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Visualizzazione dei post con l'etichetta Detenuti

Detenuto suicida al Marassi di Genova

Un detenuto di 29 anni, di origini marocchine, si è suicidato nel carcere di Marassi. Lo ha reso noto il sindacato Uilpa, precisando che si tratta del 55/mo suicidio in cella, in Italia, dall'inizio del 2011. L'uomo, Rahamani Jalel, detenuto per spaccio di stupefacenti e che avrebbe finito di scontare la pena tra due mesi, si è impiccato con le lenzuola in dotazione nella sua cella della sesta sezione del carcere. Al momento - sottolinea la Uilpa - vi risiedono 812 detenuti nonostante i posti disponibili siano 456. Solo quest' anno vi sono stati 2 suicidi, 9 tentati suicidi, 85 atti di autolesionismo grave, 10 aggressioni a danno di poliziotti penitenziari. Fonte : Ansa

Lancio dello sperma dalle finestre del carcere

Succede al penitenziario Coroneo di Trieste. I detenuti maschi raccolgono liquido seminale in guanti e lo cedono alle donne. Cercano di rimanere incinte pur di uscire dal carcere. E’ quanto è accaduto al Coroneo di Trieste, uno dei pochi istituti penitenziari in Italia dove la sezione femminile e quella maschile sono ospitate nello stesso edificio. Le detenute hanno messo a punto un curioso stratagemma per tentare di diventare mamme. Del caso sono stati informati la Procura della Repubblica e il Tribunale di Sorveglianza di Trieste. Lo riporta Il Piccolo. La segnalazione inoltrata dall’amministrazione penitenziaria racconta di come le recluse nella casa circondariale triestina abbiano tentato più volte di introdurre nel loro corpo il liquido seminale di altri detenuti sperando di restare incinte e di uscire quindi dal Coroneo usufruendo delle misure alternative alla detenzione riservate alle donne in attesa di un bambino. Lo scambio si concretizza durante l’ora d’aria. Tra uomini e don...

"Le mie prigioni" inchiesta di Presa Diretta sulle Carceri

Perché le carceri italiane sono così sovraffollate? Come mai il problema non è mai stato risolto? Cosa si potrebbe fare per evitare i troppi suicidi tra i carcerati? E' veramente necessario costruire decine di nuove carceri? L’inchiesta di “ Presadiretta ” entra nel cuore e nel nodo dei problemi del nostro sistema penitenziario. Riccardo Iacona è andato a Poggioreale , il carcere di Napoli, che è simbolo dei molti mali che affliggono gli istituti penitenziari e dà la misura di quanto grave sia la situazione. I detenuti sono ammassati in celle anguste, condannati all’inattività per la totale mancanza di progetti di riabilitazione e rieducazione e sono condannati a guardare il soffitto gran parte della giornata. Tra gli altri ha incontrato Gaetano Di Vaio , un ex detenuto che ha realizzato un documentario che dimostra l’inferno dietro le sbarre. Nella puntata anche la ricostruzione delle storie di chi non ce l’ha fatta a sopportare e si è tolto la vita, lo sc...

Detenuto s'impicca in cella

Un detenuto, Marco Fiori, 24 anni, di Alghero, si e' ucciso ieri sera nel carcere di Genova Pontedecimo impiccandosi con un lenzuolo alle grate della finestra del bagno. Lo rivela stamani il sindacato di polizia Sappe."Ieri sera alle 20 nel carcere di Genova Pontedecimo un detenuto italiano di 24 anni, che aveva già tentato il suicidio la scorsa settimana ed era in cella con un maresciallo dei Carabinieri uxoricida, che a sua volta ha tentato di togliersi la vita l'altro giorno, si e' impiccato con un lenzuolo alle grate della finestra del bagno" spiegano Donato Capece e Roberto Martinelli."E' l'ennesimo fatto drammatico che testimonia ancora una volta l'urgente necessita' di intervenire immediatamente sull'organizzazione e la gestione delle carceri, dove il numero esorbitante dei detenuti ricade pericolosamente sulle condizioni lavorative dei Baschi Azzurri del Corpo di Polizia Penitenziaria ed impedisce di svolgere servizio nel migliore ...

Ilaria Cucchi: ce l'hanno con me perché voglio la verità

di Ilaria Cucchi Avevamo scoperto che mio fratello, poche ore prima di morire, stava scrivendo. Che cosa? A chi? Logico che volessimo sapere quello che aveva in testa negli ultimi istanti di vita. Si trovava chiuso nel reparto carcerario di un ospedale, da solo, probabilmente immaginando che l’avessimo definitivamente abbandonato dopo il suo ennesimo «tradimento». Magari questo pensava: che nessuno di noi volesse più sapere niente di lui, che gli avessimo chiuso la porta dietro le spalle. Invece no. I miei genitori erano davanti all’ingresso sbarrato, dove da giorni gli agenti penitenziari li fermavano negando ogni informazione su Stefano. Non li facevano entrare, e va bene: quella è una prigione, non una clinica, come si premurarono di chiarire fin dal primo, vano tentativo di visita. Ma perché non rispondere alle domande sulla salute di mio fratello? Qualche sera prima un carabiniere s’era presentato a casa per comunicare che Stefano era stato trasferito dal carcere di R...

Italiano morto in Francia, arrestata e rilasciata la madre

Cira Antignano, la madre di Daniele Franceschi, il 36enne di Viareggio (Lucca), morto il 25 agosto scorso nel carcere di Grasse (Francia) in circostanze ancora da chiarire , forse per maltrattamenti subiti durante la detenzione, è stata arrestata mercoledì mattina dalla polizia francese mentre protestava davanti al penitenziario per la morte del figlio e per ottenere il rimpatrio della salma. Dopo alcune ore in una cella, è stata rilasciata grazie all'intervento presso le autorità francesi del console italiano a Nizza. Con lei era stata arrestata anche la cugina, che la accompagnava. La vicenda è stata resa nota dal legale della famiglia, avvocato Aldo Lasagna di Viareggio, secondo il quale la donna sarebbe stata ferita, sembra con un calcio, sferratole da un agente penitenziario, che le avrebbe incrinato tre costole. "Cira Antignano è andata a Grasse e si è messa davanti al carcere insieme alla cugina esibendo un cartello con la scritta, in italiano e in francese...

Cucchi, Aldovrandi, Giuliani le famiglie chiedono giustizia allo Stato

Patrizia, Ilaria, Heidi, Giorgio, Lucia, Elia : donne e uomini di caratteri diversi, provenienze diverse, storie diverse. Tutti, però, accumunati dallo stesso sguardo, quello di chi si è visto uccidere dallo Stato un proprio caro e ora chiede giustizia. Nel quinto anniversario della morte di Federico Aldrovandi , Ferrara ha ospitato un’intera giornata dedicata alle vittime delle forze dell’ordine. “Morti per mano dello Stato che avrebbe dovuto difenderli”, sottolinea Patrizia , la mamma del ragazzo di 18 anni ucciso dai poliziotti, che adesso si deve difendere dalle querele che quegli stessi poliziotti le hanno sporto. L’idea che riunisce tutti è quella di costituire un’associazione che metta insieme le famiglie, gli avvocati “onesti”, i giornalisti “coraggiosi”, perché quello che è accaduto a Federico, Stefano Cucchi, Carlo Giuliani, Gabriele Sandri, Giuseppe Uva, Aldo Bianzino e ai tanti che ancora non hanno voce, non accada mai più. “E’ stato il coraggio di Patrizia a ...