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Quando i greci contro crisi e banche riscoprirono il baratto ed inventarono il TEM. La nuova monteta di Valos compie un anno




Un anno fa i giornali di tutto il mondo riportarono la notizia "I Greci reagiscono alla crisi riscoprendo il baratro fra piccole comunità".  Tutto è partito dalla città di Aigion, a pochi chilometri da Patrasso, ma anche quest’ultima ha poi avviato la stessa forma di scambio spostandola su internet e regolandola addirittura con una moneta virtuale.
Ma a Valos si è fatto ancora di più. Nella cittadina situata nella regione di Magnesia, un anno si è ripreso l'antico metodo del baratto unito all’utilizzo del TEM, una moneta il cui acronimo significa “unità di scambio locale”, che è diventata in pochi mesi per circa centinaia di persone un’alternativa preferibile all’euro.
Ad un anno di distante sono mille gli iscritti alla rete, la metà ne fa effettivo e quotidiano utilizzo. Oltre ai prodotti materiali offerti da negozi e nei mercati, chi possiede il TEM può accedere a molti servizi.  I professori offrono lezioni, così i parrucchieri,  i meccanici, i giardinieri la loro prestazione. Con la nuova moneta si può accedere all'assistenza medica, ai bambini e agli anziani.
La rete aiuta anche l'occupazione dei giovani. «Un ragazzo - ci racconta Giovanni Albino, medico italiano che vive da 35 anni in Grecia, fra i responsabili di una rete - può iscriversi offrendo il suo lavoro ed essere remunerato con i TEM. Iscrivendosi alla rete si acquista un credito del valore di 300 euro in TEM, che ci impegna a restituire avorando con la rete».
Con la crisi questo sistema è destinato a diffondersi?
Fonte: fainotizia

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