Buona l’idea di Napolitano di fidarsi della
parola di un uomo sincero e trasparente
come B. e di sottoscrivere la sua promessa di
dimissioni quando pare a lui, cioè dopo
l’approvazione di una misteriosa “legge di stabilità”
che nessuno conosce. Insomma di dargli qualche
altro giorno di tempo. Era già accaduto un anno fa,
quando Fli presentò la mozione di sfiducia assieme a
quelle delle opposizioni, ma il Quirinale pensò bene
di far rinviare la votazione di un mese, dopo la
Finanziaria, così intanto il Cainano si comprò una
ventina di deputati e, anziché la sfiducia, incassò la
fiducia. Vedremo quali armi persuasive userà
stavolta. Verdini? Dell’Utri? Soldi? Ragazze? Lupare
bianche? Quando Chiara Danese chiamò Emilio
Fede, sconvolta da una cena elegante, si sentì
rispondere col pilota automatico: “Vuoi i soldini?”.
Ora forse non serviranno neppure quelli: basterà far
capire ai malpancisti dell’ultima ora che un nuovo
governo non ci sarà, dunque si andrà subito al voto, e
tanti saluti alle speranze di pensione per i 400
parlamentari di prima nomina che per guadagnarsi
disonestamente il vitalizio dopo soli 5 anni devono
assolutamente completare la legislatura. Così magari
torneranno indietro in 7-8 e oplà: lui domenica si
presenterà con una bella fiducia: “Dimissioni? Io
avevo detto erezioni, il vegliardo avrà capito male”.
Nell’attesa, siamo entrati in possesso della bozza di
“legge di stabilità” scritta a sei mani e tre nani da B,
Brunetta e Scilipoti, che giungerà sabato alla Camera
per galvanizzare i mercati e che le opposizioni
incastrate dal Colle approveranno a scatola chiusa.
La pubblichiamo in esclusiva mondiale.
1. Riforma dei mercati finanziari: immediata chiusura
delle Borse finché il titolo Mediaset non avrà smesso
di scendere.
2. Riforma del diritto ereditario: quando il
patrimonio appartiene al padre di cinque figli che ne
vuole diseredare tre per premiare gli altri due, la
“leg ittima” è abolita e il padre lascia i suoi beni a chi
pare a lui.
3. Riforma del Codice civile: se uno è stato
condannato a risarcire un concorrente per avergli
scippato un’azienda, nel caso in cui l’azienda in
questione sia una casa editrice, la sentenza è da
ritenersi nulla e lo scippato deve restituire il
risarcimento allo scippatore nella misura del doppio
della cifra calcolata in sentenza. E i giudici che
l’hanno emessa vanno passati per le armi.
4. Riforma del Codice di procedura penale: il
“processo breve” entra in vigore con effetto
immediato e retroattivo, nel senso che tutti i processi
iniziati e non ancora conclusi a carico di un premier
(anche se ex) si estinguono all’istante.
5. È fatto espresso divieto ai governi dei prossimi 100
anni di modificare o peggio abrogare leggi approvate
negli ultimi 17 (norma facoltativa, tanto il
centrosinistra non ne ha mai abrogata una).
6. Diventa immediatamente operativo il Lodo
Alfano-ter, detto anche “legge dell’ex ”. Tutti gli ex
presidenti del Consiglio che abbiano retto il governo
per almeno tre volte e per non meno di 9 anni
diventano senatori a vita e godono di eterna
immunità penale, civile, fiscale, sportiva e sessuale.
7. Il vertice Rai in scadenza è prorogato sine die,
almeno finché Piersilvio avrà mandato totalmente in
rovina Mediaset, nel qual caso diventerà
amministratore unico.
8. Nell’ordinanza che prevede multe ai clienti di
prostitute appena emessa dal Comune di Arcore, la
parola “mu l t e ” è sostituita con “ricchi premi”.
9. Chi ha cambiato partito negli ultimi 12 mesi verrà
arrestato e interdetto dai pubblici uffici, ma solo nel
caso in cui provenisse dal Pdl o zone limitrofe.
10. Le parole “legalità”, “conflitto d’i n t e re s s i ” e
“dimissioni” sono abolite dal dizionario della lingua
italiana e soprattutto dalla Gazzetta Ufficiale.
11. L’ultimo presidente del Consiglio diventa capo
dello Stato.
12.Viva la gnocca. Ci avevate creduto, eh?
Marco Travaglio il fatto quotidiano

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