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Visualizzazione dei post con l'etichetta Marco Travaglio

Caselli al Csm: “Chiedo tutela da accuse Grasso”

    L'attuale procuratore di Torino si riferisce all'intervento del presidente del Senato Grasso nella trasmissione tv "Piazzapulita" del 25 marzo in cui, scrive: “si è prodotto in un lunghissimo monologo, a mio giudizio contenente accuse e distorsioni suggestive, con il risultato di prospettare in maniera distorta vari fatti e circostanze afferenti la mia attività di magistrato”.   Non si fermano le polemiche sul neo presidente del Senato, Pietro Grasso. Dopo l’intervento nella trasmissione “Piazzapulita” su La7  - per rispondere alle critiche rivoltegli dal vice direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio  - a reagire questa volta è Gian Carlo Caselli, ex procuratore di Palermo e ora responsabile della Procura di Torino. Dall’ex collega, ora a Palazzo Madama, sono arrivate “accuse e allusioni suggestive” che hanno presentato “in maniera distorta vari fatti e circostanze afferenti la mia attività di magistrato”. E così Caselli ha chie...

“Grillo non è Gesù”, Telese lascia il Fatto

 La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un titolo. Che a Luca Telese, però, è sembrato «un rutto: "Parmacotti". Campeggiava sulla prima pagina de il Fatto il giorno dopo la vittoria del grillino Pizzarotti. Io tornavo dalla Francia, dalla festa per Hollande. L’ho letto e ho detto basta». Il giorno della rottura ufficiale con il suo (oramai ex) giornale, Luca Telese, 42 anni compiuti ad aprile, sembra frastornato. Ma non impaurito. Va via, dopo aver contribuito a fondarlo («esperienza indimenticabile»), dal quotidiano diretto da Antonio Padellaro. E lo fa per un motivo: «La mission di quel giornale si è esaurita. Non è passato dalla protesta alla proposta. Quando il governo Berlusconi è caduto, ci siamo chiesti: ora cosa dobbiamo cambiare? Travaglio ha detto: nulla. Io ho risposto: tutto. Ecco perché vado via. Perché non puoi continuare, a guerra finita, a mozzare le teste di cadaveri sul campo. Non puoi solo demolire. È il momento di costruire». Telese lascia il...

Hollande tagli gli stipendi dei ministri, in Italia solo ipocrisia

Nel primo giorno di lavoro, a Parigi, il nuovo governo socialista si è impegnato a mitigare l'eccesso di austerity e gestire meglio le finanze pubbliche; e per rendere tangibile il programma, ha marcato il debutto tagliando del 30% gli stipendi del presidente, Francois Hollande, del premier, Jean-Marc Ayrault, e dei 34 ministri. La decisione, adottata durante la prima riunione di gabinetto presieduta da Hollande, era stata promessa dal neo-presidente durante la campagna elettorale. Il primo atto del quinquennio socialista vuole essere "un esempio" e segna una svolta dalla gestione di Nicolas Sarkozy che aveva aumentato la propria retribuzione del 170 per cento, portandola a 19mila euro al mese. La retribuzione di Hollande e del premier Jean Marc Ayrault scende dunque a 14.910 euro al mese, mentre le retribuzioni lorde dei ministri a 9.940 al mese. Ma la reazione dell'Ump a questo primo passo del governo e' stata di denuncia: Jean Francois Cope, segretario ...

Quello che non ho e quello che non ci manca..

In attesa delldiseconda punta del programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano, ascoltiamo alcune parole che sono andate in onda ieri e in più vi proponiamo un commento contro del Giornalista Fulvio Abbate che non ha gradito molto il buonismo del duo!

La storia della Lega e i finanziamenti pubblici ai partiti

La storia della Lega Nord (Ladrona come gli altri partiti) e le riflessioni sul finanziamento pubblico ai partiti da parte di Marco Travaglio.

Travaglio smentisce la Fornero

Travaglio e le lacrime di coccodrillo del ministro Fornero. Secondo Monti l'articolo 18 blocca lo sviluppo e scoraggia gli investimenti in Italia: come se a scoraggiarli non fossero la mafia, la corruzione e il falso in bilancio

Dalla Lega al Pd l'importante è rubare!

Vent’anni fa, quando a Milano esplose Tangentopoli, c’erano i partiti dei ladri e i partiti che combattevano i ladri. Da una parte la mangiatoia trasversale e consociativa Dc-Psi-Pds-Pli-Pri-Psdi, che aveva addirittura un cassiere unico per andare a prendere le mazzette e poi spartirle fra tutti la notte, dopo aver messo in scena di giorno la commedia di maggioranza e opposizione. Dall’altra il fronte di chi non rubava, o perché non prendeva tangenti o perché non gliele offrivano: la Rete, i Verdi, il Msi, la Lega (anche se a fine '93 fu coinvolto anche Bossi col suo tesoriere Patelli, detto “il pirla”). La gente che non ne poteva più dei ladri e tifava per le guardie aveva uno sbocco, una speranza, un partito per cui votare: a destra come a sinistra. Oggi non si sa più dove sbattere la testa, perché si avverano tutti i luoghi comuni del più vieto qualunquismo: rubano tutti, il più pulito ha la rogna, è tutto un magnamagna. Nessuno dei grandi partiti può dirsi immune dalla t...

La Rai in crisi

 Alcuni video estratti dalla trasmissione Servizio Pubblico di ieri per capire cosa succede in Rai

Cosentino story!

 Anche Servizio Pubblico questa sera tra i tanti temi si è occupata dell'onorevole e camorrista Nicola Cosentino, questi video ci fanno capire di più:

Travaglio e la Manovra

 Marco Travaglio a 8emezzo spiega la manovra di Mario Monti e del suo Governo.

Il successo di Servizio Pubblico

Settimana dopo settimana cresce l'interesse nei confronti di Servizio Pubblico, la trasmissione di Michele Santoro, in onda ogni giovedì su tanti reti locali sparse in tutto il territorio, oltre che su Sky e vari siti. Nodo in Gola ha avuto il piacere di intervistare Giulia Innocenzi, la giovane giornalista che collabora ogni settimana alla buona riuscita dello programma. http://www.serviziopubblico.it/

Marco Travaglio e il Governo Monti

Marco Travaglio a Servizio Pubblico ci informa su come viene raccontato Mario Monti e il suo Governo dalla stampa italiana!

Gli antemarcia di Marco Travaglio

Fate Presto, titola a tutta prima Roberto Napoletano sul Sole 24 Ore, invitando i partiti a benedire senza indugi Super Mario Bros. E Ferruccio de Bortoli, sul Corriere della Sera: “Possiamo farcela” (con Mario Monti, of course). Nella migliore tradizione italiota, i giornaloni “indipendenti”che han tenuto in piedi B. fino all’altroieri, ora che è moribondo fanno finta di non conoscerlo e orientano il turibolo verso il successore. Purtroppo gli archivi dei giornali sono gratuitamente e perigliosamente disponibili online. Fermiamoci, per carità di patria, all’ultima vittoria di B, quella del 2008. Ecco Stefano Folli sul Sole: “Silvio Berlusconi è il leader che riesce a rappresentare la sintesi di un Paese moderato, ma voglioso di modernità – anche quando dimostra di averne paura – e sempre più insofferente verso i vincoli, i freni e le incongruenze di chi diffida del cambiamento. Ma non si comprende il senso della vittoria berlusconiana (la terz...

Le ultime volontà

Buona l’idea di Napolitano di fidarsi della parola di un uomo sincero e trasparente come B. e di sottoscrivere la sua promessa di dimissioni quando pare a lui, cioè dopo l’approvazione di una misteriosa “legge di stabilità” che nessuno conosce. Insomma di dargli qualche altro giorno di tempo. Era già accaduto un anno fa, quando Fli presentò la mozione di sfiducia assieme a quelle delle opposizioni, ma il Quirinale pensò bene di far rinviare la votazione di un mese, dopo la Finanziaria, così intanto il Cainano si comprò una ventina di deputati e, anziché la sfiducia, incassò la fiducia. Vedremo quali armi persuasive userà stavolta. Verdini? Dell’Utri? Soldi? Ragazze? Lupare bianche? Quando Chiara Danese chiamò Emilio Fede, sconvolta da una cena elegante, si sentì rispondere col pilota automatico: “Vuoi i soldini?”. Ora forse non serviranno neppure quelli: basterà far capire ai malpancisti dell’ultima ora che un nuovo governo non ci sarà, dun...
L'Italia raccontata da Marco Travaglio a Che tempo che fa

Giustizia alla milanese

Ebbene sì, ci arrendiamo. Ha ragione il Cavalier Patonza: la giustizia italiana è politicizzata. Sentite il colonnello Salvatore Paglino, della Guardia di Finanza, che a Bari indagava su Tarantini per droga, prostituzione e corruzione assieme al pm Giuseppe Scelsi: “Il 26 giugno 2009 il dottor Laudati (appena insediato come procuratore capo, ndr) indisse una riunione... Disse che le indagini avevano creato preoccupazione nelle istituzioni; la sua presenza in loco era stata voluta dal ministro di Giustizia Alfano, al quale aveva garantito una soluzione...; e la situazione era arrivata a un punto di gravità tale da poter produrre effetti negativi sul governo, nonché sulla Gdf”. Paglino verrà fatto addirittura arrestare da Laudati. Ed ecco il racconto del pm Scelsi, subito estromesso dalle indagini: “Laudati disse che era molto amico del ministro della Giustizia (Alfano, ndr) che gli aveva concesso l’onore del tu e, grazie a questo, aveva garantito per me, impede...

Travaglio contro Mantovano

Scontri di Roma, sfiducia e compravendita. Dibattito serrato tra Marco Travaglio e Alfredo Mantovano a Tg3 Linea Notte. “Ad essere arrestati a Roma non sono stati quelli che hanno devastato la città e picchiato i poliziotti”, dice il vicedirettore del Fatto. “Sì, certo – risponde Mantovano – Sono bravi bambini che leggono il suo giornale e i suoi libri”. Controreplica di Travaglio: “Sa chi era stato condannato per resistenza a pubblico ufficiale in via definitiva? Il suo ministro dell’Interno, Roberto Maroni “. Stralci di un botta e risposta tra il sottosegretario all’Interno e il giornalista .

14 Dicembre 2010

Nell’estate del 1994, la prima di B. al governo, Montanelli scrisse sulla Voce: “Oggi, per instaurare un regime, non c’è più bisogno di una marcia su Roma né di un incendio del Reichstag, né di un golpe sul Palazzo d’Inverno. Bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa: e fra di essi, sovrana e irresistibile, la televisione. Il risultato è scontato: il sudario di conformismo e di menzogne che, senza bisogno di leggi speciali, calerà su questo Paese riducendolo sempre più a una telenovela di borgatari e avviandolo a un risveglio in cui siamo ben contenti di sapere che non faremo in tempo a trovarci coinvolti” . Sette anni dopo, l’ultima volta che s’incontrarono in tv, nel 2001, Biagi gli chiese una previsione. E lui: “Berlusconi, se vince, governerà senza quadrate legioni, ma con molta corruzione ” (il direttore di Rai1, Maurizio Beretta, censurò la frase e fece subito carriera in Confindustria). Ecco, quel che è accaduto ieri nel regno dei morti – Montecitorio, l’u...

Ndrangheta al Nord, l'inchiesta di Annozero

Alcuni estratti della puntata di ieri sera di Annozero