La Camera si ferma per mancanza di leggi da approvare. E così, tra ponte di Ognissanti e calendario vuoto, i parlamentari si godranno una ventina di giorni di ferie. Casta? Forse, ma non è dei privilegi dei parlamentari che ci si deve lamentare, questa volta. La verità – dice il deputato Furio Colombo – è che questo stallo si poteva prevedere da tempo. Almeno dalla pausa estiva, quando è apparso chiaro a tutti che il governo era “paralizzato dalle proprie stesse fratture interne”. I costi di questa paralisi, però sono altri, sono “pezzi dello stato repubblicano che si perdono”. Tra Lodo Alfano e mancanza di fondi, la Camera non avrà niente su cui lavorare per tre settimane. Il solito privilegio? Noto con meraviglia che ci si accorge adesso di qualcosa che era già chiaro dalla ripresa dei lavori dopo l’estate. Per mesi la Camera si è dedicata quasi esclusivamente alla ratifica di vecchi trattati che erano rimasti sugli scaffali o a mozioni, presentate quasi sempre dall’opposizione, a cu...
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