Premettendo che di tre puntate, per circa –presumo- sei ore totali, ho visto in tutto un quarto d’ora o poco più e che quindi il mio giudizio è più fondato su impressioni fugaci che su un effettivo sguardo d’insieme (sguardo d’insieme reso difficile però dalle prime respingenti impressioni fugaci), “Quello che (non) ho” mi è sembrata una divagazione televisiva tutt’altro che gloriosa. Sì grandi numeri, parecchi pollici all’insù allineati sotto lo schermo, ma nel deserto dell’offerta televisiva italiana e rispetto al generale quadro clinico del medium televisivo, per esplodere, poche, studiate e abili mosse possono bastare. Fazio conosce quelle mosse e le esegue con puntualità furbetta (ci sarebbe pure da andare a esplorare come mai le aspettative del pubblico siano così prevedibili). Lungi dall’accodarmi a Giuliano Ferrara che tende ad attaccare Saviano più per partito preso che per altro e che nel suo articolo incollerito di qualche giorno fa ( ecco l'articolo del foglio )...
Let's Make Italia Bella Again