Tra atti di sabotaggio di vario tipo soprattutto nell'est del Paese, si sono aperte le urne in Libia per le prime elezioni del post-Gheddafi, le prime consultazioni elettorali dal 1964.
Sono convocati al voto 2,8 milioni di libici, per la prima volta dal 1964, che potranno esprimersi fino alle 20.
Dalle urne usciranno i 200 parlamentari che comporranno il Congresso Nazionale Generale, il massimo organo legislativo che sostituirà il Consiglio Nazionale di Transizione, alla guida del Paese da poco dopo l'inizio, nel febbraio 2011, della rivolta popolare armata che portò alla fine del regime di Muammar Gheddafi.
Il Congresso avrà solo il compito di nominare il governo e il nuovo premier.
Diversi seggi sono rimasti chiusi oggi in Cirenaica a causa dei disordini provocati dai militanti autonomisti della regione. Lo annunciano responsabili locali. I seggi sono rimasti chiusi a Ajdabiya, Jalo e Ojla, a sud di Bengasi.
Dimostranti hanno appiccato le fiamme a centinaia di schede elettorali a Bengasi, in Cirenaica. Lo riferisce un cronista dell'agenzia Reuters sul posto, precisando che i manifestanti, che protestano contro le elezioni perché considerano squilibrata la ripartizione dei seggi in senno all'Assemblea costituente, hanno sparato colpi di arma da fuoco in aria.
Fonte: Rainews

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