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Visualizzazione dei post con l'etichetta Roberto Saviano

Quello che non ho? Appunti critici sul programma di Fazio/Saviano

Premettendo che di tre puntate, per circa –presumo- sei ore totali, ho visto in tutto un quarto d’ora o poco più e che quindi il mio giudizio è più fondato su impressioni fugaci che su un effettivo sguardo d’insieme (sguardo d’insieme reso difficile però dalle prime respingenti impressioni fugaci), “Quello che (non) ho” mi è sembrata una divagazione televisiva tutt’altro che gloriosa. Sì grandi numeri, parecchi pollici all’insù allineati sotto lo schermo, ma nel deserto dell’offerta televisiva italiana e rispetto al generale quadro clinico del medium televisivo, per esplodere, poche, studiate e abili mosse possono bastare. Fazio conosce quelle mosse e le esegue con puntualità furbetta (ci sarebbe pure da andare a esplorare come mai le aspettative del pubblico siano così prevedibili). Lungi dall’accodarmi a Giuliano Ferrara che tende ad attaccare Saviano più per partito preso che per altro e che nel suo articolo incollerito di qualche giorno fa ( ecco l'articolo del foglio )...

Quello che non ho e quello che non ci manca..

In attesa delldiseconda punta del programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano, ascoltiamo alcune parole che sono andate in onda ieri e in più vi proponiamo un commento contro del Giornalista Fulvio Abbate che non ha gradito molto il buonismo del duo!

L'Aquila Dimenticata

Sono passati due anno da quella fredda notte dell'Aquila in cui si spensero per sempre le vite di 309 persone. Opinione pubblica e media in questi giorni hanno catalizzato l'attenzione su Lampedusa e le barzellette di Silvio Berlusconi, così sono in pochi a ricordare i morti e la mancata ricostruzione e come riporta questa articolo, questo è un problema serio che si risolverà solo fra 10 anni, al meno, per il momento. Questo articolo tratto da Diritto di Critica ci fa il punto sulla situazione Dieci anni per ricostruire L'Aquila. Alla vigilia del secondo anniversario del terremoto che il 6 aprile 2009 ha colpito il capoluogo abruzzese, il sottosegretario Gianni Letta e il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, hanno dato la deadline per una ricostruzione che oggi è al palo. Il centro storico della città è un cumulo silenzioso di macerie, i quartieri più recenti sono disabitati e le tende dei salotti sventrati dalla scossa si agitano ancora al vento, come due anni...

Vieniviaconme Roberto Saviano: l'Italia, i rifiuti, le ecomafie e la dignità del popolo Campano. E' COS' E NIENT'

30 minuti forse pochi, ma di sicuro necessari, in prima serata difronte a quasi 10.000.000 di telespettatori per parlare e riflettere insieme sul dramma dei rifiuti in Campania. Questo è stato l'emozionante monologo di Saviano che precisa alcuni elementi essenziali per definire in maniera oggettiva la famosa "emergenza rifuti" che ogni anno impeccabile diffonde in Italia e nel Mondo il lezzo nauseante di una politica corrotta e di un territorio devastato. Per quanti anni ancora la Campania e l'Italia intera dovrà dirsi e sentirsi dire "è cos' e nient'"?

La 'Ndrangheta a Milano c'è, ma Maroni si offende se Saviano ne parla in Televisione.

Terra e cemento. Questo il grande business della 'ndrangheta in Lombardia. Un'esclusiva videoinchiesta de ilfattoquotidiano.it scatta una fotografia impietosa dall'interno dei meccanismi mafiosi che oggi nella Milano del sindaco Moratti possono permettersi di lavorare nei grandi appalti pubblici e intrattenere rapporti privilegiati con i più importanti imprenditori del nord. Il tutto grazie alla ormai cronica disattenzione della classe politica. Che dimentica i padrini, ma anche le vittime. Uomini e donne che fanno i conti con la paura di minacce e violenze, documentate attraverso una telefonata tra un imprenditore e un boss della zona di Rho, quella, per intederci, della nuova Fiera. La stessa zona dove sorgerà il cuore di Expo 2015. di Lorenzo Galeazzi e Davide Milosa MILANO CALIBRO 'NDRANGHETA (parte 1) MILANO CALIBRO 'NDRANGHETA (parte 2)

Vieni qui con noi

Ricapitolando. Lunedì Saviano sfonda una porta spalancata, rivelando che la ‘ndrangheta non sta solo in Calabria: “Al Nord come al Sud cerca il potere della politica e al Nord interloquisce con la Lega”. Poi cita senza nominarlo il consigliere regionale leghista della Lombardia, Angelo Ciocca, fotografato dalla Dia mentre incontra il presunto boss Pino Nieri, ma mai indagato. Potrebbe aggiungere che le cosche investono anche nell’Emilia rossa. O ricordare un caso un po’ più sostanzioso, non Dell’Utri per carità, ma almeno il senatore Pdl Di Girolamo arrestato perché rappresentava la ‘ndrangheta in Parlamento (ma era in quota Fini e forse avrebbe stonato con la lista dei valori letta da Fini quella sera). Basta così poco per mandare in bestia il ministro dell’Interno Maroni il quale, poveretto, pensa di essere lui ad arrestare i mafiosi latitanti, e non invece le forze dell’ordine a cui il suo governo taglia i fondi e i magistrati di Palermo e Napoli che la sua maggioranza insulta giorn...

Sarà colpa di Saviano?

In questo momento Maroni, ministro dell'Interno sta festeggiando la cattura del boss dei casalesi Antonio Iovine, ma ieri senza vergogna, ha attaccato duramente Roberto Saviano, reo di aver denunciato pubblicamente i legami tra le mafie e la politica e anche con la Lega Nord. Ma oggi l'antimafia, giustamente ha confermato le parole dello scrittore, peccato che Maroni oggi deve fare festa! La "consolidata presenza" in alcune aree lombarde di "sodali di storiche famiglie di 'ndrangheta" ha "influenzato la vita economica, sociale e politica di quei luoghi". E' quanto rileva la relazione al Parlamento della Dia (Direzione investigativa antimafia), relativa al primo semestre 2010. La relazione sottolinea il "coinvolgimento di alcuni personaggi, rappresentati da pubblici amministratori locali e tecnici del settore che, mantenendo fede ad impegni assunti con talune significative componenti, organicamente inserite nelle cosche, hanno a...

Saviano racconta Piergiorgio Welby

Mentre Maroni è particolarmente incazzato, solo perchè Roberto Saviano ieri sera durante il suo monologo a Vieni via con me, ha ricordato che il fondadotore della Lega Nord, voleva costituzionalizzare le mafie, nessuno parla dello spazio importante riservato alla battaglia a favore dell'eutanasia. Ora il divertente e triste monologo di Antonio Albanese!

10 novembre 1995 venne ucciso Ken Saro Wiwa: "Un eroe dei nostri tempi"

"...tutti noi siamo di fronte alla Storia. Io sono un uomo di pace, di idee. Provo sgomento per la vergognosa povertà del mio popolo che vive su una terra molto generosa di risorse; provo rabbia per la devastazione di questa terra; provo fretta di ottenere che il mio popolo riconquisti il suo diritto alla vita e a una vita decente. Così ho dedicato tutte le mie risorse materiali ed intellettuali a una causa nella quale credo totalmente, sulla quale non posso essere zittito. Non ho dubbi sul fatto che, alla fine, la mia causa vincerà e non importa quanti processi, quante tribolazioni io e coloro che credono con me in questa causa potremo incontrare nel corso del nostro cammino. Né la prigione né la morte potranno impedire la nostra vittoria finale..." . » Ken Saro Wiwa. (Bori, 10 ottobre 1941 - Port Harcourt, 10 novembre 1995) Il Ricordo di Roberto Saviano (parte1) Il ricordo di Roberto Saviano (parte 2) KEN SARO WIWA UN EROE DEI NOSTRI TEMPI: Pierpaolo Capovilla e I...

Grazie Rai Tre!

Dopo anni e anni devo dire grazie alla Rai per la trasmissione Vieni via con me, condotta da Fabio Fazio e Roberto Saviano andata in onda ieri sera su RaiTre. Per la prima volta ieri sera si è parlato di camorra come una malattia del nostro paese, di come chi ci governa spazza via i "contestatori". Si è parlato della bellezza dell'arte, dei grandi italiani del passato, del presente scuro dell'Italia, ma alla fine non così tanto ombroso, perchè alla fine la speranza non muore, non deve morire, perchè come ha detto Nichi Vendola l'importante è essere felici. Allora voglio essere felice riascoltando Roberto Saviano che parla di Giovanni Falcone e il maestro Claudio Abbado che ci "ricorda" l'importanza della cultura. Ps: Con una media di 7 milioni 623 milioni spettatori pari al 25.48% di share ottenuta ieri sera, Vieni via con me si laurea come il programma piu' visto di Raitre degli ultimi dieci anni. La trasmissione di e con Fabio Fazio e Rob...

Gaza risponde alle dichiarazioni di Roberto Saviano su Israele

In questo videomessaggio Gaza risponde a Roberto Saviano, Vittorio Arrigoni ribatte colpo su colpo le dichiarazioni dello scrittore estimatore di Peres rilasciate durante la manifestazione "Per la verità, per Israele." Pubblichiamo entrambi i video per dare la possibilità a voi lettori di ascoltare le due posizioni. ROBERTO SAVIANO durante la manifestazione "Per la verità, per Israele." L'attivista per i diritti umani VITTORIO ARRIGONI da GAZA

Belpietro non è Saviano

Stamattina il Corriere della Sera ci regala un’intervista dal titolo che ti fredda come una revolver (di quelle che non si inceppano) – Belpietro: «Io come Saviano». All’inizio ho pensato fosse uno scherzo, o che degli hacker si fossero impossessati delle sito del Corriere. E invece è solo l’ennesimo insulto che l’informazione ci somministra a grandi dosi. Che c’entra Belpietro con Saviano ? L’omino di cera non ha scritto Gomorra , non parla di Camorra, non ho mai letto sue inchieste contro le organizzazioni criminali che importano cocaina , armi e prostitute . Belpietro vive nel bel mezzo di Milano, dove la ‘ndrangheta fa affari d’oro . Eppure non mi pare abbia mai regalato ai suoi lettori verità scottanti sui clan calabresi, come fanno quotidianamente giornalisti e scrittori liberi (Monteleone, Alessio, Morrone, Piccolo, Anastasi, Albanese) Se Belpietro è come Saviano allora Fini è come “Sandokan” Schiavone , il boss dei casalesi più volte citato dall’autore di Gomorra. O...

Non omologhiamoci!

Vi proponiamo l'ultimo articolo di Roberto Saviano pubblicato oggi su Repubblica, da leggere per capire come tutti gli italiani si stanno omologando allo schifo che gira attorno! HO DETTO ieri, dialogando con i lettori e gli spettatori di Repubblica Tv , che ormai la politica in Italia è una cosa buia, che non appassiona più nessuno, né chi la fa, né chi la segue. Su questa affermazione mi hanno scritto in tanti, che credo abbiano condiviso con me questo sentimento di impotenza, avvertito talvolta come un impedimento, la denuncia di qualcosa che ostruisce la partecipazione, il normale rapporto che un cittadino deve avere con la vita pubblica del suo Paese. E insieme, c'è un altro sentimento in chi mi scrive: rabbia e ribellione per sentirsi espropriati dalla politica come strumento di impegno e di cambiamento, rifiuto di accettare che questa stagnazione prevalga. Chi analizza fatti, episodi e metodi della politica italiana, in questo momento, non può che avere una re...

Giancarlo Siani colpito dai clan per il suo talento

Caro direttore, ricordare Giancarlo Siani a 25 anni dalla sua morte è per me ricordare un uomo che è stato ammazzato perché aveva talento. Perché capiva e analizzava meglio di altri. Perché faceva bene ciò che aveva deciso di fare. È il solo modo per commemorare il suo sacrificio e ricordare la sua vita. È l’occasione per comprendere il suo modo di concepire il giornalismo e su quanto chi è venuto dopo, debba essergli grato. Il primo premio della mia vita portava il nome di Giancarlo Siani. Era un premio in sua memoria e mi fu dato proprio nella redazione del Mattino. Erano presenti il fratello Paolo, Geppino Fiorenza di Libera Campania e le firme del Mattino impegnate sul fronte della cronaca giudiziaria. Non dimenticherò quel giorno. Per me rappresentò un onore raro. Forse fu proprio in quell'occasione, pensando a Siani e alla sua vita, che ragionai per la prima volta su quanto fosse importante riscattare la parola "onore" e sottrarla al monopolio delle cosche, che l...

Saviano ricorda Vassallo

Da Cilentano, sono affranto per l'omicidio di Angelo Vassallo, ma non mi arrendo e voglio rendere pubblico questo bellissimo articolo di Roberto Saviano pubblicato oggi su Repubblica. Lo scandalo della democrazia di ROBERTO SAVIANO DUE pistole che sparano, le pallottole che colpiscono al petto, un agguato che sembra essere anche un messaggio. Così uccidono i clan. Così hanno ucciso Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, in provincia di Salerno. Si muore quando si è soli, e lui - alla guida di una lista civica - si opponeva alle licenze edilizie, al cemento che in Cilento dilaga a scapito di una magnifica bellezza. Ma ...

La Lega attacca Saviano

Ritengo Roberto Saviano, una persona seria e preparata e soprattutto non un politico, quello che è arrivato a dire l'ex ministro della Giustizia oggi fa rabbrividire. Mi dispiace che una parte dell'Italia sia ostaggio di ignoranti e meschini personaggi. Articolo tratto da Repubblica: Lo scrittore Roberto Saviano si domanda: "Dov'era la Lega quando la 'ndrangheta si infiltrava in Lombardia?". E la Lega lo attacca, anche sul piano personale, attraverso il viceministro Roberto Castelli: "Saviano la smetta, perché gli antimafia a pagamento sono sempre meno credibili". All'origine dello scontro l'anticipazione di un'intervista rilasciata dallo scrittore di Gomorra a "Vanity Fair". "La Lega - premette Saviano - ci ha sempre detto che certe cose al Nord non esistono, ma l'inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Lombardia racconta una realta' diversa". A questo punto, l'interrogativo dello scrittore:...

Cosentino e affaristi secondo Saviano

Vi proponiamo l'articolo di Roberto Saviano su Nicola Cosentino e tutto quello che gira attorno, affaristi, politici, camorra. Verità tristi e deprimenti di un Italia sempre più in caduta libera. Buona Lettura Quando si dà fastidio al governo, o un politico viene scelto al posto di un altro più potente ma indagato dall'antimafia, si attiva una macchina fatta di dossier: giornalisti conniventi e politici faccendieri cercano di delegittimare i rivaliCosì si è organizzato il gruppo che voleva delegittimare Caldoro candidato prescelto dopo che Nicola Cosentino è stato accusato di essere a disposizione del clan dei Casalesi. QUANDO si dà fastidio al governo o a chi comanda cosa succede in Italia? Quando un politico viene scelto al posto di un altro più potente ma indagato dall'antimafia cosa accade? Ora lo vediamo. In quel momento, infatti, si attiva una macchina fatta di dossier: giornalisti conniventi e politici faccendieri cercano attraverso media e ricatti di dele...

Neda, non ti dimentichiamo

Un anno fa, il 20 giugno 2009, durante una manifestazione di piazza per contestare l'esito truccato delle elezioni presidenziali vinte da Mahmoud Ahmadinejad e per sostenere il leader dell'opposizione Mir Hossein Moussavi, nella via Kargar di Teheran, morì una ragazza, Neda Agha Soltan, 27 anni, ex studente di filosofia teologica, che voleva diventare una cantante. Si dice che Barack Obama pianse nella sala Ovale dopo aver visto su YouTube le immagini di Neda stesa sull'asfalto con gli occhi aperti. "Time" ha definito l'episodio "la morte in diretta più vista della storia dell'umanità". Quelle immagini sono diventate il simbolo della resistenza iraniana. A un anno dalla morte di Neda, sua madre Hajar Rostami Motlaq, cinquantenne, ha accettato per la prima volta di parlare della figlia e del suo profondo dolore. Il settimanale L'Espresso ha intervistato la madre della giovane ragazza e Nodo In Gola vi propone l'intervista: Signora Rostami,...