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Visualizzazione dei post con l'etichetta Operai Fiat

Quinta sconfitta per la Fiat

Il giudice accoglie la denuncia per condotta antisindacale mossa dalla Fiom contro la Magneti Marelli, azienda del gruppo. Landini: "La Fiom rientra in Fiat. E' la quinta volta in cinque diversi tribunali". Il nuovo contratto non è a prova di legge. E' stata accolta la denuncia per condotta antisindacale mossa dalla Fiom Cgil contro la Magneti Marelli, azienda del gruppo Fiat. La decisione del Tribunale di Bologna è stata comunicata dalle tute blu Cgil. Ma la Fiat ha già annunciato il ricorso . L'oggetto del ricorso verteva sull'articolo 19 dello Statuto dei lavoratori: secondo la Fiom, in pratica, la Fiat lo avrebbe interpretato in modo tale da escluderla dall'elezione delle Rsa. Una "bellissima notizia" e " un altro bel colpo all'arroganza di Marchionne " dopo la sentenza a favore dei tre lavoratori di Melfi "ingiustamente licenziati" dalla Fiat. Così Danilo Gruppi, segretario della Camera del lavoro di B...

Pause ridotte, cassa integrazione, straordinari I pilastri del “modello Pomigliano”

Con l'annuncio della disdetta degli accordi sindacali in tutti gli stabilimenti, la Fiat si avvia verso una contrattazione aziendale sul modello di quella già intrapresa nello stabilimento campano. Ecco quali sono i nodi principali per l'azienda e per i sindacati. Riduzione delle pause, refezione posticipata a fine turno, aumento “unilaterale” degli straordinari, blocco alle retribuzioni sulle malattie “sospette”. Sono alcuni dei punti chiave dell’accordo  Fiat-sindacati  firmato a Pomigliano il  29 dicembre del 2010  che, si ipotizza, potrebbe essere esteso, di fatto, a tutti i lavoratori della casa torinese. L’annullamento, a partire dall’inizio del  2012 , delle intese sindacali raggiunte dall’azienda con le controparti rappresenta infatti la condizione base per la realizzazione di un nuovo contratto unico valevole per tutti gli impianti e distinto, a questo punto, dall’attuale contratto nazionale del settore metalmeccanico. La nuova intesa, denuncia ...

Da Grugliasco a Termini, ricatto e fuga

C’è una multinazionale che da un anno e mezzo gira per i propri stabilimenti italiani con una sola frase in bocca: «o si fa come dico io, e voglio da voi garanzie certe, oppure me ne vado». Si chiama Fiat, è sorta qui ed è stata nutrita con soldi pubblici e reti autostradali per un secolo.Ma ora ha la testa altrove... Quello che sta accadendo nella trattative sulla ex Bertone di Grugliasco segue questo schema con qualche novità. Formalmente il Lingotto conferma di voler fare l’investimento molte volte promesso – costruire qui due modelli della Maserati (la Bertone era una famosa «carrozzeria» per auto sportive, con manodopera di alta professionalità), ma ad ogni step chiede una «garanzia» superiore, ben sapendo di star chiedendo l’impossibile. «Altrimenti...», senza doverlo ripetere sempre, è pronta ad andarsene. Qui ha imposto, come a Pomigliano e Mirafior...

Il traslocone Fiat

Per un manager abituato ad avere una sola parola come Sergio Marchionne, deve essere stata dura passare da una Fiat-Chrysler «sola entità con sede qui in America» quale ipotesi di lavoro, a oggetto di smentita telefonica: nessuna localizzazione, «né per l'oggi né per il domani», delle funzioni direzionali e progettuali di Fiat all'estero, assicura una nota del ministero delle politiche sociali. L'amministratore delegato della Fiat ha scatenato un putiferio con le sue dichiarazioni sul futuro del gruppo, sostenendo a San Francisco in una tavola rotonda con degli analisti una cosa di fatto contenuta nel suo piano industriale, che prevede lo spostamento oltreatlantico del baricentro del gruppo. In una telefonata fra il manager e il ministro Sacconi, il tentativo di mettere la marcia indietro non è riuscito granché. E in un'altra affannata telefonata, il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, lasciato solo a difendere le scelte della Fiat dalle parole di Marchi...

Le operaie Fiat di Melfi

Ieri siamo state a Melfi, sia al Tribunale dove era in corso l'udienza per i tre operai licenziati, sia alla fabbrica; abbiamo parlato con le operaie che ci hanno raccontato come stanno peggiorando i carichi di lavoro alla Fiat Sata. In una sola linea del 'Montaggio' le macchine sono passate da 276 a 291, ben 15 in più e neanche un operaio in più. Ai motori, per 25 macchine sta solo 1 operaio. E' aumentata la velocità della linea.L'aumento del carico alla catena di montaggio, si riflette inevitabilmente su tutte le postazioni di lavoro collegate. Due operaie, Giovanna e Maria, che si occupano della preparazione del materiale utilizzato alla catena, hanno detto che ora devono essere più svelte e preparare più pezzi di prima: circa 30 pezzi in più per due linee.Ma non c'è solo l'aumento dei carichi e la riduzione dei tempi di lavoro, l'azienda diminuisce anche i lavoratori nelle postazioni. Prima – hanno raccontato le operaie – vi erano 2 operai per tutto ...

Fiat, la voce dei sindacti e di Tony Troja

Due video che testimoniano i sentimenti degli operai. Uno dell'unico sindacato che ha dimostrato di essere vivo e uno di Tony Troja cantante satirico che dedica la sua ultima performance a Marchionne

Mirafiori la morte dei diritti, parte 1

Il referendum di Mirafiori, quale che sia il risultato, fisserà nella coscienza collettiva un fatto storico: dopo due secoli di ininterrotto miglioramento e di aspettative fiduciose, gli occidentali di passaporto italiano sperimentano un peggioramento strutturale delle condizioni di vita e di lavoro. Non tutti, non tutti insieme. E i lavoratori della Fiat non sono i primi. Eppure il dramma sociale che si consuma in queste ore nel luogo simbolo del boom economico rende gli operai di Mirafiori simbolo a loro volta: come i loro padri rappresentarono sotto quei capannoni la conquista di un benessere inimmaginabile per la generazione precedente, le tute blu del referendum 2011 incarnano il declino. Quando si dice che l’accordo imposto da Marchionne peggiora le condizioni la replica è in genere che altre intese anche peggiori sono state già firmate per altri settori e altre imprese. Ciò che conferma l’assunto.22 anni alla catena“È l’ultima possibilità per salvare l’industria dell’auto in Ita...

Marchionne e il nuovo contratto Fiat

Pause ridotte di 10 minuti; primo giorno di malattia non pagato; chi sciopera contro l'accordo riceve sanzioni fino al licenziamento; fuori i sindacati che non sottoscrivono l'accordo. Questi alcuni punti dell'accordo della vergogna sottoscritto pochi giorni fa tra azienda ed alcuni sindacati, ad eccezione della Fiom-Cgil. IL NUOVO CONTRATTO FIAT

Firmiamo per gli operai di Mirafiori

Centomila firme, per un sito come il nostro, sono un OBIETTIVO “IMPOSSIBILE”, anche se avessimo il sostegno di link importanti. Ne abbiamo raccolte in passato fino a ventimila (19916) per l'appello in solidarietà con Marco Travaglio, accusato da Fabrizio Cicchitto in Parlamento di "terrorismo mediatico", in un clima di mobilitazione delle più importanti testate contro la legge-bavaglio, mentre in piazza su questo tema si era speso anche Roberto Saviano. Eppure riteniamo necessario provare a realizzare questo OBIETTIVO “IMPOSSIBILE” perché siamo convinti che sulla “abrogazione” della Fiom che Marchionne sta cercando di imporre, si giochi una partita cruciale per la difesa dei più elementari e intrattabili diritti e libertà costituzionali. Per questo vi chiediamo di non limitarvi a firmare l’appello , ma di mobilitarvi per farlo firmare a tutti i vostri amici, per inserirlo nei vostri blog, per farlo girare in modo “virale”, come si usa dire, su quanti più si...

Marcchione e i diritti dei lavoratori venduti!

Gli accordi siglati dalla Fiat relativi alla riorganizzazione dei siti produttivi italiani pone delle questioni ineludibili dal punto di vista sindacale come anche sul piano politico. 1. In primo luogo, questi accordi ci dicono chiaramente che cosa è oggi la democrazia politica in questo paese. Sono decenni che la politica non riveste un ruolo di mediazione dei conflitti e di interessi contrapposti. Oggi la politica è semplicemente l’arte dell’imposizione di un interesse particolare, spacciato come generale. Prima si schiacciavano i diritti in nome della competitività, della flessibilità come strumento di crescita, del controllo dell’inflazione e del debito pubblico. Ora con la crisi l’approccio è diretto: o la borsa o la vita! Anche i modi si sono fatti espliciti: con la forza o con la corruzione. Dal regime economico al regime politico tutto si compra (dai sindacati ai partiti); chi pretende politica viene zittito. Per i migranti e il precariato in generale, così come ...

Diritti dei lavoratori addio!

Marchione con la collaborazione del governo e del ministro Sacconi, sta distruggendo i diritti dei lavoratori italiani e l'Italia pare non fare caso alla gravità delle decisioni dell'Ad della Fiat. In più anche personaggi del Pd che dovrebbero difendere i lavoratori, sono a favori, tipo il candidadato a Sindaco di Torino per il Pd Piero Fassino. Vergogna! Uso il titolo di un film-documentario sulla Fiat e sugli Agnelli , autore Giovanni Piperno. Il tema era: una storia interrotta da un “pezzo mancante” nel corso delle generazioni, una sventura che colpisce gli Agnelli due volte. Con la morte del giovane Giovanni, figlio di Umberto. E con il suicidio di Edoardo, figlio di Giovanni. Il terzo pezzo manca adesso . È l’incomprensibile assenza o silenzio o assenso o innaturale accordo con chi gli sta portando via la fabbrica. Parlo dell’attuale presidente della Fiat, e azionista di riferimento, John Elkann . Perché ha scelto di non esistere mentre si discute di portare via da ...

Fiat: Camusso, serve tavolo governo

Per sbloccare la vicenda Fiat il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, parlando a margine della registrazione di 'Che tempo che fa', propone che il governo avvii 'un tavolo' e che l'azienda incontri tutte le organizzazioni sindacali. Sul piano industriale, dice: 'Discutiamo davvero cosa e' questo piano industriale, vogliamo sapere cosa c'e' dentro questo piano e che prospettive ci sono, poi ci potranno essere anche l'organizzazione degli stabilimenti e i turni...'.

Gli operai della Fiat replicano a Marchionne

Ieri durante la trasmissione televisiva di Rai Tre In mezz'ora, Lucia Annunziata ha dato la parola agli operai di tutti gli stabilimenti Fiat d'Italia, criticati pesantemente dall'amministratore delegato della causa automobilistica torinese Marchione una settimana prima durante la trasmissione Che Tempo che fa. Gli operai hanno ricordato a Marchionne le sue promesse non mantenute e sottolineato quante affermazioni dette nella trasmissione da Fazio erano poco corrette. Buona visione degli operai!