simboleggiare un confronto tra un'università fatta di precari e una fondazione bancaria che invece può investire in cultura, fin...

Sola la Cina può salvare l'Iribus

“Novantatré giorni di sciopero. Senza un centesimo da portare a casa. Anche noi siamo l’Italia”. Fiat-Irisbus, oltre 700 tra operai e impiegati, da tre mesi in lotta per difendere lo stabilimento che Marchionne e la Fiat vogliono chiudere. Siamo a Flumeri, Irpinia, nel cuore della Campania deindustrializzata, tra campagne di tabacco e barbabietole, un pezzo di Sud dimenticato. Anche questa è Italia e anche gli operai che quando lavoravano percepivano stipendi che non superavano i 1.200 euro al mese sono italiani. Qui si producono autobus per il trasporto pubblico, un ramo che non sembra più entrare nei piani della Fiat, almeno sul suolo patrio. La produzione, dicono gli operai, la vogliono spostare altrove, nella Repubblica Ceca. Quando nel 1973 il Cipe decise di impiantare qui lo stabilimento, a Eboli, Salerno, scoppiò una rivolta. Vinse Flumeri, perché questa era la terra di Ciriaco De Mita, in quegli anni ministro d...

La crisi vista da Presa Diretta

Puntata interessante sulla crisi del lavoro in Italia e i paragoni con la Germania di ieri e oggi.

Licenziamenti facili, cosa cambia con la manovra – La scheda

La Commissione Bilancio di palazzo Madama dà il via libera alla Manovra che martedì inizierà il suo iter proprio dal Senato. L’approvazione arrivata ieri dovrebbe scongiurare una nuova debacle sui mercati ad inizio settimana, ma non mancherà di far discutere nei prossimi giorni, soprattutto per quanto riguarda la deroga ai contratti nazionali in tema di licenziamenti. Un emendamento della maggioranza prevede, infatti, che gli accordi aziendali, o territoriali, potranno derogare non solo alla disciplina dei contratti nazionali ma anche alle tutele dello Statuto dei lavoratori . Significa che anche le aziende con più di 15 dipendenti potranno ricorrere più facilmente al licenziamento senza giusta causa – vietato dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori – sempre che vi sia il consenso dei sindacati maggioritari sul posto di lavoro . Il contenuto dell'emendamento all'articolo 8 della manovra rappresenta un cambiamento significativo del mercato del lavoro nel nostro pae...

Il Governo senza Fiducia

Il Financial Times di ieri ha chiuso un'editoriale con una frase lapidaria: «nessuno è indispensabile», né Berlusconi, né Tremonti. Il ministro dell’Economia finora aveva goduto di buona fama. Il problema è che all’improvviso è scoppiato lo scandaloMilanese e Lionel Berber, il direttore del giornale, non ha perdonato a Tremonti la scarsa moralità nel pagare cash, cioè in «nero», l’affitto dell’appartamento di via CampoMarzio. Insomma, la fiducia è venutameno. Non solo a Berber: il governo viene accusato di non essere in grado di affrontare la crisi finanziaria (ma non stavamomeglio degli altri?) e non avere il coraggio di affrontare l’opinione pubblica, mentendo sulle scelte di politica economica. Questo spiega l’attacco all’Italia di questi giorni. C’è la speculazione, ma gli speculatori fanno il loro «mestiere» e attaccano utilizzando anche sfruttando il caos greco o quello degli Stati Uniti. La speculazione anticipa le tendenze. Una tendenza certa è che questo governo è morto e,...

Genova 2011 -Uniti contro la crisi, uniti per l'alternativa

Dopo le grandi lotte partite in ottobre da fabbriche e università, dopo le manifestazioni che hanno visto le donne in piazza, numerose come non accadeva da tempo, dopo le brecce aperte nel berlusconismo da Milano e Napoli, e soprattutto dopo lo straordinario risultato referendario, è iniziata una fase storica e politica nella quale, paradossalmente, sono molti e pericolosi i rischi che corre il “cambiamento”. Questo dipende da fattori che possiamo considerare oggettivi: può la “Primavera Italiana” non spaventare la casta della politica che alberga in tutti i gruppi dirigenti dei partiti, compresi quelli di opposizione? Crediamo di no. Aperto definitivamente il periodo terminale del ventennio berlusconiano, nel pieno della crisi neoliberista globale, il contrasto al cambiamento, all’uscita dalla crisi con una nuova idea di società e di eguaglianza, lo fornisce chi vorrebbe sostituire l’alternativa con un semplice cambio di gestione del potere pubblico. Qualcuno ha scritto che la “Primav...