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L'Aquila Dimenticata


Sono passati due anno da quella fredda notte dell'Aquila in cui si spensero per sempre le vite di 309 persone. Opinione pubblica e media in questi giorni hanno catalizzato l'attenzione su Lampedusa e le barzellette di Silvio Berlusconi, così sono in pochi a ricordare i morti e la mancata ricostruzione e come riporta questa articolo, questo è un problema serio che si risolverà solo fra 10 anni, al meno, per il momento. Questo articolo tratto da Diritto di Critica ci fa il punto sulla situazione
Dieci anni per ricostruire L'Aquila. Alla vigilia del secondo anniversario del terremoto che il 6 aprile 2009 ha colpito il capoluogo abruzzese, il sottosegretario Gianni Letta e il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, hanno dato la deadline per una ricostruzione che oggi è al palo. Il centro storico della città è un cumulo silenzioso di macerie, i quartieri più recenti sono disabitati e le tende dei salotti sventrati dalla scossa si agitano ancora al vento, come due anni fa. Ma non è tutto. I più accorti, infatti, ricorderanno che durante l'emergenza l'allora capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, aveva assicurato che nella metà del tempo prospettato da Letta e Chiodi - cinque anni appena - all'Aquila la situazione sarebbe tornata alla normalità. Qualcosa - è evidente - non ha funzionato come avrebbe dovuto. Ad oggi, secondo quanto ha recentemente dichiarato il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, "si sono persi due anni per una governance errata". La posizione tenuta dall'Esecutivo è comunque chiara: la prima parte dell'emergenza è stata gestita dal Governo, la seconda - quindi quella in cui si stanno verificando i ritardi - è competenza degli enti locali. Secondo Letta, in particolare, Guido Bertolaso è stato "l'angelo dell'emergenza" e tutte le inchieste sulla "cricca" si sono "totalmente sgonfiate". Unico neo, - secondo il governatore dell'Abruzzo - i piani per la ricostruzione delle città (57 in tutto), primo tra tutti quello per L'Aquila: "Il comune si affretti - ha detto Chiodi - se fossi stato il sindaco della città avrei coinvolto i massimi esperti mondiali per metterlo a punto. I cittadini devono sapere cosa avverrà nei prossimi dieci anni, quali sono i destini delle loro città. Il Governo - ha aggiunto - ha fatto tutto quello che doveva". In ultima analisi, dunque, i ritardi sarebbero da attribuirsi al sindaco Cialente. "Ora - ha aggiunto Chiodi - la partita spetta alla comunità aquilana e ai sindaci, spero che ognuno voglia alimentare la speranza, non la disperazione, come è stato fatto per qualche tempo all'Aquila". Gli aquilani, insomma, adesso sono davvero soli: si rimbocchino le maniche, questo sembra essere il messaggio. Una nota di colore: il sottosegretario Letta ha stigmatizzato quanto avvenuto durante la trasmissione Forum, condotta da Rita dalla Chiesa, in cui una falsa terremotata ha dichiarato che all'Aquila la situazione era notevolmente migliorata. Si è trattato di "un episodio - ha detto Letta - deplorevole e marginale". Fonte: diritto di critica



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