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Per il Quirinale ogni regione manda il suo impresentabile: ecco l’elenco di tutti i delegati imbarazzanti

    “La scadenza è stata data: entro giovedì i delegati saranno tutti nominati”. Le parole di Eros Brega , coordinatore della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni, sono chiare. La lista dei 58 delegati regionali che, insieme a senatori e deputati, voteranno il prossimo inquilino del Quirinale , è dunque quasi pronta. Ma tra i nomi già decisi spuntano tanti impresentabili . Dall’imperatore e pregiudicato valdostano Augusto Rollandin al collezionista di processi Giuseppe Scopelliti , da Ugo Cappellacci al vicepresidente friuliano indagato per devastazione dell’ambiente . E poi l’ en plein della Liguria che manda tre impresentabili su tre. E Lazio e Lombardia : due giunte nuove, ma entrambe inviano a Roma due indagati per la gestione “scialacquatoria” delle legislature precedenti . Altra particolarità: Vendola non sarà tra i designati. Ma ci sarà comunque. Da onorevole . E non è l’unico.     di Carmine Gazzanni Mancano poch...

Per Massimo D'Alema il Colle si avvicina

 Noi speriamo che una notizia del genere, sia del tutto infondata, ma dal sito globalist lo danno quasi per scontato, come potete leggere: Il borsino della giornata rafforza l'ipotesi dell'ex ministro degli Esteri al Quirinale. Berlusconi porterebbe anche i suoi voti.  Le convergenze parallele lo porteranno lassù, sulla poltrona istituzionale più alta. Solo un misto di vecchia e saggia politica, di convenienza, di orgoglio di partito gli apriranno la strada dell'ultima sedia che ancora gli manca, la presidenza della repubblica. Il borsino dell'odierna giornata ci consegna l'ipotesi di Massimo D'Alema al Colle fortemente rafforzata. Berlusconi vuole rimanere in gioco, Napolitano lo ha rimesso in campo. Ma gli equilibri elettorali non permettono al leader Pdl di osare troppo. Il Pd ha i numeri per eleggersi il Capo dello Stato anche da solo e non li metterà nella causa Romano Prodi. Non forzerà la situazione, ma potrebbe farlo. Con Grillo che...

La Corte di Silvio

Abeneficio dei finti tonti che preferiscono non vedere e non sentire, è bene rileggere fino alla noia poche righe dell’ordinanza con cui il presidente del Tribunale del Riesame di Roma, Guglielmo Muntoni, ha confermato il carcere per il trio P3 Carboni-Lombardi-Martino: “Lombardi era riuscito a ottenere l’assicurazione sul voto, nel senso voluto dai sodali, di 7 dei 15 giudici della Corte costituzionale” per la costituzionalità dell’incostituzionalissimo lodo Alfano. Poi uno cambiò idea e il lodo fu bocciato il 7 ottobre 2009 con una maggioranza di 9 a 6: ma “resta il fatto che tale ingerenza ci fu e venne esercitata su almeno 6 giudici costituzionali che anticiparono a un soggetto come il Lombardi la loro decisione”. Un giudice terzo, non un pm rosso di passaggio, non un ambiguo flatus vocis intercettato, ha le prove che “almeno 6 giudici” della Corte violarono il segreto della camera di consiglio e anticiparono a un faccendiere di quart’ordine, il geometra irpino Pasqualino Lombardi,...