Passa ai contenuti principali

Le balle italiane sul nucleare


"Avvoltoi". Questa la definizione data dal ministro per l'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, a coloro che hanno preso spunto dal disastro ambientale in Giappone, nel quale sono state coinvolte anche le centrali nucleari, per riproporre l'opposizione alla scelta nucleare fatta dal governo Berlusconi.



Vorremmo che la ministra Prestigiacomo rispondesse con argomentazioni su cio' che il suo governo sta facendo per garantire la sicurezza dei cittadini dopo la scelta nucleare. In questo senso chiediamo alla ministra Prestigiacomo di sapere dov'e', in Italia, il sito di stoccaggio dei rifiuti radioattivi delle vecchie centrali che abbiamo dismesso e delle nuove programmate. La risposta e' semplice: non c'e'. Dove vanno a finire i rifiuti radioattivi degli ospedali? Nelle cantine. Cosa e' successo con il sito per il deposito delle scorie radioattive di Scansano Ionico (Basilicata) individuato, dopo numerosi studi e indagini, come luogo sicuro? E' successo che il g overno Berlusconi ha revocato il provvedimento di individuazione del sito. Chiediamo alla ministra Prestigiacomo di spiegarci come puo' un governo optare per una scelta energetica, in questo caso il nucleare, quando non riesce a porre le condizioni affinche' tale opzione possa attuarsi nelle condizioni di massima garanzia per i cittadini. A volte, il silenzio e' d'oro.
In più il sito diritto di cronaca scrive:
Le centrali nucleari giapponesi erano "di prima o seconda generazione". Il ministro allo Sviluppo Economico, Paolo Romani, ieri sera l'ha ripetuto diverse volte durante la trasmissione Porta a Porta in onda su Rai 1, sottolineando anche che la Germania "sta spegnendo le vecchie centrali nucleari". Poco dopo il ministro ha dichiarato che la struttura di Fukushima era stata "costruita cinquant'anni fa, con una progettualità di sessant'anni fa e ha funzionato per quarant'anni". Come dire: un ferrovecchio.
A dargli manforte, il professor Ricolfi, docente di strutture nucleari presso il Politecnico di Milano, che ha spiegato come le centrali nucleari in questione risalgano agli anni Settanta, ancor prima che in Italia venisse realizzato il reattore di Caorso. Gli ultimi reattori giapponesi invece hanno resistito - qui sta il sofismo - perché "secondo alcuni tecnici sarebbero di terza generazione, quindi di una tecnologia superiore. Quelli a cui l'Italia sta puntando sono di terza generazione superiore". Reattori di questo tipo sono attualmente in costruzione in Paesi come la Finlandia e Francia.
Ricolfi ha poi citato un sisma di magnitudo 6.8 a cui queste centrali di ultima generazione avrebbero "resistito bene: si sono spente perfettamente", dimenticando che in quel caso non c'era stato uno tsunami come quello verificatosi in Giappone che ha letteralmente affogato i motori del sistema di emergenza dei reattori. L'ultima dichiarazione in tal senso è arrivata poi dal ministro all'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che questa mattina ha dichiarato: le centrali della Germania "sono molto vecchie". Al governo, però, sfugge anche un particolare non ininfluente: quando furono costruite, in Giappone quelle centrali erano l'ultima generazione dell'epoca.
Con questo non si vuole dire che sia giusto o sbagliato il ritorno al nucleare ma semplicemente dare strumenti per leggere una situazione - in questo caso la retorica politica del nostro governo - che tenta in tutti i modi di vendere l'idea secondo cui le centrali che si costruiranno in Italia saranno gli ultimi ritrovati della tecnologia. Già. Lo erano anche quelle nipponiche quarant'anni fa.


Commenti

Post popolari in questo blog

Un serpente nel bunker di Rebibbia

Il 12 febbraio è iniziato presso l’aula bunker del carcere di Rebibbia il processo contro alcuni militari latinoamericani che durante gli anni ‘70 hanno partecipato all’ Operazione Condor . La maggior parte degli imputati sono già stati processati e condannati in altri paesi, quindi l’udienza è più un risarcimento che una vera ricerca della verità. Operazione Condor La somiglianza tra le dittature militari che hanno dominato il Sud America durante gli anni '60 e '70 è atroce. Guidati dal sanguinoso filo conduttore dell'Operazione Condor e grazie alle tecniche d’oppressione più spietate, sono state capaci di annullare qualsiasi dissenso politico o ideologico.   Dare una stima delle persone che sono state giustiziate o torturate sarebbe tanto inesatto quanto terrificante. È difficile camminare dentro il carcere di Rebibbia e non pensare di essere dentro un fumetto di Zerocalcare. Ma questa mattina, mentre passeggio per questa felice isola...

SPUTAVA NEI PIATTI DEI DEPUTATI. LICENZIATA CAMERIERA DELLA BUVETTE

In Italia spero non vengano licenziati e spero esistano tanti camerieri come lei! Iulia Borshenko, una delle cameriere che lavora nella buvette del Parlamento ucraino, è stata licenziata in tronco poiché era solita sputare nei piatti dei deputati. La notizia è stata diffusa da RSI.ch. La donna, che è stata individuata dopo una breve indagine ed una serie di reclami, ha giustificato così il suo gesto: “È stata la mia vendetta perché hanno portato il Paese alla rovina”. “Pensate che noi abbiamo un buon salario alla Supreme Rada cafeteria. Per nulla, solo 3200 grivnie (circa 390 dollari) al mese, che non sono nulla se vivete nella capitale ucraina. Ho lavorato lì per quattro anni solo perchè questo mi consentiva di vendicarmi contro i parlamentari per ciò che fanno al Paese e alla gente. Se qualcuno pensa che io mi penta di quello che ho fatto, si sbaglia: io seguo la mia posizione politica”.

Dieci volte peggio dei nazisti di Piergiorgio Oddifreddi

(Quest'articolo e' apparso per poco tempo sul blog autori di Repubblica online). Uno dei crimini più efferati dell’occupazione nazista in Italia fu la strage delle Fosse Ardeatine. Il 24 maggio 1944 i tedeschi “giustiziarono”, secondo il loro rudimentale concetto di giustizia, 335 italiani in rappresaglia per l’attentato di via Rasell a compiuto dalla resistenza partigiana il 23 maggio, nel quale avevano perso la vita 32 militari delle truppe di occupazione. A istituire la versione moderna della “legge del taglione”, che sostituiva la proporzione uno a uno del motto “occhio per occhio, dente per dente” con una proporzione di dieci a uno, fu Hitler in persona. Il feldmaresciallo Albert Kesselring trasmise l’ordine a Herbert Kappler, l’ufficiale delle SS che si era già messo in luce l’anno prima, nell’ottobre del 1943, con il rastrellamento del ghetto di Roma. E quest’ultimo lo eseguì con un eccesso di zelo, aggiungendo di sua sponte 15 vittime al numero d...