"In aula si respirava un’atmosfera surreale. Noi e i tesserini. Noi e
pochi altri deputati. Noi e la battaglia storica per la città di
Messina: il solito, stanco, inutile leit motiv “il ponte porterà sviluppo e turismo!!!”.
Oppure ripensare una seria destinazione di denaro pubblico a
infrastrutture, al recupero edilizio in chiave antisismica, alla messa
in sicurezza del territorio, all’attraversamento pubblico dello Stretto
di Messina? E’ facile capire da quale parte stare. Solo alcuni
interventi sono stati focalizzati sul problema reale: per il resto
l’aula riecheggiava vuote parole e discorsi che risvegliano memorie
amare. Aspettiamo martedì pomeriggio, aspettiamo che i deputati
dimostrino, con la loro presenza in aula, il senso di responsabilità e
la volontà di pervenire a chiari impegni politici, è cioè quello per cui
anche loro sono stati eletti." Antonio Venturino, Vice Presidente Ars, M5S
(Quest'articolo e' apparso per poco tempo sul blog autori di Repubblica online). Uno dei crimini più efferati dell’occupazione nazista in Italia fu la strage delle Fosse Ardeatine. Il 24 maggio 1944 i tedeschi “giustiziarono”, secondo il loro rudimentale concetto di giustizia, 335 italiani in rappresaglia per l’attentato di via Rasell a compiuto dalla resistenza partigiana il 23 maggio, nel quale avevano perso la vita 32 militari delle truppe di occupazione. A istituire la versione moderna della “legge del taglione”, che sostituiva la proporzione uno a uno del motto “occhio per occhio, dente per dente” con una proporzione di dieci a uno, fu Hitler in persona. Il feldmaresciallo Albert Kesselring trasmise l’ordine a Herbert Kappler, l’ufficiale delle SS che si era già messo in luce l’anno prima, nell’ottobre del 1943, con il rastrellamento del ghetto di Roma. E quest’ultimo lo eseguì con un eccesso di zelo, aggiungendo di sua sponte 15 vittime al numero d...
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