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Israele, morte e distruzione


Nuovi dati ufficiali relativi alla situazione nei Territori palestinesi occupati e alle violenze perpetrate da Israele, hanno rivelato che, nel 2010, 98 cittadini palestinesi sono stati uccisi dalle forze d'occupazione israeliane. A questo numero va aggiunto quello dei 9 passeggeri turchi a bordo della Mavi Marmara, la nave di Freedom Flotilla assaltata in acque internazionali dai commando israeliani lo scorso 31 maggio.

Tra le 98 vittime palestinesi vi sono 10 minori e 4 donne.

Il rapporto è stato divulgato dal dipartimento delle comunicazioni dell'Olp.

Violazioni ai luoghi di culto. Nel 2010, coloni israeliani hanno appiccato il fuoco a chiese e moschee e ad altri siti religiosi cristiani e musulmani.

La Chiesa della Bibbia ad al-Quds (Gerusalemme), le moschee del villaggio di Laban (Nablus), di Beit Fujar (Betlemme) e di Erza sono state incendiate in maniera deliberata da coloni israeliani che hanno potuto contare sul sostegno dei soldati d'Israele.

A Jalazoun (Ramallah) e a Bourin (Nablus) le forze d'occupazione hanno demolito due moschee perché "prive di permessi edilizi".

In questo contesto, si ricordano le recenti decisioni giudiziarie israeliane in base alle quali la moschea al-Ibrahimi (al-Khalil/Hebron) sarebbe stata annessa al patrimonio nazionale ebraico, analogamente a quanto è successo a quella di Bilal Bin Rabah (Betlemme).

La legislazione internazionale lo vieta e l'Unesco aveva prontamente condannato tali decisioni.

Il cimitero gerosolimitano Maminallah ha visto la distruzione di 150 tombe musulmane: Israele pianifica la costruzione di un centro ebraico.

Ad Awarta (Nablus), coloni hanno compiuto atti vandalici nel cimitero. Anche in quest'ultimo episodio, i coloni erano scortati dai militari israeliani.

Inoltre, nel 2010, è stata inaugurata una sinagoga nei pressi della moschea di al-Aqsa, in piena sovranità territoriale del Waqf (Istituto per le fondazioni pie).

31 giornalisti arrestati. Il dato si riferisce a professionisti dell'informazione palestinesi e internazionali. Nel 2010, ne sono stati arrestati 31; molti sono rimasti feriti. Si ricorda il caso di Jared al-Muslen, direttore del dipartimento di stampa inglese dell'Agenzia locale Ma'an, arrestato all'aeroporto "Ben Gurion" e deportato.

Fonte: Infopal

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