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Il mostro. Una vita da Briatore

Qualche giorno fa ha compiuto 50 anni Il sorpasso , uno dei film cult del nostro cinema: un apologo degli anni del boom in cui si racconta come la fragile borghesia nostrana, rappresentata dal personaggio  di Trintignant, si lasci alla fine irretire dalla cialtroneria, superficiale e immorale interpretata da Gassman, giungendo a un tragico finale. Un anno dopo l’opera di Risi, uscirà un altro film fondamentale di quella breve stagione in cui la commedia all’italiana riuscì a sintetizzare una forte capacità di critica dentro a una narrazione leggera, ma senza la successiva futilità comica: I mostri. Qui arroganza, disonestà, noncuranza, mancanza di scrupoli, astuzia feroce, volgarità innata si mescolano in un affresco più bozzettistico e descrittivo, ma  incisivo di vizi e deformazioni che sarebbero stati elevati al rango di virtù. Più che film sono profezie: e infatti mentre corriamo sull’orlo del baratro, prosperano mostri. Proprio ieri ne ho visto uno...