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Visualizzazione dei post con l'etichetta Onu

La Palestina chiede all'Onu di fermare le colonie

Lo Stato di Palestina chiederà ufficialmente al Consiglio di Sicurezza di bloccare il progetto coloniale israeliano nell'area E1: "Veto USA? Allora fermino prima Israele". La Palestina muove i primi passi alle Nazioni Unite. Dopo l'annuncio da parte delle autorità israeliane della costruzione di quasi 8mila nuove unità abitative a Gerusalemme Est - all'interno dell'area E1, la cosiddetta Greater Jerusalem - la comunità internazionale si è sollevata: i leader europei e Washington hanno chiesto a Tel Aviv di fermare subito quella che chiamano un'iniziativa deplorevole e unilaterale, una concreta minaccia ai negoziati. Il neonato Stato di Palestina approfitta dell'inattesa pressione internazionale e annuncia il ricorso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per fermare la nuova ondata colonizzatrice israeliana. Oggi Saeb Erekat, capo negoziatore dell'Autorità Palestinese, ha fatto sapere che la Palestina chiederà ufficialmente al Consigl...

Palestinesi meno soli, ma non basta

Il voto al palazzo di vetro riconosce la Palestina come stato osservatore. Un primo passo che rilegittima a livello internazionale i palestinesi, tutti. Da oggi i palestinesi sono meno soli. L'Assemblea ha riconosciuto alla Palestina lo stato di osservatore delle Nazioni unite. È un fatto «storico», anche se molta strada resta da fare. È una vittoria dei palestinesi che rifiutano l'uso delle armi. Forse anche questo è un frutto della primavera araba, pur a fronte delle battute d'arresto o degli arretramenti che questa esperienza sta vivendo. Proprio quando sembrava che la Cisgiordania e l'Anp guidata da Abu Mazen fossero completamente fuori gioco, è arrivato il riscatto. Da oggi la Palestina non è solo la Gaza di Hamas, sotto il giogo del nuovo faraone egiziano Morsi sostenuto dagli Usa, che esulta per aver imposto a Israele una tregua. La richiesta all'Onu (pur ridimensionata rispetto a quella di Stato membro) ha superato persino la lacerazione tra palestin...

De Magistris: «Governo dica sì alla richiesta di Abu Mazen»

Il sindaco di Napoli chiede al governo italiano di votare a favore dell'accoglimento dello Stato di Palestina come Stato osservatore. Una lettera indirizzata al presidente del Consiglio e al ministro degli Esteri per chiedere ogni sforzo politico possibile, da parte del Governo e dei suo rappresentanti istituzionali, affinchè sia sostenuta la richiesta che il presidente dell'Anp, Abu Mazen, presenterà stasera all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per chiedere il riconoscimento della Palestina quale stato osservatore. Una lettera che il sindaco di Napoli ha inviato anche agli altri sindaci per sottoscriverla affinchè possa giungere «in quanto amministratori locali, il nostro contributo alla causa del processo di pace in Medioriente», si legge nella mail con cui il sindaco di Napoli spedisce la lettera agli altri amministratori. Sempre nella mail de Magistris ricorda come «Il 29 novembre, inoltre, ricorre la Giornata delle Nazioni Unite per la solidarietà con ...

Palestina all'ONU, chi vota sì e chi vota no

L'Europa si spacca sulla richiesta della Palestina. Dodici i voti favorevoli: sì di Spagna e Francia. L'Italia si astiene. La Gran Bretagna "ricatta" Abbas. Betlemme, 28 novembre 2012, Nena News - Chi vota sì e chi no. Alla vigilia del voto dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla richiesta della Palestina di essere riconosciuta come Stato non membro osservatore permanente, l'Europa si esprime. E si divide.

Dovrebbero essere dodici i voti favorevoli tra gli Stati membri della UE all'iniziativa del presidente dell'ANP Mahmoud Abbas, che si presenterà domani al Palazzo di Vetro a New York: tra loro Spagna, Portogallo, Malta, Cipro, Danimarca, Svizzera, Irlanda, Norvegia. L'Italia resta, come al solito, in bilico: probabilmente Roma si asterrà. Mentre la Germania dice no: il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, ha annunciato oggi il voto contrario. 

Stamattina è arrivato il sì del governo spagnolo: il ministro degli Est...

Unhcr: 4,3 milioni di rifugiati nel 2011

Quattro milioni e trecentomila persone in fuga dal proprio paese a causa di guerre e persecuzioni. E' il tragico bilancio del 2011. È quanto emerge dal rapporto annuale pubblicato oggi dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), '2011 Global Trends', in cui sono raccolte informazioni e dati sulla portata delle migrazioni forzate provocate da una serie di gravi crisi umanitarie, cominciate alla fine del 2010 in Costa d'Avorio e seguite da altre in Libia, Somalia, Sudan e altri paesi. Sono oltre 4 milioni, dunque, i rifugiati , e fanno registrare oltre 800.000 nuovi fuggiaschi, la cifra più alta dal 2000. Gli altri 3,5 milioni sono rimasti sfollati all'interno del proprio paese, il 20% in più rispetto al 2010. "Il 2011 ha visto sofferenze di dimensioni memorabili. Il fatto che così tante vite siano state sconvolte in un periodo di tempo così breve implica enormi costi personali per tutti coloro che ne sono stat...

Sullo stato Palestinese

Le discussioni alle Nazioni unite, il grande successo del discorso di AbuMazen all’Assemblea generale - che nelle prossime settimane potrebbe discutere di accordare ai palestinesi lo status di stato osservatore - la roboante retorica di Obama, e di Netanyahu, tutto questo non deve far dimenticare l’essenza della questione: i palestinesi vivono sotto una brutale occupazione che implica anche la completa negazione dei loro diritti nazionali. Obama, la grande speranza di tanti, ha fatto quello che ci si aspettava da lui: ha tradotto i suoi calcoli elettorali in un discorso vergognoso che fa persino dimenticare le caute aperture del passato recente. Per quelli che ancora non vogliono capire: il presidente americano agisce nelle questioni economiche circondato daimaggiori rappresentanti del neoliberismo, inietta quantità incalcolabili di dollari nel sistema per salvare le banche, però non ha abbastanza soldi per cambiare il corso d...

Comitato ONU per i Diritti rompe 43 anni di tabù israeliani su Gaza

Quando l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha creato, nel dicembre del 1968, un Comitato Speciale di tre membri per analizzare le violazioni dei diritti umani commesse da Israele nei Territori Occupati, lo Stato Ebraico ha reagito con rabbia evidente. E, non a caso, al Comitato è stato vietato l'accesso a qualsiasi parte dei Territori Occupati , costringendo i tre membri a tenere audizioni al Cairo, ad Amman e a Damasco, dove è stata data udienza ai palestinesi della Cisgiordania e di Gaza due volte all'anno. Ma la geopolitica della regione ha provocato un drammatico cambiamento del clima politico, con grande dispiacere di Israele. Per la prima volta in 43 anni, la settimana scorsa i membri del “Comitato Speciale delle Nazioni Unite per l'Analisi delle politiche israeliane nei Territori Occupati” sono riusciti ad entrare a Gaza, attraverso l'Egitto che ha spodestato il suo presidente filoisraeliano Hosni Mubarak. Il nuovo governo egiziano ha facilitato la visit...

Onu: record rifugiati, solo 56mila in Italia

Sono 43,7 milioni di persone costrette alla fuga in tutto il mondo. Non sono stati mai cosi' tanti negli ultimi 15 anni. Di questi, i 4/5 sono accolti da paesi in via di sviluppo e cio' avviene in un periodo segnato da una crescente ostilita' nei confronti di rifugiati in molti paesi industrializzati. E' quanto indica il rapporto statistico annuale dell'Alto Commissariato dell'Onu per i Rifugiati (Unhcr) pubblicato oggi in concomitanza con la giornata mondiale del rifugiato. In base ai dati del rapporto 'Global Trends 2010' Pakistan, Iran e Siria ospitano il maggior numero di rifugiati, rispettivamente 1,9 milioni, 1,1, milione e un milione. Il Pakistan, ad esempio, risente dell'impatto economico maggiore con 710 rifugiati per ogni dollaro pro capite. In termini di paragone, la Germania, il paese industrializzato con la più alta popolazione di rifugiati (594 mila) accoglie 17 persone costrette alla fuga dalle loro patrie per ogni dollaro pro capite d...

Richard Falk: 'Dal 2000, Israele ha ucciso 1.300 minori palestinesi'

Oltre 1.300 minori e bambini palestinesi sono stati uccisi dalle forze d'occupazione israeliane dal 2000 ad oggi". E' di nuovo Richard Falk, relatore speciale Onu, a esporre il disastrato stato dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati da Israele. "Operazioni militari, sparatorie e crimini deliberati. Nel 2010 sono stati assassinati 17 minori palestinesi in circostanze estranee ad offensive palestinesi. Si trattava infatti di minori che, attraverso la raccolta di materiale edilizio di scarto, cercavano di dare una mano in famiglia di fronte alla crisi occupazionale che a Gaza non risparmia nessuna fascia sociale. L'assedio israeliano continua anche sui materiali da costruzione e, il loro lavoro, è un contributo alla ricostruzione del territorio palestinese". Accompagnate da dati ufficiali Onu, le affermazioni di Falk sono state rilasciate ieri in conferenza stampa dalla capitale giordana dove il rappresentante Onu ha pure ricordato lo stato d...

Il Vaticano: “Essere contro l’omosessualità è un diritto fondamentale”

L’ambasciatore della Santa Sede si oppone alla risoluzione Onu che mira a porre fine alle discriminazione e alle violenze contro la comunità LGBT 85 Paesi hanno sottoscritto alle Nazioni Unite la risoluzione per la fine della discriminazione e degli atti di violenza nei confronti della comunità LGBT . Il Vaticano però si oppone a questo testo dell’ Onu , e l’ambasciatore della Santa Sede presso le Nazioni Unite ha attaccato pesantemente l’iniziative che mira a riconoscere la dignità e l’uguaglianza di chi ama persone dello stesso sesso. Alle Nazioni Unite prosegue l’impegno per porre fine alla discriminazione contro l’omosessualità. Dopo la proposta di risoluzione firmata da 68 paesi, ieri a Ginevra alla Commissione Diritti Umani delle Nazioni Unite è stata depositata, da parte della Colombia, un’altra proposta di Risoluzione, che chiede di mettere fine alle violenze e discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere delle persone, sostenuta da ...

Guerra in Libia, l’Italia sconfitta

Sarkozy ha premuto l'acceleratore mentre il governo italiano è rimasto a guardare. Ma nella nuova Libia potrebbe non esserci più spazio per noi. È stata u na scelta inevitabile. Non per forza la migliore Il governo italiano aveva il dovere di partecipare alla coalizione internazionale che sta imponendo la no-fly zone sulla Libia. Per motivi umanitari, certo. Ma anche e soprattutto per interesse nazionale. Il rischio è concreto: nella nuova Libia potrebbe non esserci più spazio per l'Italia di Berlusconi. Sarkozy ha premuto l'acceleratore della via militare per la risoluzione della guerra civile in Libia. Non solo una zona di non volo che possa evitare che Gheddafi possa bombardare la popolazione delle città controllate dagli insorti. Il governo francese appoggia apertamente gli insorti. L'Italia no. I motivi sono tanti dal trattato di amicizia con Gheddafi, al baciamano del premier, passando per Unicredit. La fretta della Francia. Sarkozy lo sa bene. La Libia rappresent...

Libia: una guerra per accontentare Sarkozy

Per accontentare Sarkozy tra poche ore inizierà la Guerra del Mediterraneo , così la Francia potrà sostituire la Total all’ENI . L’Europa è lacerata, l’asse franco-tedesco è in crisi, Obama è sparito, l’ONU è stata come al solito incapace di rispondere. Per il pressappochismo di uno pagheremo tutti. Con la speranza che Gheddafi non scateni l’inferno. Al limite ci salverà Bersani. E così, per accontentare Sarkozy e la sua voglia di mettere le mani sulle importanti concessioni energetiche libiche, tra poche ore assisteremo con ogni probabilità ad una bella guerra nel Mediterraneo . Un “capolavoro” diplomatico che ha lacerato l’Europa (asse franco-tedesco in crisi profonda), che ha irrigidito Russia e Cina , che ha bloccato ogni possibile mediazione americana ( ma Obama, dov’è? ), e che porterà ad una reazione di Gheddafi . Già, che farà ora il Colonnello? Beh, negli anni Ottanta, quando si arrabbiava, era solito sparare missili su Lampedusa o tirare giù qualche aereo occidentale....