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Fiat polacca: sabotaggio nella fabbrica-gioiello


Bocche cucite allo stabilimento Fiat di Tychy. È da poco finito il primo turno, dai cancelli escono gli operai ma hanno poca voglia di parlare e appena salta all'orecchio la parola «sabotaggio» fuggono con un laconico nie wiem, non lo so. Il sabotaggio però c'è stato, durante la notte tra giovedì e venerdì della scorsa settimana. Secondo una nota ufficiosa di Fiat Auto Poland, sarebbero 60 le auto distrutte ma i dati del personale di sorveglianza parlano di 200-300 vetture danneggiate con graffi e ammaccature sulla carrozzeria. Boguslaw Cieslar, portavoce della Fiat in Polonia, nega che ci siano stati sabotaggi. L'ufficio stampa di Torino conferma le parole di Cieslar.A prescindere dalla versione più o meno ufficiale dei fatti, l'intera faccenda ha messo in allarme la dirigenza e soprattutto i lavoratori, che adesso temono possibili ritorsioni aziendali. «In 35 anni di lavoro non ho mai visto una cosa simile», si sfoga un operaio che ci chiede l'anonimato. «Quello che è successo non mi piace affatto - continua - perché a pagarne le conseguenze siamo sempre noi operai, ma c'è un grande malessere in fabbrica e questi sono i risultati. Ci spremono come limoni, sempre sotto il ricatto del licenziamento. Dove sta la nostra dignità? Chiunque sia stato, doveva essere alla disperazione e lo capisco».
Da tempo i 6300 operai di Tychy chiedono un aumento in busta paga. Lo stipendio lordo negli stabilimenti di Tychy e Biesko Biala (dove vengono assemblati i motori) varia da un minimo di 530 euro per i neoassunti fino a un massimo di 920 euro. Gente che lavora anche 48 ore a settimana nella catena di montaggio, su 3 turni, senza fiatare e con la speranza di veder mantenute le promesse fatte dalla Fiat sugli aumenti salariali. Ad oggi quelle promesse sono rimaste tali, anzi, il gruppo torinese ha tagliato pure i bonus di produttività negli ultimi due mesi di produzione.
«È una situazione insostenibile - conferma Wanda Skrosic, sindacalista di Solidarnosc - noi come sindacato ci dissociamo dagli atti di sabotaggio, non è così che si risolvono i problemi, ma dico anche che la Fiat non può far finta di niente ed è ora che venga incontro alle nostre richieste». I sindacati chiedono un aumento in busta paga di 216 euro e sono pronti anche allo sciopero per ottenerlo. Dunque, il gioiellino produttivo del Lingotto osannato da Marchionne e preso ad esempio per la ristrutturazione di Pomigliano e Mirafiori fa i «capricci». Tychy non ci sta alla politica dei bassi salari e si è messa di traverso. Con il sabotaggio di venerdì gli operai polacchi hanno voluto inviare un messaggio a Torino.In fabbrica è iniziata la caccia ai sabotatori. La dirigenza sta visionando i video delle telecamere di sicurezza per scovare i colpevoli. Un'altra patata bollente per l'a.d. della Fiat col cuore a Torino, la testa a Detroit e da oggi anche con le orecchie alla Polonia.


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