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La verità su Emanuela Orlandi

Ciao a tutti, sono Pietro Orlandi. In primo luogo volevo farvi carissimi AUGURI di BUONE FESTE E ringraziarvi per il vostro sostegno e per aver aderito in tantissimi alla petizione, lanciata lo scorso anno, a Papa Benedetto XVI (più di 85 mila firme) per la Verità su mia sorella Emanuela, che ci ha permesso di fare dei passi avanti , fino a poco tempo fa ritenuti impossibili, come l’apertura della tomba di De Pedis. Quando la voce di una persona non riesce a farsi sentire, quella di migliaia arriva alle orecchie di chi troppo spesso non vuole ascoltare. Per questo sono qui ancora a chiedere il vostro aiuto. Un mese fa ho lanciato una nuova petizione, alla quale alcuni di voi hanno già aderito, per ribadire la nostra volontà a non arrenderci .Questa volta il destinatario è il segretario  di Stato di Papa Benedetto XVI , cardinal Tarcisio Bertone, perché nonostante siano passati 29 anni, la Santa Sede continua nella sua opera omertosa, come imporre di togliere la foto di Emanuela...

Soldi di Dio

“Le nostre Chiese sono chiamate, oggi più che mai, a diventare esempio e modello da seguire”. Leggendo la riga finale del Libro bianco sugli interventi caritatevoli a favore del terzo Mondo, edito dalla Conferenza Episcopale Italiana, non ci si aspetterebbero notizie come quelle che seguono. Ascoltando il discorso che Joseph Alois Ratzinger alias Benedetto XVI ha pronunciato nella sua visita londinese dal 16 al 19 settembre scorso, non si potrebbero nemmeno immaginare. Eppure, proprio in quel viaggio, è successo qualcosa che ha contraddetto tutte le parole. Ci sono belle parole contro fatti perlomeno disdicevoli. Ora analizziamo i fatti. Tutto parte dal Guardian. Un bel giorno ad una bella ora, precisamente il 5 ottobre alle 10.36, sul sito del Guardian esce un articolo a firma Frederika Whitehead. Un altro bel giorno, precisamente il 3 febbraio, Tommaso Caldarelli riprende la notizia su Giornalettismo. Sembra strano, la visita papale a Londra è stata tra le più contestate nel decenni...

Wikileaks e il Vaticano

Il Vaticano non ha permesso a suoi rappresentanti di testimoniare nell'ambito dell'inchiesta della commissione irlandese sullo scandalo degli abusi sessuali mostrandosi così poco collaborativo con il governo irlandese sulla questione. E' quanto si afferma in un 'cable' diffuso da Wikileaks e citato dal Guardian che fa riferimento ad informazioni provenienti da diplomatici Usa e irlandesi presso la Santa Sede. La richiesta di informazioni, da parte della commissione Murphy nel 2009 "offendeva molti al Vaticano" - si legge sui cable - che riteneva che "il governo irlandese non aveva "rispettato e protetto la sovranità della Santa Sede durante l'inchiesta". I responsabili vaticani sono rimasti seccati dal fatto che il governo irlandese non si sia impegnato perche' la commissione seguisse le procedure standard nelle comunicazioni con la Citta' del Vaticano", si legge nel dispaccio del 26 febbraio 2010 siglato dall...

Così parlò Zarathustra XVI

Fioccano le anticipazioni del nuovi libro del Papa, nel miglior stile di Bruno Vespa. E tutti i giornali ci cascano, nell’uno come nell’altro caso. Che dire? Beati i papi, della Chiesa o della Rai, che riescono ad attirare l’attenzione dei loro simili, pur non dicendo mai nulla di nuovo. Soprattutto il primo, le cui parole vengono addirittura presentate come «rivoluzionarie», quando non segnano neppure un passaggio dal Basso all’Alto Medioevo. La prima supposta novità sarebbe la sua disponibilità alle dimissioni, quando ce ne fosse il bisogno. Disponibilità già manifestata sia da Paolo VI che da Giovanni Paolo II, che però si guardarono bene entrambi dal darle, quando ce ne fu effettivamente bisogno. Il secondo, in particolare, se ne stette col sedere attaccato alla cattedra di Pietro fino all’ultimo, continuando a ripetere che se ne sarebbe andato solo quando il Signore l’avesse chiamato. Salvo poi, quando il Signore lo chiamava per davvero, correre al Policlinico per ritardare la chi...