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Visualizzazione dei post con l'etichetta Sicilia

Crocetta ha fermato il Muos

Il predidente della Sicilia ha annunciato che l'assessorato all'ambiente ha revocato l'autozizzazione per la costruzione del sistema radar per le telecomunicazioni a Niscemi.  Stop al sistema radar e alle antenne di Niscemi. «L'assessorato regionale al Territorio e ambiente ha revocata definitivamente l'autorizzazione per la realizzazione de Muos di Niscemi». Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. Il progetto - Il programma Muos, gestito dal Ministero della Difesa degli Stati Uniti, ormai bloccato in Sicilia, è ancora nella sua fase di sviluppo e si prevede la messa in orbita dei quattro satelliti tra il 2010 ed il 2013. Il sistema integrerà forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo ed ha l'obiettivo di rimpiazzare l'attuale sistema satellitare Ufo. È composto da tre trasmettitori parabolici basculanti dalle dimensioni di circa 20 metri ad altissima frequenza 2 antenne elicoidal...

Il governo blocca il Muos

    Il futuro del sistema satellitare di comunicazione è affidato ai risultati di uno studio «indipendente». Sotto accusa i dati ancora top secret sulla sua pericolosità Antonio Mazzeo - 13.03.2013 Non sarà né il nuovo governo né il parlamento a decidere le sorti del Muos che le forze armate Usa intendono installare a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, ma un «organismo tecnico indipendente». Lo ha riferito Mario Monti a conclusione del faccia a faccia con il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta. Oggetto: l'installazione nell'isola di uno dei terminali terrestri del nuovo sistema di telecomunicazione satellitare che consentirà al Pentagono di gestire le future operazioni di guerra a livello globale. «Abbiamo esaminato la situazione creatasi con il Muos di Niscemi, con il protrarsi di problematiche per l'ordine pubblico che rischiano di compromettere il funzionamento quotidiano di una base Nato a valenza strategica», ha spiegato il governo annunc...

Il M5S e il ponte sullo Stretto

"In aula si respirava un’atmosfera surreale. Noi e i tesserini. Noi e pochi altri deputati. Noi e la battaglia storica per la città di Messina: il solito, stanco, inutile leit motiv “ il ponte porterà sviluppo e turismo!!! ”. Oppure ripensare una seria destinazione di denaro pubblico a infrastrutture, al recupero edilizio in chiave antisismica, alla messa in sicurezza del territorio, all’attraversamento pubblico dello Stretto di Messina? E’ facile capire da quale parte stare. Solo alcuni interventi sono stati focalizzati sul problema reale: per il resto l’aula riecheggiava vuote parole e discorsi che risvegliano memorie amare. Aspettiamo martedì pomeriggio, aspettiamo che i deputati dimostrino, con la loro presenza in aula, il senso di responsabilità e la volontà di pervenire a chiari impegni politici, è cioè quello per cui anche loro sono stati eletti." Antonio Venturino, Vice Presidente Ars, M5S  

Muos: la Sicilia fa la guerra agli USA

Dopo una notte d’incidenti tra pacifisti e forze dell’ordine, il governatore Crocetta revoca l’aut orizzazione al sistema di comunicazione. Come nei primi Anni Ottanta, quando si trattava d’installare a Comiso gli euromissili della Nato, l’Italia, e soprattutto la Sicilia, sono protagonisti di un ‘braccio di ferro’ con gli Stati Uniti, sempre nell’ambito dell’Alleanza atlantica. Dopo una notte d’incidenti nei pressi di Niscemi tra pacifisti e forze dell’ordine, il governatore dell’Isola Rosario Crocetta revoca l’autorizzazione all’attuazione del Muos, un sistema per le comunicazioni satellitari delle forze armate Usa, e ne dispone l’immediata sospensione. Crocetta spiega: “Non siamo contro gli americani e né contro il Muos. Vogliamo solo garanzie per la tutela della salute dei cittadini”. In una nota di replica alla decisione siciliana, l’ambasciata degli Usa a Roma afferma: "L'Italia, come Paese della Nato e partner importante per la sicurezza e la pace a...

Sicilia, il M5s finanzia le Pmi

All’inizio sembrava un problema irrisolvibile. Perché in Sicilia era impensabile che un deputato regionale potesse decidere di decurtarsi lo stipendio. I burocrati, imbarazzati, non sapevano come fare per accontentare la volontà dei deputati del Movimento 5 stelle, che in campagna elettorale avevano promesso di tagliarsi il super assegno da onorevole. L'IMBARAZZO DEI BUROCRATI. «Non sappiamo dove inserire le rinunce economiche tra i capitoli in entrata del bilancio regionale», dicevano a Palazzo d’Orleans. E infatti il primo stipendio di dicembre per i 15 deputati grillini era stato accreditato per intero: 12 mila euro. Ora però la soluzione è stata trovata. Circa 8 dei 12 mila euro di ogni stipendio dei deputati del Movimento 5 stelle rimarrà nelle casse della Regione Sicilia. Cifre ovviamente che variano in relazione agli incarichi istituzionali occupati dai grillini. CANCELLERI RESTITUISCE 8 MILA EURO. «Io personalmente ho restituito circa 8 mila degli 11 mi...

VENTINOVE ANNI SENZA PIPPO FAVA

Quasi trent'anni fa scompariva un grande giornalista del nostro paese. Dietro il suo omicidio la mano, pesante, della mafia. Ricorrono oggi  i ventinove anni dall'assassinio di Pippo Fava . In occasione dell'anniversario, riporto qui un estratto del mio libro  "Lotta civile"  (Chiarelettere, 2009) , dedicato anche alla sua vicenda.  E' inutile nasconderle, le emozioni si accavallano mentre penso a cosa scrivere di un uomo, Pippo Fava, e di un giornale, " I Siciliani", che hanno determinato il mio modo di essere giornalista, sempre  alla ricerca dei fatti per raccontarli così come sono, senza censure e auto censure . Più facile a dirsi che a farsi in questo Paese .  Ha scritto Fava: " Io ho un concetto etico del giornalismo...Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza, la criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente all...

Trapani, il parroco annuncia: "Sono innamorato, sarò papà"

Ha rivoluzionato la sua vita dopo aver capito che quella che stava conducendo non era adatta a lui e ha deciso di informare i suoi parrocchiani, consapevole di quello a cui sarebbe andato incontro. Don Vito Lombardo , parroco della provincia di Trapani, si è congedato dai fedeli con un annuncio pronunciato proprio dall'altare: "Questa sarà la mia ultima messa, sono innamorato di una donna a tra pochi mesi diventerò papà". È accaduto nella frazione Xitta di Trapani dove don Vito Lombardo, 33 anni, parroco della chiesa di San Lorenzo, ha lasciato i fedeli di sasso. Una relazione, come scrive oggi 'Il Giornale di Sicilia', rimasta segreta per molto temp o ma che adesso, con un bebè in arrivo, non può più essere tenuta nascosta. La ragazza è al quinto mese di gravidanza e don Vito ha deciso di assumersi le sue responsabilità e annunciare alla parrocchia del lieto evento. Non sarebbe meglio che i preti possano sposarsi?

La democrazia liquidata di Crozza a Ballarò

Il Movimento 5 Stelle e il successo in Sicilia e la democrazia senza democrazia del governo e del Parlamento italiano.

Telefonano ai malati di tumore per chiedere il voto, è bufera su una clinica catanese

Provate ad immaginare l’iniziativa più disgustosa che un candidato alle elezioni o chi lo sostiene possa intraprendere per raccogliere voti. Ci avete pensato? Bene, adesso leggete cosa è successo nei giorni scorsi a Catania ad una donna ammalata di tumore. Si chiama Rosa Oliva e questa è la sua testimonianza: “Squilla il cellulare, il numero non mi ricorda nulla, qualche giorno prima ho fatto la scintigrafia per verificare che nessuna “metastasi” sia in circolazione. Sono un po’ stanca, piena di malesseri ma il cellulare continua a squillare. Mi alzo stancamente e rispondo” . Dall’altra parte del telefono, una voce femminile:  “Pronto? qui la Clinica Humanitas ( Centro di oncologia di Catania ndr ), telefono per conto del professor… “ La clinica oncologica? Cosa vorrà mai? “Non sento più niente -racconta Rosa- le orecchie incominciano a ronzare, mi gira la testa e sudo freddo” La centralinista della clinica continua a parlare: “Sa, il centro ha attrezzature sofis...

Lettera di Manfredi Borsellino al padre Paolo

Il primo pomeriggio di quel 23 maggio studiavo a casa dei miei genitori, preparavo l'esame di diritto commerciale, ero esattamente allo "zenit" del mio percorso universitario. Mio padre era andato, da solo e a piedi, eludendo come solo lui sapeva fare i ragazzi della scorta, dal barbiere Paolo Biondo, nella via Zandonai, dove nel bel mezzo del "taglio" fu raggiunto dalla telefonata di un collega che gli comunicava dell'attentato a Giovanni Falcone lungo l'autostrada Palermo-Punta Raisi. Ricordo bene che mio padre, ancora con tracce di schiuma da barba sul viso, avendo dimenticato le chiavi di casa bussò alla porta mentre io ero già pietrificato innanzi la televisione che in diretta trasmetteva le prime notizie sull'accaduto. Aprii la porta ad un uomo sconvolto, non ebbi il coraggio di chiedergli nulla né lui proferì parola. Si cambiò e raccomandandomi di non allontanarmi da casa si precipitò, non ricordo se accompagnato da qualc...

Lombardo:"Mi dimetto e mi faccio una canna"

Le battute surreali che non ti aspetteresti di sentire da un presidente della regione.  " Non ho mai provato l'ebbrezza di una canna, sarebbe uno dei tanti piaceri che potrei concedermi quando non sarò più governatore della Sicilia, dal 31 luglio" . Lo dice Raffaele Lombardo , governatore della Sicilia , durante La Zanzara su Radio 24 . " Dicono che sia una cosa piacevole, per questo parlo di ebbrezza ", aggiunge Lombardo ai conduttori della trasmissione Giuseppe Cruciani e David Parenzo. " Quando mi ritiro - aggiunge Lombardo - mi dedicherò all'agricoltura e coltiverò anche la marijuana, so che è illegale ma pazienza ". Ma la Sicilia è pronta a un presidente omosessuale come l'ex sindaco di Gela, Crocetta dopo le accuse di omofobia ricevute da una guida americana? "Certamente sì - risponde Lombardo - e quelle della guida sono solo stupidaggini. Io collaboro quotidianamente con omosessuali e qui non c'è nessun problema. ...

Don Puglisi, presto Beato

Don Puglisi, sacerdote vittima della mafia, sarà presto proclamato Beato. Benedetto XVI ha promulgato la causa del decreto di beatificazione di padre Giuseppe Puglisi e ha motivato la scelta: è  stato ucciso a Palermo "in odio alla fede". Il Papa ha riconosciuto il fatto che l'esecuzione ordinata dai boss fu "martirio". Questo esonera dalla necessità di provare un miracolo compiuto con l'intercessione del servo di Dio. Don Puglisi fu ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993, il giorno del suo compleanno, davanti al portone di casa, intorno alle 20.45, in piazza Anita Garibaldi. Alla mafia dava fastidio la sua opera evangelica e sociale nel quartiere Brancaccio di Palermo. Dopo le indagini, furono riconosciuti come mandanti dell'omicidio i capimafia Filippo e Giuseppe Graviano. Quest'ultimo fu condannato all'ergastolo per l'uccisione di don Puglisi il 5 ottobre 1999, mentre il fratello Filippo, dopo l'assoluzione in primo ...

Processo Lombardo, pm chiede aggravante mafiosa

 La Procura della Repubblica di Catania ha chiesto al Tribunale monocratico di contestare al governatore siciliano Raffaele Lombardo e a suo fratello Angelo, l'aggravante di aver favorito l'associazione mafiosa nel processo in cui i due sono imputati per reato elettorale.  Secondo la Procura le recenti dichiarazioni del pentito Maurizio Di Gati, avrebbero fatto emergere che i candidati appoggiati dal clan potevano usufruire di una richiesta di voto che "non era selettiva ma conosciuta in tutto il rione". Secondo il Pm le condizioni di omertà in cui vivevano le persone del quartiere erano tali che nessun rivale politico denunciava che un altro candidato avesse l'appoggio dell'associazione mafiosa. Ecco l'inchiesta trasmessa su La7 nel 2008 sulla compravendita di voti:

LA DEMOCRAZIA DI ACIREALE - Le frecce tricolori sono solo per i raccomandati

Una lettera di un cittadino di Acireale a Byoblu.com: "Ciao, ti scrivo per segnalarti un abuso di potere ( e d'ufficio) da parte degli amministratori del comune di Acireale (CT). Il 10 giugno ad Acireale si è tenuta l'esibizione delle frecce tricolore (chissà poi perchè?) .Comunque, lo show era previsto sopra il mare acese e la villa comunale, con la sua terrazza sul mare era la cornice ideale dalla quale affaciarsi per godersi lo spettacolo. Ma, come potrai vedere nel video le forze dell'ordine hanno vietato l'accesso ai cittadini comuni e hanno fatto entrare solo persone raccomandate. Spero che potrai dare risalto a questo grave episodio. Grazie per il lavoro che fai."

Incendio distrugge agrumeto confiscato alla mafia e affidato alla cooperativa "Beppe Montana Libera Terra"

 In fumo oltre 2000 piante di aranci e 100 alberi di ulivo Libera: «In attesa dei risultati delle indagini, il nostro impegno in quel territorio proseguirà con più determinazione e corresponsabilità. Non ci fermeremo» Un incendio verificatosi nella giornata di domenica ha distrutto circa sei ettari di agrumeto in contrada Casabianca località Belpasso-Catania. Si tratta di terreni confiscati al clan mafioso della famiglia Riela e affidati ai giovani della cooperativa "Beppe Montana Libera Terra". I giovani della cooperativa, dopo il sopralluogo tecnico, hanno presentato una denuncia contro ignoti alla locale compagnia dei Carabinieri. Secondo i primi rilevamenti sono andate totalmente in fumo oltre 2000 piante di aranci e 100 di ulivo. I terreni erano perimetrali e recintati. Nel sopralluogo è stato individuato un foro nella rete del terreno adiacente e un orologio bruciato. «In attesa degli accertamenti e delle indagini delle forze dell'ordine - commenta in una nota...

Ricordo di Giovanni Falcone a 20 anni dalla morte

In ricordo di Giovanni Falcone : http://www.youtube.com/watch?v=3e8sm8e0AmA

Lampedusa: 10 migranti morti in mare

Sei somali e quattro eritrei affogati in mare durante la traversata tra la Libia e le coste italiane. A riferirlo sono stati i 48 profughi soccorsi su un gommone a circa 60 miglia a Sud delle coste italiane. Il racconto ritenuto attendibile. Ancora una tragedia della disperazione nel Mediterraneo. Dieci migranti, sei somali e quattro eritrei, sarebbero morti in mare durante la traversata tra la Libia e le coste italiane. A riferirlo sono stati riferito i 48 profughi soccorsi ieri su un gommone, a circa 60 miglia a Sud di Lampedusa, dalla nave Orione della Marina Militare e da una motovedetta della Guardia Costiera. I migranti, tutti provenienti da paesi dell'Africa subsahariana, hanno raccontato che i loro compagni di viaggio sarebbero affogati dopo essere finiti in mare. Sono stati gli stessi profughi a lanciare l'Sos con un telefono satellitare. La carretta del mare stata intercettata e soccorsa ieri pomeriggio e i i profughi partiti dalla Libia erano stati...

Don Carlo Chiarenza il prete pedofilo siciliano

 La storia che vi proponiamo è successa in Sicilia, ad Acireale in provincia di Catania, dove un giovane ricercatore che lavora nel Stati Uniti ha denunciato don Carlo Chiarenza per pedofilia. La vicenda ha destato scalpore nella città siciliana e siccome non deve assolutamente scendere l'attenzione verso un prete che per molti in città non è mai stato "affidabile" vi spieghiamo quello che è successo. Il prete proprio ieri ha dichiarato la sua innocenza ( in Italia lo fanno tutti ). Procediamo a spiegare la vicenda dall'inizio: "Io ti inseguivo, e qui forse è stato l'errore, inseguivo il tuo desiderio di essere voluto bene. E questo lo facevo non ponendomi limiti. Tu forse non ricordi, ma io quasi mai prendevo l'iniziativa: cioé io avvertivo che tu avevi bisogno di essere abbracciato. Ma è stato una volta?". "Si... un paio di volte". "Io avevo solo il ricordo di una volta.. così.. non perché ci fosse un piano, né perché ...

La verità sui blocchi dei Tir in Sicilia

 Pubblichiamo l'appello di un produttore agrumicolo siciliano sui blocchi che stanno avvenendo in Sicilia. Temo che molta gente non abbia capito con cosa ci stiamo confrontando. Sono un produttore agrumicolo siciliano. In questi giorni, nel pieno della stagione delle arance, anziché a raccogliere sono al computer a mandare appelli affinché si aprano gli occhi su ciò che sta succedendo qui. Vi scrivo da Lentini, provincia di Siracusa. Eravamo al corrente dei blocchi imminenti già dalla settimana scorsa. A differenza di noi la maggior parte della popolazione era assolutamente ignara e questo ad ulteriore riprova del fatto che il fenomeno non nasce come popolare. Lunedì sono cominciati i blocchi. Qui a Lentini ne sono stati organizzati parecchi, almeno 4 sulle principali vie d'accesso del paese. Tutti i mezzi commerciali anche semplici macchie furgonate sono stati costretti a fermarsi e a dimostrare solidarietà al movimento abbandonando il mezzo. Ho passato un po...

Beppe Alfano, giornalista

La storia di Beppe Alfano, giornalista ucciso l'8 gennaio del 1993 per aver scritto contro mafia, politica e massoneria. I video sono tratti dalla trasmissione di Carlo Lucarelli Blunotte.