Silvio Berlusconi senza mezze misure impone il suo dictat, tre i punti fondamentali: RAI, L'Aquila, DDL intercettazioni.
Per quanto riguarda la RAI rilascia questa dichiarazione nella veste di ministro dello Sviluppo Economico ad interim: "Se la Rai non cambia, non firmo il contratto di servizio" in barba a qualsiasi presunto conflitto di interessi.
Sul fronte terremoto a L'Aquila, annuncia che la Protezione civile non andrà più a L'Aquila finché non cadranno le accuse di omicidio colposo avanzate dalla magistratura contro i dirigenti, facendo un ragionamento sul dolore causato dal terremoto ai familiari di chi ha perso la vita: «se uno ha avuto un familiare morto sotto le macerie ed è anche in una condizione di debolezza gli può anche venire di sparare un colpo... per cui la Protezione civile non andrà più in Abruzzo finché c'è l'indagine per omicidio colposo». Giustamente, perchè chiedere alla magistratura di fare chiarezza e giustizia sulla morte di 308 persone, sul ferimento di altre 1600 di cui 200 gravissime, perchè ascoltare la voce dei circa 65.000 sfollati, alloggiati momentaneamente in tendopoli, auto, alberghi, e "new town" che hanno ben poco di differente dai quartieri 167 degli anni '80. Perchè?!
L'ultima sferzata alla vita civile italiana invece arriva sulla questione intercettazioni. Il DDL dovrà essere votato alla camera così com'è, questa è l'imposizione del Premier che afferma: "l'opposizione delle lobby di magistrati e di giornalisti ha impedito di giungere ad un testo che difendesse al cento per cento il nostro diritto di liberta'"..."la privacy e' un valore inviolabile e complessivo e riguarda tanto le conversazione telefoniche che le altre forme di comunicazione". "E' un lungo cammino - aggiunge - quello che inizia con questa legge che comunque migliora le cose. In due o tre anni uno puo' avere 15 fidanzate e se vengono intercettate tutte e 15 si finisce altrettante volte sui giornali, il che fa bene come pubblicita' ma non e' piacevole". "Ora abbiamo ridotto il periodo - spiega - a 75 giorni rinnovabili con una proroga eventuale di 48 ore ed abbiamo ridotto la possibilita' della fuga di notizie, con pesanti pene per i responsabili, e cosi' abbiamo praticamente impedito la pubblicazione di intercettazioni su stampa e tv".
Berlusconi è nervoso, alza la voce, chiude telefoni in faccia, sbraita, sente il fiato sul collo di una società civile che non ci stà, che non si arrende e che vorrebbe un paese diverso, consapevole e orgoglioso della propria storia, della quale farne memoria per guardare avanti, forte e capace di lottare contro ogni mafia economico sociale o potentato mediatico. Il paese Reale è stufo dei sui prìncipi in auto blu, e questo lo sà bene il Sultano che nasconde le sue paure dietro numeri, sondaggi, sorrisi isterici, sintomi o effetti collaterali del suo delirio d'impotenza, cosciente che arriverà e sarà anche per lui, l'Annozero.
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