Il movimento hacker italiano rivendica l'intrusione informatica sui server del ministero dell'interno. Violati i sistemi informatici della polizia. Migliaia di documenti messi in rete. Tra i file centinaia di pagine sul movimento della Val Susa, sulle proteste degli studenti e sugli ambientalisti. Più di un giga di documenti, per un totale di oltre 3500 file. All'apparenza potrebbe rivelarsi una sorta di wikileaks tutto italiano l'ultimo "trofeo" offerto dal collettivo digitale Anonymous, che tra il 21 e 22 ottobre è penetrato nei server della Polizia di stato, scaricando il contenuto di hard disk teoricamente inviolabili. Email, rapporti, qualche foto ricordo, password e procedure di accesso ai portali più delicati del sistema giudiziario e delle forze dell'ordine; un vero e proprio zibaldone delle questure, da Gela fino ad Udine, che sta imbarazzando non poco i responsabili dei sistemi informatici del ministero dell'interno. Tra i ...
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