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Studio e Lavoro: le facce della stessa medaglia (Lettera aperta di Egle Radogna - Università di Firenze)

Egle Radogna - Università di Firenze ci scrive: Gentile redazione di Nodo in Gola, le parole della lettera aperta che vi invio le ho scritte pensando di rivolgerle idealmente a quanti più studenti e soprattutto persone possibili cercando di mettere nero su bianco i punti comuni della protesta che tanto accomuna queste due fasce sociali e di cittadini: il diritto allo Studio ed Lavoro giorno per giorno intrecciate dall'asfissia a cui la politica e in testa il governo le riduce. Spero la pubblichiate con un primario obiettivo: la condivisione. Grazie e a presto. Studio e Lavoro: le facce della stessa medaglia Il mondo dei lavoratori e quello dell’istruzione italiana sono uniti da un’unica e amara verità: un peso sociale che vale quanto una piuma. La nostra è una classe studentesca non ancora operaia ma operosa nella volontà di formazione – ahinoi - controcorrente ai tagli governativi, alle imposizioni di un decreto che ha fuorviato una libera discussione e decisione parlamentare in...

Non è un paese per scienziati

Per reagire al cappio di Trebondi-Giulmini che strangola teatri e atenei, i luminari del Sum (da non confondersi col Suv: Sum sta per Istituto di scienze umane ) hanno radunato alla Bicocca di Milano gli stati generali dell’intellighenzia nazionale in una maratona di due giorni dallo stuzzicante titolo “ Idee italiane. Un osservatorio sulla cultura del Paese ”, che si conclude oggi. Tra i partecipanti Gae Aulenti, Pupi Avati , Giulia Maria Crespi, Umberto Eco , Ernesto Galli della Loggia, Vittorio Gregotti, Stefano Rodotà . Tutte persone degnissime, cervelli che il mondo ci invidia. Unico neo, l’età media: settant’anni e passa. Nell’Auditorium Pirelli, costruito da Gregotti per quell’intrepido capitano di industria che risponde al nome di Marco Tronchetti Provera , ieri si aspettava con ansia l’intervento di una delle più fresche promesse della scena culturale: Vittorio Sgarbi. Sempre gli stessi nomi e volti E poi Tremonti dice che Carmina non dant panem . Altro che, lo danno...

Ma dove sono tutti gli studenti?

Ma dove sono tutti gli studenti? Perchè non si ribellano tutti a questo schifo che si sta realizzando? Sotto i palazzi del potere, a piazza Montecitorio a Roma, il grido è: “Noi la crisi non la paghiamo”. Centinaia di persone protestano contro i tagli di Tremonti e la riforma universitaria del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. La discussione, prevista per oggi, slitta a novembre ma il popolo della scuola e delle università non si ferma. Domani, a rinfoltire il presidio, arriveranno gli studenti degli istituti medi superiori. “Da dieci anni si va avanti tagliando i fondi”, dice un ricercatore della Sapienza a ilfattoquotidiano.it, rincara un collega: “Al massimo contratti da precario, rinnovabili una volta, e poi chissà che fine si farà”. Fonte: il fatto quotidiano

Atenei bloccati per la protesta dei ricercatori

L’inizio delle lezioni è rinviato a data da destinarsi. Ecco la novità di quest’anno per gli studenti delle università italiane. Molte facoltà hanno posticipato l’avvio dell’anno accademico, dopo che 10mila ricercatori, quasi la metà del totale, hanno ritirato la loro disponibilità a tenere corsi. Per protestare contro la riforma del ministro Gelmini che deve essere approvata alla Camera. E contro i tagli della finanziaria. Le lezioni sono bloccate in diverse facoltà degli atenei della capitale, da La Sapienza a Tor Vergata, a Roma Tre. Ritardi anche nelle università di Napoli, Bari, Palermo, Torino, Milano, Firenze, Pisa. E’ soprattutto l’abolizione della figura di ricercatore a tempo indeterminato a essere contestata da chi protesta. “Scaduto l’assegno di ricerca, un ricercatore potrà solo firmare un contratto di tre anni e poi ancora uno di altri tre”, dice Alessandro Ferretti , rappresentante di Rete29Aprile, il sito di riferimento per chi protesta. “Il precariato verrà così allun...