I rapitori di una italiana, verosimilmente Rossella Urru, 30 anni, e di uno spagnolo chiedono un riscatto di 30 milioni di euro. Lo scrive in esclusiva la France Press.
Il gruppo dissidente qaedista che tiene in ostaggio la cooperante italiana Rossella Urru e un volontario spagnolo ha chiesto un riscatto di 30 milioni di euro per la loro liberazione. Lo riferisce l’agenzia France Prese.
La volontaria del Cisp Rossella Urru, trentenne sarda originaria di Samugheo, in provincia di Oristano, è da 193 giorni nelle mani dei rapitori del Movimento unito per la jihad dell’Africa occidentale. I sequestratori la prelevarono insieme a due cooperanti spagnoli nella notte tra il 22 e il 23 ottobre da un campo profughi del Sarawi, nel sud dell’Algeria, dove dirigeva un programma di cooperazione internazionale. Il 3 marzo scorso Al Jazira annunciò che la Urru era stata liberata ma poche ore dopo la notizia si rivelò infondata.
Non è chiaro come mai la richiesta di riscatto si riferisca solo a uno dei due cooperanti spagnoli del’ong Munupat che sarebbero ancora nelle mani del gruppo qaedista.

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