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Rosarno, due anni dopo tutto uguale!

 Due anni dopo a Rosarno è tutto come prima. Gli africani continuano a raccogliere arance a 25 euro al giorno. Gli italiani sono incazzati perché dicono che quella gente ruba il loro lavoro. E come due anni fa non c’è l’ombra di alcuna forza dell’ordine. Il reportage, realizzato da Luca Bertazzoni,che potete vedere più giù. Un uomo intervistato sul lavoro senza regole e senza certezze ammette tranquillamente di offrire occupazione senza versare alcun contributo e aggiunge: “Se fossimo razzisti di questi neri non ne rimarrebbe neanche un pezzettino”. Poi chiede: “Ma se un nero africano piglia 25 euro al giorno è forse la fine del mondo?”. Le immagini raccontano del quotidiano pellegrinaggio verso il santo caporalato che inizia ogni mattina alle 5 quando questi uomini dalle campagne vanno verso la città e aspettano chi li prende a giornata. Due anni dopo, a Rosarno, tutto rimane immutato. Anche per questo martedì ci andrà il ministro Andrea Riccardi (Integrazione). L’unica cosa che...

Rosarno un anno dop

PRIMA DEL 7 gennaio 2010, prima di quelli che qui chiamano “i fatti”, i migranti africani a Rosarno erano 2500. Poi i giorni della violenza, qualcuno tra i “bianchi” comincia a “sparare” ai neri. Scoppia l’inferno. È guerra per giorni, la Statale 18 bloccata, il centro messo a ferro e fuoco. Vince la rabbia. Poi si scatena la “caccia al nero”. Lo schema “è mafioso: una minoranza di rosarnesi si spende nella caccia, megafono e spranga in mano, mentre la maggioranza sta zitta, chiude le persiane”, spiega Agostino Pantano, giornalista che a Rosarno conosce ogni singolo sasso. Catapecchie del centro, la ex cartiera, scheletri di edifici abbandonati nel triangolo ad alta densità mafiosa tra Rosarno, San Ferdinando e Gioia Tauro, regno delle famigerate famiglie di ‘ndrangheta dei Pesce e dei Bellocco. Prima dei “fatti” quei tuguri erano le case da Terzo mondo di questi disperati che dal vero Terzo mondo sono scappati. Adesso, un anno dopo, che cosa è cambiato? Ci sono più immig...