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Donne e la rivolta in Egitto!


Nawal el Sadaawi, in arabo نوال السعداوى, nata il 27 ottobre 1931, è una delle più celebri scrittrici egiziane e del mondo arabo-musulmano. Femminista, attivista, medica e psichiatra, ha scritto numerosi libri sul tema della donne nell’Islam, e si è occupata anche della pratica delle mutilazioni genitali femminili nella sua società.
Oggi al telefono è raggiante. Non la sentivo così vibrante e piena di speranza da molti anni: “Sono felice! – mi dice-, ho 80 anni, e sono ebbra di gioia per l’esperienza di questi giorni. Ho sognato questo momento per molti anni: poter vedere una rivoluzione, oggi partecipo tutti i giorni a manifestazioni per la strada.

Nawal, dobbiamo preoccuparci per il fondamentalismo islamico? Qui in Occidente si teme una potenziale presa di potere?
No, noi non abbiamo paura dei fondamentalisti islamici. Dovete sapere che in strada di sono milioni di uomini e di donne. Non si tratta di destra o sinistra, di islamisti o di qualunque altro movimento politico. La gente è frustrata dalla povertà e dal regime di Mubarak. Nessun partito politico ha cominciato questa rivoluzione, si tratta di un movimento spontaneo, ma adesso tutti stanno trattando per essere dalla sua parte. Ora, quando le persone scendono per la strada ed il cambiamento è un dato di fatto, tanto la destra come la sinistra vogliono partecipare. Alla fine la gente si è ribellata, si è unita insieme per chiedere la libertà, la giustizia sociale, la fine della corruzione, l’indipendenza e l’ uguaglianza. Quello che sta succedendo oggi appartiene solo ai giovani.
E’ evidente che l’Occidente, gli Stati Uniti che appoggiavano Mubarak e le sue politiche neo-coloniali, cerca di spaventare la gente.
Vorrebbero farci credere che, se appoggiamo il cambiamento, spalancheremo la porta al fondamentalismo. E’ un vecchio trucco.
Sto per la strada tutti i giorni, vedo migliaia di persone, saranno musulmani o cristiani perché in Egitto c’è gente delle due fedi, ma non vedo Fratelli Musulmani. Ci sono persone che simpatizzano per loro, ma in realtà la Fratellanza all’inizio non voleva saperne di questo movimento.
La gente per strada è consapevole, e protegge la sua rivoluzione.

I media occidentali si concentrano sul saccheggio, chi sono i ladri?
La polizia non fa il suo lavoro. In cambio, ha infiltrato criminali per strada perché saccheggino in modo che gli egiziani si spaventino e dicano che Mubarak deve restare.

In tutto questo, che fanno le donne?
Le donne prendono parte a quello che succede. Il regime ci ha tolto molti diritti dopo l’ultima rivoluzione egiziana. Adesso siamo molto prudenti. Non vogliamo che succeda ancora. Dico lo stesso alle donne tunisine, che siano coscienti dei pericoli e non si diano per vinte.

Che cosa possiamo fare noi?
Appoggiarci! Uscire in strada, fuori dalle Ambasciate egiziane e appoggiare la volontà del popolo. Ero in ospedale ieri, la polizia spara sui giovani. Uno accanto a me aveva perduto un occhio, questo vuol dire che la polizia spara per uccidere.

Fine della telefonata, Nawal el Saadawi torna per le strade di Cairo

Fonte: Women in the city




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