Mentre il Medio Oriente è in fiamme, si rafforza la partenership tra i due Paesi, basata sull'import-export di sistemi d'arma. Accordo che viola la legge italiana, la quale vieta le vendite a paesi belligeranti o i cui governi siano responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. Il Medio oriente è in fiamme. La Siria è in ginocchio, migliaia di profughi fuggono in Libano, in Turchia, in Giordania. Tel Aviv mobilita le forze terrestri, aeree, navali. Minaccia d'intervenire in Golan e di lanciare i suoi missili e i suoi caccia contro decine di "obiettivi strategici" in Iran. Intanto cannoneggia la striscia di Gaza e schiera carri armati e blindati alla frontiera con il Libano. Scenari di guerra che non sembrano intimorire più di tanto le forze politiche e il governo italiano. Quest'ultimo, anzi, trova pure il tempo d'inviare a Gerusalemme una delegazione d'eccezione, il premier con sei ministri, per il terzo summit intergovernativo in meno...
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