Passa ai contenuti principali

Appello per la Libia


Durante gli ultimi giorni, mentre dalla Libia giungevano resoconti di gravi violazioni di diritti umani, l'Italia ha fatto pressioni perché il dibattito europeo si concentrasse principalmente sulla necessità di contrastare il rischio percepito di nuovi flussi migratori, piuttosto che sull'urgenza di mettere fine a tali violazioni. Amnesty International ha ripetutamente chiesto che i diritti umani e le garanzie per rifugiati, richiedenti asilo e migranti venissero messi al centro della cooperazione con la Libia sul controllo dei flussi migratori. Alla luce degli eventi degli ultimi giorni in Libia, Amnesty International chiede al governo italiano, viste le solide e durature relazioni con la Libia, di intervenire in prima linea in difesa dei diritti dei manifestanti libici. Scrivi al Premier Berlusconi e ai Ministri Maroni e Frattini affinché riportino al centro della discussione le gravi violazioni dei diritti umani subite dal popolo libico.




Il testo della lettera per Silvio Berlusconi:


Silvio BerlusconiPresidente del Consiglio

Palazzo ChigiPiazza Colonna 37000187 Roma

Egregio Presidente del Consiglio,

sono un simpatizzante di Amnesty International, l'Organizzazione internazionale che dal 1961 agisce in difesa dei diritti umani, ovunque nel mondo vengano violati. Le scrivo perché sono profondamente turbato per le gravi violazioni di diritti umani che continuano a venire riportate dalla Libia. Credo che il governo italiano abbia il dovere di impegnarsi maggiormente, quale membro di Nazioni Unite, Unione Europea ed altre organizzazioni internazionali, per fermare le atrocitá. La sollecito ad utilizzare le relazioni di lunga durata del governo italiano con le autorità libiche per chiedere la fine immediata e incondizionata delle gravi violazioni dei diritti umani attualmente in corso in Libia, in particolare dell'uso eccessivo della forza, inclusa la forza letale contro la popolazione. Le chiedo, inoltre, di sollecitare l'apertura di indagini sui crimini di diritto internazionale commessi in Libia affinché i responsabili siano assicurati alla giustizia. La invito a sospendere immediatamente la fornitura di armi, munizioni e attrezzature connesse, come veicoli corazzati e aerei, utilizzati da polizia, forze armate e altre forze di sicurezza libiche per commettere gravi violazioni dei diritti umani, fino a quando non sussisterà più il rischio che vengano utilizzate per commettere e facilitare serie violazioni. La invito a congelare le risorse finanziarie del Colonnello Gheddafi e dei suoi piú stretti collaboratori eventualmente presenti in Italia. Le chiedo di sospendere immediatamente qualsiasi operazione congiunta con la polizia e le forze di sicurezza libiche nel controllo dei flussi migratori. La invito a gestire eventuali arrivi di migranti e richiedenti asilo nel rispetto dei diritti umani, astenendosi dal mettere in atto respingimenti indiscriminati nel tentativo di contrastare i flussi migratori a tutti i costi. Infine, Le chiedo di sostenere gli sforzi dei Paesi confinanti con la Libia, affinché coloro che fuggono dal conflitto possano ottenere adeguata assistenza umanitaria. La ringrazio per l'attenzione.

Commenti

Post popolari in questo blog

Un serpente nel bunker di Rebibbia

Il 12 febbraio è iniziato presso l’aula bunker del carcere di Rebibbia il processo contro alcuni militari latinoamericani che durante gli anni ‘70 hanno partecipato all’ Operazione Condor . La maggior parte degli imputati sono già stati processati e condannati in altri paesi, quindi l’udienza è più un risarcimento che una vera ricerca della verità. Operazione Condor La somiglianza tra le dittature militari che hanno dominato il Sud America durante gli anni '60 e '70 è atroce. Guidati dal sanguinoso filo conduttore dell'Operazione Condor e grazie alle tecniche d’oppressione più spietate, sono state capaci di annullare qualsiasi dissenso politico o ideologico.   Dare una stima delle persone che sono state giustiziate o torturate sarebbe tanto inesatto quanto terrificante. È difficile camminare dentro il carcere di Rebibbia e non pensare di essere dentro un fumetto di Zerocalcare. Ma questa mattina, mentre passeggio per questa felice isola...

SPUTAVA NEI PIATTI DEI DEPUTATI. LICENZIATA CAMERIERA DELLA BUVETTE

In Italia spero non vengano licenziati e spero esistano tanti camerieri come lei! Iulia Borshenko, una delle cameriere che lavora nella buvette del Parlamento ucraino, è stata licenziata in tronco poiché era solita sputare nei piatti dei deputati. La notizia è stata diffusa da RSI.ch. La donna, che è stata individuata dopo una breve indagine ed una serie di reclami, ha giustificato così il suo gesto: “È stata la mia vendetta perché hanno portato il Paese alla rovina”. “Pensate che noi abbiamo un buon salario alla Supreme Rada cafeteria. Per nulla, solo 3200 grivnie (circa 390 dollari) al mese, che non sono nulla se vivete nella capitale ucraina. Ho lavorato lì per quattro anni solo perchè questo mi consentiva di vendicarmi contro i parlamentari per ciò che fanno al Paese e alla gente. Se qualcuno pensa che io mi penta di quello che ho fatto, si sbaglia: io seguo la mia posizione politica”.

Dieci volte peggio dei nazisti di Piergiorgio Oddifreddi

(Quest'articolo e' apparso per poco tempo sul blog autori di Repubblica online). Uno dei crimini più efferati dell’occupazione nazista in Italia fu la strage delle Fosse Ardeatine. Il 24 maggio 1944 i tedeschi “giustiziarono”, secondo il loro rudimentale concetto di giustizia, 335 italiani in rappresaglia per l’attentato di via Rasell a compiuto dalla resistenza partigiana il 23 maggio, nel quale avevano perso la vita 32 militari delle truppe di occupazione. A istituire la versione moderna della “legge del taglione”, che sostituiva la proporzione uno a uno del motto “occhio per occhio, dente per dente” con una proporzione di dieci a uno, fu Hitler in persona. Il feldmaresciallo Albert Kesselring trasmise l’ordine a Herbert Kappler, l’ufficiale delle SS che si era già messo in luce l’anno prima, nell’ottobre del 1943, con il rastrellamento del ghetto di Roma. E quest’ultimo lo eseguì con un eccesso di zelo, aggiungendo di sua sponte 15 vittime al numero d...