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Visualizzazione dei post con l'etichetta africa

Cresce approvazione per aiuti umanitari

 La politica di aiuti umanitari dell'Unione europea guadagna sostegno nell'opinione pubblica nonostante la crisi economica: E' quanto risulta dagli ultimi due sondaggi Eurobarometro sugli aiuti umanitari e sulla protezione civile. Quasi nove cittadini su 10 (l'88%) ritengono infatti importante che l'Unione europea continui a erogare aiuti, ovvero nove punti percentuali in piu' rispetto al sondaggio del 2010. Allo stesso tempo, l'84% ritiene che l'Ue debba continuare a finanziare gli aiuti, a prescindere dalla crisi economica e dalle pressioni sulle finanze pubbliche. ''Anche in tempi di crisi l'opinione pubblica europea continua ad appoggiare il nostro impegno in soccorso delle popolazioni che ovunque nel mondo si ritrovano in gravi difficolta' - ha commentato la commissaria Ue alla Cooperazione internazionale, Kristalina Georgieva -. E questo appoggio e' cresciuto negli ultimi due anni''. ''Sono fiera che l...

Congo, neonati al mondo senza speranza

 La salute negata in Congo, dove un bambino su due muore durante il primo giorno di vita. E' questo il tema di una mostra fotografica del fotografo Nanni Fontana, per Imagine Onlus, associazione che opera nel settore della cooperazione sociale e sanitaria. La mostra e' allestita nella sede di galleria Alberto Sordi della libreria Feltrinelli a Roma. E' visitabile fino al 30 giugno. In Ituri, nonostante il cessate il fuoco, le milizie hanno continuato a perpetrare saccheggi, stupri e pulizia etnica. Le enormi risorse minerarie come rame, oro, diamanti e coltan, sono state il fattore scatenante di un conflitto. Sul conflitto hanno pesato gli interessi delle multinazionali straniere, delle forze governative e delle milizie ribelli. Pili Pili e' una miniera d'oro artigianale sulle colline che circondano la periferia di Mongbwalu. Mongbwalula e' la citta' piu' grande della regione mineraria di Kilo-Moto. E' una delle zona piu' ricche per l...

Al Qaeda chiede 30 milioni di euro per la liberazione di Rossella Urru

I rapitori di una italiana, verosimilmente Rossella Urru, 30 anni, e di uno spagnolo chiedono un riscatto di 30 milioni di euro. Lo scrive in esclusiva la France Press.   Il gruppo dissidente qaedista che tiene in ostaggio la cooperante italiana Rossella Urru e un volontario spagnolo ha chiesto un riscatto di 30 milioni di euro per la loro liberazione. Lo riferisce l’agenzia France Prese. La volontaria del Cisp Rossella Urru, trentenne sarda originaria di Samugheo, in provincia di Oristano, è da 193 giorni nelle mani dei rapitori del Movimento unito per la jihad dell’Africa occidentale. I sequestratori la prelevarono insieme a due cooperanti spagnoli nella notte tra il 22 e il 23 ottobre da un campo profughi del Sarawi, nel sud dell’Algeria, dove dirigeva un programma di cooperazione internazionale. Il 3 marzo scorso Al Jazira annunciò che la Urru era stata liberata ma poche ore dopo la notizia si rivelò infondata. Non è chiaro come mai la richiesta di risca...

Rossella Urru, sei mesi dal sequestro

Sono passati sei mesi dal sequestro di Rossella Urru e sulla sorte della cooperante di Samugheo è tornato il silenzio. Dopo la mobilitazione in rete dei mesi scorsi la prudenza prevale anche tra i membri del Comitato “Rossella Urru libera”, nato a Samugheo per tenere alta l’attenzione sul sequestro. “Siamo in apprensione – spiega Mario Sulis del comitato – la liberazione di Maria Sandra Mariani ci ha confortato un po’ e siamo in attesa di buone notizie, che però purtroppo tardano ad arrivare. Non sappiamo cosa fare, abbiamo le mani legate. I genitori sono molto provati , da sei mesi vivono nell’angoscia. Non sanno cosa pensare. Avevamo iniziative programmate ma le abbiamo sospese perché la Farnesina ha chiesto il silenzio stampa”. Intanto in rete l’attenzione resta alta. Rossella Urru, 29 anni, viene prelevata dal campo profughi Saharawi di Rabouni, nel sud dell’Algeria la notte tra il 22 e il 23 ottobre scorso. Un commando di guerriglieri del Mali irrompe nell’accampamento...

Congo, dove la salute e' un miraggio

Un neonato su 2 muore ogni anno, gli ospedali sono senz'acqua corrente, una donna su 13 rischia di perdere la vita per cause legate alla maternità: queste sono le condizioni di vita e sanitarie del distretto di Ituri nella Repubblica Democratica del Congo, dove vivono 5 milioni di persone. Una realtà che viene raccontata dalla mostra fotografica 'Article 15: debrouillez-vous - la salute negata', organizzata e presentata a Milano alla libreria Feltrinelli da Imagine onlus. "Ogni anno muoiono 408 bambini su 1000 nati vivi - racconta il senatore Ignazio Marino, presidente di Imagine - per gastroenterite, malaria, infezioni respiratorie, tubercolosi. In tutto lo Stato su 100mila bambini nati vivi, muoiono 1.100 donne madri. Per questo l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito nel 2010 la Repubblica Democratica del Congo tra i cinque Paesi in cui ogni anno muore più della metà dei neonati". La mostra, con le foto di Nanni Fontana e le s...

Bambini schiavi un video rivela il dramma dell'Uganda

 Da 20 anni in Uganda e nei Paesi vicini i miliziani dell'Esercito di Resistenza del Signore (Lra), fanatici cristiani, compiono ogni genere di atrocità: massacri, torture, mutilazioni, stupri, saccheggi, rapimento di bambini - costretti, se maschi, a diventare combattenti, se femmine schiave sessuali -, il tutto nella completa indifferenza (e ignoranza) del mondo. Il leader della milizia, Joseph Kony, dal 2005 è ricercato dalla Corte penale internazionale (Cpi) per crimini contro l'umanità e una Ong americana per la difesa dei diritti dell'infanzia, Invisible Children, ha girato di recente un film di 30 minuti per sensibilizzare il mondo sulla schiavizzazione dei bambini da parte dell'Lra, un film visto 20 milioni di volte su YouTube, che ha suscitato molte critiche, specie nel mondo dei blog, per la sua presunta inutilità e, di conseguenza, per un uso sbagliato di fondi. Ma oggi a prendere le difese dell'iniziativa di Invisible Children è interve...

Trattative lente per la liberazione di Rossella Urru

Ancora incertezze, confusione, attesa. In assenza di comunicazioni ufficiali da parte della Farnesina, le notizie sulla sorte di Rossella Urru arrivano col contagocce da diverse fonti giornalistiche dei paesi del Sahel. Informazioni parziali, a volte contraddittorie, ma che permettono di alimentare la speranza di un imminente ritorno alla libertà della cooperante italiana. Urru, sembra ormai chiaro, non è più nelle mani del Mujao, il Movimento unito per la Jihad nell’Africa occidentale che a dicembre ne rivendicò il sequestro. Con lei, in una lenta marcia di avvicinamento verso Bamako, capitale del Mali, ci sarebbe il mediatore che l’ha ricevuta in consegna. Nell’edizione di ieri, il quotidiano La Nuova Sardegna ne rivela anche il nome: Chaid. A questo intermediario spettenelrebbe il compito di scongiurare i pericoli di un lungo viaggio attraverso il deserto, lento, a dorso di cammello, e con il rischio incombente di un ritorno sulla scena dei miliziani di Al Qaeda nel Maghreb islamico...

Congo, dove i bambini divengono soldati sfruttati e abbandonati

Reclutati per combattere guerre tribali infinite e violente, per una questione tutta di potere e accaparramento di risorse naturali. Ogni anno, nella  Repubblica Democratica del Congo  ( RDC ), un esercito di bambini viene portato via dalle proprie famiglie e trascinato in accampamenti nelle zone boschive del Paese. Lì, i bambini vengono addestrati a diventare soldati disposti a tutto. Si stima che circa  30mila giovanissimi,  di cui un terzo di sesso femminile, sono stati trasformati in soldati e , una volta smobilitati, abbandonati nel nulla. Nella sola capitale l’Unicef stima vi siano più di  13.800 bambini e bambine di strada  che sopravvivono con lavoretti nei mercati, elemosina e piccoli furti, ma spesso sbarcano i lunario anche con la prostituzione, attività illegali e altri espedienti. Tra questi molti sono ex bambini soldato. La Repubblica del Congo, per combattere il fenomeno devastante e proteggere i bambini, ha ratificato una serie...

Somalia, carestia colpisce 3 milioni di person

Almeno 10 persone sono state uccise e altre 10 ferite dopo che alcuni uomini armati hanno assaltato oggi un camion che trasportava aiuti umanitari in un campo di sfollati nella capitale della Somalia, Mogadiscio. Lo scrive il quotidiano di informazione somalo Mareeg. LA CARESTIA COLPISCE 3 MILIONI DI SOMALI - La piaga della carestia ha colpito quasi 3 milioni di somali, allargandosi da due a cinque regioni della Somalia, e si espanderà "rapidamente" verso Sud se non ci sarà un "incremento massiccio" degli aiuti umanitari. L'allarme è delle Nazioni Unite. Martin Nesirky, portavoce del segretario generale Ban Ki-moon, ha ricordato che due settimane fa l'Onu aveva lanciato un primo avvertimento: non c'era cibo nelle regioni del Bakul e di Shabelle meridionali. Secondo gli esperti dell'organizzazione internazionale, la piaga si è ora allargata anche a Shabelle centrale, al corridoio di Afguye, dove ci sono 400 mila sfollati, e a diverse zone di Mogadisc...

Egitto: "Se ce ne andiamo ci ammazzano uno per uno, tanto vale morire qui"

Dal Cairo - Mentre vi scrivo i carri armati finalmente si muovono davanti a piazza Tahrir, occupano il cavalcavia da cui i manifestanti pro Mubarak bersagliavano quelli delle opposizioni. Sono assediati da quasi ventiquattro ore, li vedo ora dalla mia stanza di albergo che guarda direttamente su Tahrir, piazza della Liberazione diventata una trappola mortale. I dimostranti dell’opposizione si sono battuti come leoni ieri, per tutta la notte e ancora questa mattina, circondati, bombardati con centinaia di bottiglie Molotov di cui gli assalitori, i manifestanti pro-Mubarak, sembrano avere rifornimenti continui. Ho visto i volti di questi sostenitori del rais, sono stato spintonato e insultato da loro ma per fortuna non aggredito come moltissimi altri colleghi. Una troupe di El Arabya, Le Soir belga, tre troupe della Cnn, un fotografo giapponese massacrato di botte. Ai manifestanti pro Mubarak i giornalisti non piacciono, mentre finché abbiamo seguito le manifestazioni delle opposizioni s...

Stupri correttivi

Millicent Gaika è solo l’ultima testimonianza della violenza sulle donne che si perpetua in molte parti del mondo. A lei è andata paradossalmente bene: è stata legata, strangolata, torturata e stuprata per ore ma è sopravvissuta. Non sempre si esce vive dalla diffusa pratica dello stupro correttivo, molto “di moda” nel Sud Africa, dove già l’aspettativa di vita di una donna è al limite dell’ immaginabile. Lo stupro correttivo consiste praticamente nel violentare una donna lesbica con lo scopo di farla guarire. Una sorta di cura dunque, per tutte quelle persone che hanno un orientamento sessuale diverso da quello etero. 
 La donna ha dichiarato al giudice che mentre l’uomo la stava violentando, continuava a ripeterle: “So che sei lesbica, non sei un uomo, pensi di esserlo, ma ora ti faccio vedere che sei una donna”. Andile Ngoza ora è a piede liber o, grazie ad una cauzione pari a 10 dollari. Vale così tanto la vita di una donna? 
 La causa di Millicent è seguita dalla Luleki Sizw...

Bambini e neonati africani cavie del vaccino made in USA

Per lo sviluppo del programma sono già stati investiti più di 500 milioni di dollari e lavorano fianco a fianco i ricercatori di un colosso mondiale del settore farmaceutico e i migliori medici delle forze armate USA. Sponsor, l’onnipotente padrone delle nuove tecnologie informatiche. Si tratta della sperimentazione di un nuovo vaccino contro la malaria, nome in codice “RTS,S/ASO2”. Una speciale unità dell’esercito statunitense in Kenya (USAMRU-K) e la multinazionale britannica GlaxoSmithKline (GSK) stanno eseguendo decine di migliaia di test su bambini e neonati in alcuni dei villaggi più poveri del continente africano. Il tutto sottos l’occhio vigile di US Army Africa, il comando delle forze militari terrestri in Africa istituito a Vicenza che tra gli scopi annovera il “supporto delle missioni mediche di US Army nel continente nero”. È nel Muriithi-Wellde Clinical Research Centre di Kombewa, città della provincia di Nyanza (Kenya), che i dati della sperimentazione del vaccino vengono...

Le rivolte della fame

Effetto a catena. S'incendia tutto il Mediterraneo. Ora tocca all'Egitto, dopo Albania, Tunisia, Algeria, Marocco, Giordania e Mauritania. È solo effetto della rivoluzione dei gelsomini? Certo, l'esplosione della Tunisia che sembrava il regime più solido nella sua repressione ha provocato un effetto dirompente. In meno di un mese Ben Ali è stato costretto alla fuga. Forse non solo per merito della piazza, la spallata finale l'ha data l'esercito che ora si erge a garante della rivoluzione. Ma i tunisini non abbandonano i propri obiettivi. Ben Ali non era l'unico despota della regione, la concorrenza è sfrenata con Mubarak, Bouteflika e Berisha. Molti gli obiettivi comuni della rivolta: cambio di regime, giustizia, lotta alla corruzione e miglioramento delle condizioni di vita. In alcuni casi, come la Tunisia, si è partiti dalle condizioni sociali per arrivare al cambio di potere. Il contagio è stato immediato: in Egitto alcuni giovani si sono dati fuoco, incurant...

Stupri di massa come armi da guerra,le donne dicono no

“Contro il terrorismo sessuale” e contro gli stupri di massa, migliaia di donne congolesi hanno marciato ieri per le strade di Bukavu, capitale della provincia del Sud-Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, dove le milizie armate straniere e i militari locali sono stati protagonisti di scorrerie inenarrabili. A guidare il corteo, il primo nella storia, Olive Lembe Kabila, la First Lady del Congo. La scorsa settimana le Nazioni unite hanno puntato il dito contro l’esercito congolese, accusando i soldati di aver rapito e stuprato donne negli stessi villaggio dove centinaia di loro vennero rapite e violentate da milizie ribelli fra luglio e agosto di quest’anno. Il ministro della Difesa del Congo ha respinto le accuse. “Venire qui è importante perché la violenza contro le donne viene utilizzata sistematicamente come arma di guerra”, dice Miriam Nobre, una della organizzatrici della marcia. Nene Rukunghu, dottore all’ospedale di Bukavu, auspica che la comunità i...

L'emergenza del Sudan

Secondo l'Unicef quella del Sudan è la più grave e complessa crisi umanitaria attualmente in corso nel mondo. L’emergenza medica è continuata per tutto il 2009 in varie parti del paese. Oltre al dramma vissuto nel Darfur - dove secondo le stime Onu sono 300mila le persone morte e più di 3 milioni i profughi - la popolazione del Sudan meridionale ha dovuto far fronte a un aggravarsi della situazione dovuta a un incremento della violenza, al diffondersi di epidemie e allo scarso, se non inesistente accesso alle cure mediche. Quasi cinque anni dopo il Comprehensive Peace Agreement (CPA) che sulla carta ha messo fine a una brutale e pluridecennale guerra civile, il bisogno di medici in tutto il Sudan meridionale resta ancora una priorità, ma le crescenti tensioni stanno creando una situazione di insicurezza. I violenti scontri interetnici scoppiati negli stati dello Jonglei, dell’Upper Nile, del Warrap e nel Lakes durante tutto l’anno hanno provocato stragi e sfollamento di migliaia di...

"COME UN UOMO SULLA TERRA" immigrazione? respingimenti? Libia?

Dopo lo show Gheddafi, proviamo a riflettere e a chiederci il perchè di queste sue continue visite che ogni volta ricoprono di ridicolo il nostro paese, senza che nessuno si indigni più di tanto. Allora insieme guardiamo questo documentario che ci racconta storie di uomini e donne che solo per il desiderio di emigrare pagano un prezzo più alto della loro stessa vita. chi sono quegli uomini e quelle donne sui barconi? Quali sono le loro storie? Che cosa hanno passato per arrivare in Italia? Come hanno fatto a ad attraversare un deserto? Cosa vuol dire viaggiare a 50 gradi dentro un container pieno zeppo di persone? Come sono gli analoghi dei nostri CPT in Libia? Sono campi di concentramento finanziati anche dall’Italia? Con i nostri soldi, quindi? Attraverso i racconti dei protagonisti scopriamo l'agghiacciante realtà del passaggio nell'inferno libico, fatto di campi di concentramento nel deserto, di stupri e di esseri umani venduti e comprati (uno di loro – Dagmar Yimer - è co-...

L'altra faccia del Mondiale

Il mondiale organizzato dal Sudafrica è il primo grande evento sportivo mondiale organizzato interamente da un paese del continente africano. Oltre alle partite, alle insopportabili vuvuzuelas, l'opione pubblica deve sapere anche ciò di cui nessuno parla. Infatti come riporta il blog gliitaliani, in Sudafrica si denunciano forti violazioni dei diritti umani. Amnesty International spiega : " Vi è stato un incremento delle operazioni di polizia nei confronti di venditori ambulanti, cittadini sudafricani senza fissa dimora, rifugiati e migranti che vivono in insediamenti informali o in quartieri poveri ad alta densità abitativa. La polizia si è resa responsabile di irruzioni, arresti arbitrari, maltrattamenti, estorsioni e distruzioni di insediamenti informali. Queste ultime sono state effettuate senza preavviso, predisposizione di un alloggio alternativo adeguato e risarcimento, in violazione delle leggi nazionali che proibiscono gli sgomberi forzati. I regolamenti istituiti pe...