I disordini si sono estesi ai sobborghi meridionali. La rivolta innescata dall'uccisione di un 69enne armato di coltello da parte della polizia. La città è in ginocchio. Terza notte di scontri alla periferia di Stoccolma, con una trentina di auto e numerosi edifici dati alle fiamme dagli attivisti del gruppo Megafonen, un'organizzazione per la difesa dei diritti degli immigrati. I disordini si sono estesi dai sobborghi nord-occidentali a quelli meridionali della capitale svedese, allargando la rivolta innescata dall'uccisione di un sessantanovenne armato di coltello da parte della polizia, il 13 maggio. I manifestanti hanno incendiato una scuola e un asilo e hanno lanciato sassi contro i mezzi dei vigili del fuoco e della polizia. A Husby, il sobborgo in cui è esplosa la rivolta, un uomo eèstato arrestato per aver dato alle fiamme un laboratorio artigianale. Il premier svedese, Fredrik Reinfeldt, ha lanciato un appello con cui ha chiesto a "tutti...
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