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Visualizzazione dei post con l'etichetta emergenza immigrati lampedusa

Lampedusa: 10 migranti morti in mare

Sei somali e quattro eritrei affogati in mare durante la traversata tra la Libia e le coste italiane. A riferirlo sono stati i 48 profughi soccorsi su un gommone a circa 60 miglia a Sud delle coste italiane. Il racconto ritenuto attendibile. Ancora una tragedia della disperazione nel Mediterraneo. Dieci migranti, sei somali e quattro eritrei, sarebbero morti in mare durante la traversata tra la Libia e le coste italiane. A riferirlo sono stati riferito i 48 profughi soccorsi ieri su un gommone, a circa 60 miglia a Sud di Lampedusa, dalla nave Orione della Marina Militare e da una motovedetta della Guardia Costiera. I migranti, tutti provenienti da paesi dell'Africa subsahariana, hanno raccontato che i loro compagni di viaggio sarebbero affogati dopo essere finiti in mare. Sono stati gli stessi profughi a lanciare l'Sos con un telefono satellitare. La carretta del mare stata intercettata e soccorsa ieri pomeriggio e i i profughi partiti dalla Libia erano stati...

Strage di migranti, l'Italia è colpevole

Un anno fa 63 persone in fuga dalla guerra libica non furono soccorse dalle autorità italiane e morirono dopo il naufragio. Il Consiglio d'Europa punta l'indice contro Italia e Nato: "Queste persone non dovevano morire".  La responsabilità della morte di 63 persone che fuggivano via mare, in una imbarcazione che di persone ne portava 72, dalla guerra libica durante un viaggio di 15 giorni nel marzo 2011 è “delle autorità italiane, responsabili delle operazioni di ricerca e di soccorso in mare, della Nato, i Paesi le cui navi sono state segnalate nella zona in questione, delle autorità libiche e dei commercianti senza scrupoli”. È quanto emerge dal rapporto di Tineke Strik, relatore dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (Apce) sul tema "Vite perdute nel Mediterraneo: chi ne è responsabile?", presentato a Bruxelles. La tragedia colpì un barcone partito da Tripoli il 26 marzo 2011, poco dopo l'avvio dei raid della Nato....

Migrante in coma a Lampedusa. Il Sindaco De Rubeis gira armato di una mazza!

A Lampedusa continua la guerriglia si parla di decine,  centinaia di feriti. La polizia ha caricato i manifestanti migranti,  ma questa volta a fare la carica, sembra non vi fossero solo poliziotti armati di manganelli ma anche  gruppo di abitanti di Lampedusa che protestano contro la presenza sull’isola dei migranti. tra i contusi e i feriti anche due agenti della Polizia di Stato ed un militare della GdF. Un migrante invece è in stato comatoso tanto è che   Pietro Bartolo, ha chiesto il trasferimento urgente a Palermo in eliambulanza. Il sindaco De Rubeis continua la sua battaglia in vero sprezzo delle regole della democrazia e della civile convivenza con dichiarazioni che sanno di guerra:  ”Alle associazioni umanitarie dico: non vi permettete di accusare di razzismo i lampedusani, hanno dato fin troppo. Siamo in guerra, la gente a questo punto ha deciso di farsi giustizia da sola”. Lo dice il sindaco di Lampedusa, Dino De Rubeis, asserragliato nel ...

Dramma immigrazione, migranti: decine di morti gettati in mare

''Eravamo trecento, ma un centinaio, soprattutto donne, non ce l'hanno fatta e gli uomini sono stati costretti a buttare in acqua i loro corpi''. Sono le drammatiche parole di una delle quattro marocchine soccorse dalla guardia costiera mentre erano a bordo di un barcone in acque libiche e ricoverate nel Poliambulatorio di Lampedusa. Nella struttura medica e' stato portato anche un uomo. Due delle quattro migranti sono in gravissime condizioni, intubate e stanno per essere trasferite all'ospedale Cervello di Palermo. Disidratate e in stato di choc sono riuscite a raccontare di essere partite venerdi' dalla Libia. Il barcone, lungo una ventina di metri che si trovava alla deriva a circa 90 miglia da Lampedusa, e' stato raggiunto nel pomeriggio dalle motovedette e da un elicottero della Guardia Costiera. Il rimorchiatore cipriota che aveva segnalato la presenza dell'imbarcazione, fanno sapere dalla Guardia Costiera, si era dovuto allontanare dopo a...

Le voci dei tunisini delusi dall’Italia: “Si rischia la vita per nulla”

Un migrante: “Il mio amico pensava di trovare una vita migliore, invece è morto in mare. Forse si è risparmiato un’enorme delusione”. Un ragazzo tunisino mi ha consegnato una fotografia scattata qualche settimana fa. In questi giorni post-rivoluzionari per intenderci. Nella foto si vedono due ragazzi in un tetto con il cappio al collo e, sotto ai loro piedi, un cartello con la scritta “ il lavoro o la morte ”. Dopo le manifestazioni e la caduta del regime, il popolo tunisino vuole i fatti. “ Questa è la realtà della Tunisia oggi. Non funziona nulla. Il governo provvisorio non risponde alle esigenze dei giovani: per questo si preferisce emigrare ”, mi racconta Iskander Chetiba, uno studente di Tunisi che ha partecipato alla rivoluzione. Molte persone preferiscono scappare da questa terra, soprattutto i giovani . Anche Jawher Alayet, 22 anni, il 18 marzo decise di imbarcarsi dalla Tunisia con una “carretta”, come tante se ne vedono in questi giorni nel Mar Mediterraneo. Le o...

Lo stillicidio dei naufragi: oltre 800 morti dall’inizio dell’anno

Alcuni corpi ripescati con numerose ferite da arma da fuoco. Galleggiano a fior d'acqua, dilaniati da colpi di arma da fuoco e sospinti dalle onde. Di loro non si era saputo nulla dalla notte tra il 22 e il 23 marzo quando l'imbarcazione su cui viaggiavano, carica di oltre trecento persone, era salpata dalle coste libiche. Adesso i corpi dei migranti - tra i primi a tentare la via di Lampedusa dopo lo scoppio della guerra civile in Libia - stanno lentamente riaffiorando. Secondo la denuncia dell'agenzia Habeshia, guidata da don Mussiè Zerai, "queste persone non hanno avuto neanche il tempo di chiedere aiuto con il telefono satellitare che avevano a bordo, sono sparite nel nulla", crivellate da colpi di arma da fuoco in pochi istanti. Il loro viaggio - dopo aver patito l'inferno del deserto africano - è finito sotto i colpi furiosi di chi ha iniziato a sparare su esseri umani inermi, stipati su un barcone. "Questi morti - spiega don Mussiè - sono ed erano...

Tragedia a Lampedusa

Di nuovo, un naufragio. Stavolta con numeri paurosi: c'è il rischio che stanotte in mare siano finite 150 vite umane. I soccorsi, a 39 miglia da Lampedusa, sono ancora in corso in questo momento. Ma finora sono solo 48 le persone tratte in salvo, il barcone trasportava 200 persone. Gli scampati sono arrivati da pochi minuti al porto di Lampedusa. Tra di loro c'è anche una donna incinta in avanzato stato di gravidanza. "Sono tutti stremati e senza un filo di voce", ha raccontato il responsabile della Croce rossa sull'isola. Ll'imbarcazione è con tutta probabilità salpata dalla Libia. La richiesta di aiuto è arrivata in nottata a Malta, che ha allertato la Capitaneria di Porto di Roma, aggiungendo di non poter intervenire. La barca in difficoltà si trovava nella zona Sar (ricerca e soccorso) di competenza della Valletta, che però ha detto di non poter intervenire. Sono quindi partite due motovedetete della Guardia Costiera da Lampedusa, arrivate sul posto alle ...