Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta il giornale

Le perle del Giornale!

Uccisi dalle tasse”, titolava ieri il Giornale di zio Tibia, al secolo Sallusti. Poi sottotitolava: “Ier i ancora un suicidio, e fanno 13. Gli imprenditori sono disperati, ma nessuno li d i fe n d e ”. Sarebbe il caso di aggiungere che quelli disperati sono gli imprenditori onesti, non certo gli evasori: quel che è saltato fuori a Cortina nella prima visita della Guardia di Finanza da almeno vent’anni a questa parte parla da sé. Ma, soprattutto, sarebbe il caso di ricordare chi ha governato dal 2008 al 2011: l’unico premier al mondo che, mentre gli altri combattevano la crisi, la negava. “Crisi psicologica”. Colpa di A n n o ze ro e dei “programmi Rai che diffondono pessimismo, panico e sfiducia” e dei giornali che “sono essi stessi fattori di crisi”. Ma anche delle agenzie di rating, “le organizzazioni internazionali che un giorno sì e uno no dicono: deficit +5%, consumi -5%, crisi di qui crisi di là, crisi fino al 2011: un disastro! Chiudiamo...

Veneziani, Giù le mani da Sandro Pertini

C’è un non so che di macabro e di disgustoso nell’ultimo articolo di Marcello Veneziani sul Giornale. Macabro perché il presunto intellettuale di destra, avendo terminato il fango per i vivi, è costretto a prendersela necessariamente con i morti; disgustoso perché, pur di salvare la faccia al padrone che gli paga lo stipendio, infanga il nome del più grande Presidente della Repubblica, nonché partigiano, nonché socialista, quindi compagno, della storia repubblicana recente. Per Veneziani, infatti, quello che ha fatto Lavitola all’Avanti (detrarre tra le altre cose i contributi all’editoria per risanare sue aziende) non sarebbe nulla in confronto a quella prima pagina in cui si riprendeva il famoso discorso dell’allora capogruppo socialista in Parlamento alla morte di Stalin, dove appunto si esaltava la figura del dittatore. Quello che Veneziani non dice è che ai quei tempi tutti, dai socialisti più a destra fino ai comunisti più intransigenti, guardavano con ammirazione all’Urs...

“E’ morto? Chi se ne frega”: i lettori del Giornale “salutano” D’Avanzo

Un florilegio di commenti per la penna odiata dal Cav: “Un inquilino dell’inferno in più” “Lei, signor Stalin, per che giornale scrive?”, gli chiedeva qualche mese fa Silvio Berlusconi. E al Giornale non vogliono essere di meno, con un articolo che racconta Giuseppe D’Avanzo in cui la cosa più notevole sono i commenti: Come ipocrisia vuole… i morti son sempre meglio da morti che da vivi. Ipocrisie melense. D’Avanzo era un pessimo soggetto, e l’unico vuoto lo avrà lasciato – forse – fra i pari suoi. Tutti peraltro ansiosi di riempirlo con uguali o maggiori veleni facendo a gara per chi ne sputa di più. Gentaglia da vivi, il sol fatto d’essere morti non è valida ragione d’un benchè minimo riscatto. Era uno che ‘odiava’ Bberlusconi ed è morto ancora giovane. Pace all’anima sua, ma quanto al resto (perdita di un grande giornalista ecc. ecc.), da romano dico che ‘nun me ne può fregà de meno’. Per fortuna c’è la “livella”. Morto D’Avanzo? Ma chi se ne frega! E’ solo un ipocrita in meno ed un...