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Il governo scioglie il Comune di Reggio Calabria



Il Consiglio dei ministri ha disposto lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri.
Lo scioglimento è stato disposto per "contiguità e non per infiltrazioni" mafiose, ha spiegato Cancellieri nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi, precisando che lo scioglimento riguarda "solo questa amministrazione, non quella precedente".
Lo scioglimento del comune di Reggio Calabria "é stato un atto sofferto", fatto "a favore della città", ha sottolineato il ministro. E ha notato che "è la prima volta nella storia d'Italia che viene sciolto il consiglio comunale di un capoluogo di provincia". "Siamo assolutamente consapevoli" della scelta fatta, che è stata "valutata con molta sofferenza", ha proseguito. Ma "abbiamo la volontà di restituire il paese alla legalità: senza legalità non c'è sviluppo. Dobbiamo aiutare le regioni più compromesse".
Il comune di Reggio Calabria sarà guidato per i prossimi 18 mesi da tre commissari. I tre commissari sono il prefetto di Crotone Vincenzo Panico - "un prefetto giovane, capace di incidere fortemente e lavorare con serenità" - il viceprefetto Giuseppe Castaldo e il dirigente dei servizi ispettivi di finanza della Ragioneria dello Stato Dante Piazza.
 Referente politico della cosca Caridi all'interno del Comune di Reggio Calabria: questa l'accusa mossa al consigliere Giuseppe Plutino (poi sospeso), prima dell'Udc e poi del Pdl, in carica da tre legislature, arrestato nel dicembre 2011 per concorso esterno in associazione mafiosa e oggetto dell'accertamento antimafia sul Comune. Plutino, secondo l'accusa, avrebbe garantito la copertura politica alla cosca venendo gratificato con i consensi elettorali.
  Una società partecipata dal Comune infiltrata dalla 'ndrangheta. E' quanto emerso da un'inchiesta della Dda di Reggio Calabria sulla Multiservizi. La Multiservizi è finita nell'occhio del ciclone dopo l'arresto, nel 2011, dell'allora direttore operativo Giuseppe Rechichi, accusato di associazione mafiosa e ritenuto il prestanome della cosca Tegano nella società. A Rechichi, condannato nel luglio scorso a 16 anni di reclusione, il 31 luglio è stata poi notificata un'altra ordinanza di custodia cautelare nell'ambito di un'operazione nel corso della quale è stato arrestato un ex consigliere comunale di centrodestra, Dominique Suraci, al quale avrebbe garantito un apporto elettorale proprio in virtù del suo ruolo all'interno della Multiservizi. La società è stata sciolta dal Comune nel luglio scorso dopo che la Prefettura ha negato la certificazione antimafia al socio privato per avere accertato tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata.

Fonte: ansa

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