E’ un fatto che Vincenzo Di Somma, l’operaio che si è impiccato la scorsa notte a Castellammare di Stabia (Napoli), stava vivendo un periodo drammatico, demoralizzato dall’assenza di lavoro e «sempre senza soldi», come hanno riferito gli stessi parenti alla polizia. E’ un fatto che a causa di queste difficoltà, a cui si era aggiunta la sospensione del sussidio di disoccupazione, era stato costretto a trasferirsi a casa dei genitori con tutta la sua famiglia. E’ un fatto, infine, che l’uomo non era dipendente della Fincantieri, ma di una ditta dell’indotto, la Navalcarena Group. Comunque lo si voglia raccontare, il suicidio di Vincenzo è una delle mille sfaccettature della crisi economica che sta dilaniando il nostro Paese. Sono quelli come Vincenzo che pagano, per primi e fino in fondo, la mancanza di prospettive. Non è un mistero che l’indotto Fincantieri spesso è fatto di piccole e medie imprese instabili e poco solide. Del resto è proprio su questo mondo che Fincantieri stessa non h...