Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Israele

Cristiano Ronaldo rifiuta di scambiare la maglietta con i calciatori israeliani

A far rimbalzare la notizia in Italia è stata Iran italian radio: il fuoriclasse portoghese Cristiano Ronaldo avrebbe rifiutato lo scambio di maglia con un giocatore israeliano a fine partita tra Portogallo e Israele (3-3) per le qualificazioni ai Mondiali 2014, l scorso 22 marzo. Dal filmato raccolto – verso la fine del video – si nota come l’attaccante del Real Madrid abbandoni il campo senza fermarsi per il gesto rituale tra calciatori. Ad alimentare le polemiche, poi, è una risposta che CR7 avrebbe dato a un giornalista di al-Jazeera. Il reporter gli avrebbe chiesto: “Sei sulla terra di Israele o Palestina?”. E Ronaldo: “Sono sulla terra palestinese”. La partita è stata disputata allo ‘Winter Stadium’ di Ramat Gan, periferia di Tel Aviv. L’Emittente segnala anche un’altra notizia: nello scorso novembre il campione lusitano pare abbia donato anche un milione e mezzo di euro in favore di associazioni di volontariato che aiutano i bambini di Gaza.

Israele e la “sterilizzazione” coatta delle migranti etiopi

Il Ministero della Salute israeliano ha imposto ai ginecologi di non somministrare più il Depo Provera alle immigrate provenienti dall’ Etiopia . Per anni queste donne erano state sottoposte a trattamenti di contraccezione coercitiva, eseguiti soprattutto in Etiopia nei campi del Joint Distribution Committee (un’organizzazione ebraica di assistenza che si pone l’obiettivo di “salvare gli ebrei in pericolo”); questa presa di posizione del Governo tuona come una – seppur timida – ammissione , dato che in passato era sempre stato negato l’utilizzo di tale farmaco a lungo termine e dai gravissimi effetti collaterali (tra cui malattie tromboemboliche, colestasi, rash cutanei, alterazioni del flusso mestruale e carcinomi mammari ). Un’inchiesta del quotidiano israeliano  Haaretz – che ha indagato sul crollo delle nascite all’interno della comunità etiope – ha portato alla luce la pratica diffusissima di somministrazione del Depo Provera alle migranti afri...

Israele si oppone alla conferenza sul disarmo nucleare

Secondo Shaul Horev, dell'agenzia atomica israeliana, un summit internazionale su questo tema non è possibile perché la regione è instabile e volatile. Israele è contro la Conferenza sul disarmo nucleare in Medio Oriente - prevista nei prossimi mesi ad Helsinki - e ribadisce la sua contrarietà a proseguire trattative su questo tipo di summit. Secondo Shaul Horev, direttore del Comitato israeliano per l'energia nucleare - citato oggi da Haaretz - l'idea di conferenza avanzata di recente all'Agenzia per l'energia atomica a Vienna, a differenza di quando fu considerata con favore dal presidente Barack Obama e accolta con riserva da Israele, ora è ancora meno possibile a causa della attuale situazione nella regione "ostile e volatile". "L'idea - afferma Horev - è nata in zone lontane dalla realtà e dalla cultura politica di questa zona". La smilitarizzazione nucleare nel Medio Oriente, secondo Horev, sarà possibile "solo d...

Industria farmaceutica e occupazione: un affare d'oro

Il dottor Angelo Stefanini, ricercatore dell'Università di Bologna, spiega i meccanismi con cui l'industria farmaceutica israeliana sfrutta il mercato palestinese. Uno studio recente, dal titolo "Captive Economy - The Pharmaceutical Industy and the Israeli Occupation" , descrive la complicità delle industrie farmaceutiche israeliane e multinazionali in un sistema perverso e rivela alcuni dei meccanismi con cui l'occupazione israeliana del territorio palestinese permette lo sfruttamento del suo mercato interno, in presenza di una fiorente industria locale che tuttavia stenta ad affermarsi. Per la stragrande maggioranza della popolazione palestinese questa situazione genera un aumento dei prezzi particolarmente preoccupante alla luce del fatto che la condizione economica del territorio palestinese occupato continua rapidamente a deteriorare. Il Protocollo di Parigi e il "pacchetto doganale" Il Protocollo di Parigi (PP) costituisce una ...

Palestina, il dramma delle acque di scarico

Dal 1967 Israele non ha mai fornito ai palestinesi degli impianti per il trattamento dei rifiuti e delle acque reflue.  "Il cattivo odore fa parte della vita quotidiana ed è diventato normale vedere topi e insetti aggirarsi in quest'area" racconta Ahmed con lo sguardo fisso verso l'acqua inquinata che scorre a pochi metri dalle case di Burin, un villaggio tra Nablus e Salfit, nel nord della Cisgiordania - "Il problema non è solo il terribile odore. Nel villaggio molte persone hanno malattie della pelle, asma, ed altri problemi di salute". Le acque di scarico che provengono dalla colonia di Ariel sono le maggiori responsabili della contaminazione dell'acqua e dell'inquinamento dell'ambiente nell'area di Salfit. A causa dell'alta concentrazione di ammoniaca in questa zona, molti campi agricoli vengono regolarmente distrutti e molte piante ed animali muoiono. Inoltre molte malattie che si sviluppano nell'acqua come la di...

Sullo stato Palestinese

Le discussioni alle Nazioni unite, il grande successo del discorso di AbuMazen all’Assemblea generale - che nelle prossime settimane potrebbe discutere di accordare ai palestinesi lo status di stato osservatore - la roboante retorica di Obama, e di Netanyahu, tutto questo non deve far dimenticare l’essenza della questione: i palestinesi vivono sotto una brutale occupazione che implica anche la completa negazione dei loro diritti nazionali. Obama, la grande speranza di tanti, ha fatto quello che ci si aspettava da lui: ha tradotto i suoi calcoli elettorali in un discorso vergognoso che fa persino dimenticare le caute aperture del passato recente. Per quelli che ancora non vogliono capire: il presidente americano agisce nelle questioni economiche circondato daimaggiori rappresentanti del neoliberismo, inietta quantità incalcolabili di dollari nel sistema per salvare le banche, però non ha abbastanza soldi per cambiare il corso d...

Comitato ONU per i Diritti rompe 43 anni di tabù israeliani su Gaza

Quando l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha creato, nel dicembre del 1968, un Comitato Speciale di tre membri per analizzare le violazioni dei diritti umani commesse da Israele nei Territori Occupati, lo Stato Ebraico ha reagito con rabbia evidente. E, non a caso, al Comitato è stato vietato l'accesso a qualsiasi parte dei Territori Occupati , costringendo i tre membri a tenere audizioni al Cairo, ad Amman e a Damasco, dove è stata data udienza ai palestinesi della Cisgiordania e di Gaza due volte all'anno. Ma la geopolitica della regione ha provocato un drammatico cambiamento del clima politico, con grande dispiacere di Israele. Per la prima volta in 43 anni, la settimana scorsa i membri del “Comitato Speciale delle Nazioni Unite per l'Analisi delle politiche israeliane nei Territori Occupati” sono riusciti ad entrare a Gaza, attraverso l'Egitto che ha spodestato il suo presidente filoisraeliano Hosni Mubarak. Il nuovo governo egiziano ha facilitato la visit...

L'Occidente si inchina alle violenze di Israele

Nel giorno in cui anche la Palestina occupata finalmente si solleva, uno dei tanti appelli rivolti a migliorare le condizioni di una popolazione martoriata, arriva anche in Italia. Ancora una volta siamo coinvolti nei meccanismi di convenienza che ci impongono di essere vicini al paese più ricco, quello che è meglio non inimicarsi, quello appoggiato, tra gli altri, dall’America. Dal 1995 è in atto la costruzione di un treno ad alta velocità Gerusalemme- Tel Aviv (A1), interrotta improvvisamente in seguito all’opposizione della stessa società israeliana, preoccupata dei danni che tale linea avrebbe comportato all’abitato e all’ambiente. Per questo si è pensato bene di cambiare il tragitto. Il treno adesso passerà adesso attraverso i territori palestinesi occupati nel 1967. Ciò comporterà, non solo un danno per l’ambiente (che non tollerato dalla popolazione israeliana viene imposto alla popolazione palestinese), ma rappresenta una palese violazione della normativa internazionale sui Dir...

[DOC] Operazione piombo fuso. Current TV Vanguard

PARTE 1 PARTE 2 PARTE 3 PARTE4

Israele, morte e distruzione

Nuovi dati ufficiali relativi alla situazione nei Territori palestinesi occupati e alle violenze perpetrate da Israele, hanno rivelato che, nel 2010, 98 cittadini palestinesi sono stati uccisi dalle forze d'occupazione israeliane. A questo numero va aggiunto quello dei 9 passeggeri turchi a bordo della Mavi Marmara, la nave di Freedom Flotilla assaltata in acque internazionali dai commando israeliani lo scorso 31 maggio. Tra le 98 vittime palestinesi vi sono 10 minori e 4 donne. Il rapporto è stato divulgato dal dipartimento delle comunicazioni dell'Olp. Violazioni ai luoghi di culto. Nel 2010, coloni israeliani hanno appiccato il fuoco a chiese e moschee e ad altri siti religiosi cristiani e musulmani. La Chiesa della Bibbia ad al-Quds (Gerusalemme), le moschee del villaggio di Laban (Nablus), di Beit Fujar (Betlemme) e di Erza sono state incendiate in maniera deliberata da coloni israeliani che hanno potuto contare sul sostegno dei soldati d'Israele. ...

La nascita dei Wikileaks Seconda parte

Parlano i giornalisti che hanno collaborato con Wikileaks , spazio all’incredibile testimonianza di Kristinn Hrafnsson , il primo giornalista a vedere i video sulla guerra in Iraq poi pubblicati in rete. In “ Collateral Murder ” un elicottero Apache fa strage di civili e poi si accanisce contro alcuni uomini che, passando di là con un furgone, si fermano ad assistere i feriti. Numerosi sono i video strazianti girati direttamente dall’esercito americano. E poi ancora le chat che incastrano Bradley Manning , il soldato Usa in carcere perché ritenuto la gola profonda di Wikileaks; e ancora il lavoro delle testate giornalistiche sui documenti “crudi”. Dice Iain Overton , giornalista dell’Indipendent: “Sappiamo che la guerra è un inferno. Questi documenti fanno proprio questo: mostrano l’inferno. Non nascondono la verità, non vengono illustrati da uno spin doctor dell’esercito in una sala con aria condizionata nella green zone”. A cura di Citati, Galeazzi, Mello. Traduzioni di D...

Gaza: due anni dopo il piombo è ancora fuso

Era il 27 dicembre del 2008 quando il cielo sulla Striscia di Gaza veniva solcato dai caccia israeliani che davano inizio all’ “Operazione Piombo Fuso”, un’ aggressione militare che avrebbe lasciato sl terreno 1417 vittime palestinesi (13 quelle israeliane), migliaia di feriti e senzatetto, la quasi completa distruzione delle infrastrutture e dei sobborghi di Gaza City in sole 3 settimane. Per valutare la gravità di questo triste bilancio bisogna considerare che almeno un terzo delle vittime erano bambini e, come sempre accade nei tempi delle guerre umanitarie e chirurgiche, oltre l’80% delle vittime erano civili inermi, civili intrappolati nei 360 km quadrati della Striscia per cui non esisteva alcun rifugio sicuro. Lo scopo dichiarato da Tel Aviv era rendere inoffensivo il movimento islamico Hamas e bloccare il lancio di razzi dalla Striscia di Gaza verso il sud di Israele. Per raggiungere questo scopo l’ esercito israeliano non ha esitato ad utilizzare bombe ...

Se Milano Roma Londra fossero occupate come la Palestina

Immaginate vostra figlia o vostra sorella in fil di vita e voi in corsa contro il tempo per portarla all’ospedale in una città come Roma, come Milano, come Londra, che una mattina vi risvegliate e non è piu’ Londra, ne Milano ne Roma. Ma Nablus, Jenin, Gaza. Quando la vita si spegne dinnanzi ad un checkpoint sulla strada verso la speranza Attorno a Gerusalemme il tempo di percorrenza medio necessario per trasportare un malato in ospedale è oggi di circa 2 ore, mentre era solo di 10 minuti nel 2001. Solo in West Bank ci sono più di 600 checkpoints. Dinnanzi a questi checkpoints, quotidianamente pazienti palestinesi bisognosi di cure vengo rimandati indietro. Dinnanzi ai checkpoints donne gravide sono costrette a partorire per strada. Dinnanzi ai checkpoints palestinesi in fila per passare vengono feriti, e talvolta uccisi dai soldati israeliani . Immaginatevi una mattina di risvegliarvi nella vostra bella città occupata da Israele. Restiamo umani ...