Un florilegio di commenti per la penna odiata dal Cav: “Un inquilino dell’inferno in più”
“Lei, signor Stalin, per che giornale scrive?”, gli chiedeva qualche mese fa Silvio Berlusconi. E al Giornale non vogliono essere di meno, con un articolo che racconta Giuseppe D’Avanzo in cui la cosa più notevole sono i commenti:
Come ipocrisia vuole… i morti son sempre meglio da morti che da vivi.
Ipocrisie melense. D’Avanzo era un pessimo soggetto, e l’unico vuoto lo avrà lasciato – forse – fra i pari suoi. Tutti peraltro ansiosi di riempirlo con uguali o maggiori veleni facendo a gara per chi ne sputa di più. Gentaglia da vivi, il sol fatto d’essere morti non è valida ragione d’un benchè minimo riscatto.
Era uno che ‘odiava’ Bberlusconi ed è morto ancora giovane. Pace all’anima sua, ma quanto al resto (perdita di un grande giornalista ecc. ecc.), da romano dico che ‘nun me ne può fregà de meno’.
Per fortuna c’è la “livella”. Morto D’Avanzo? Ma chi se ne frega! E’ solo un ipocrita in meno ed un inquilino dell’inferno in più.
L italia adesso è un po meno ipocrita. riposi in pace isacco newton
Parce sepultis. Però é molto difficile tirar fuori, solo perché é morto, dei sentimenti buoni, dopo che in vita si é tirato addosso, con la sua cattiveria e malafede, tutto l’odio e il disprezzo possibile. Al massimo possiamo fare di tutto per domenticarlo al più presto.
Di troppo odio si puo’ anche morire. Ora riposa finalmente in pace libero dal suo tormento.Amen.
Come sempre, tutto ciò è molto istruttivo e ci conferma che il “paese reale” fa davvero paura.
fonte: giornalettismo
Commenti
Posta un commento