Le cifre dell'intervento umanitario italiano in Siria e nei Paesi limitrofi che ospitano i rifugiati. Un lavoro fatto senza clamore, senza alcuna risonanza mediatica, ma molto concreto, ben mirato, e sostanziale ed efficace.
Lo
confesso. Quando ho visto la mole di dati realtivi agli interventi del
governo italiano a sostegno delle popolazioni siriane, così duramente
colpite da una delle più grandi tragedie degli ultimi decenni, una
repressione feroce, dove un dittatore, per mantenere il suo potere, sta
letteralmente radendo al suolo, indiscriminatamente, le città siriane,
massacrando il suo popolo inerme, sono rimasto molto sorpreso. Un lavoro
fatto senza clamore, senza alcuna risonanza mediatica, ma molto
concreto, ben mirato, e sostanziale ed efficace. Inevitabile ricordare le decine di annunci di altri governi occidentali, che a più riprese hanno promeso
aiuti "non letali", hanno annunciato le cifre ai giornalisti, che ne
hanno scritto e descritto nei notiziari delle tv all news. Ma in Siria, o
nei paesi limitrofi che ne accolgono i rifugiati, fuggiti dalla guerra,
non si è visto niente, o quasi.
Una
volta tanto, e in Italia non ci capita spesso di avere buoni motivi per
farlo, esprimiamo la nostra gratitudine a un Ministro della Repubblica,
Giulio Terzi, un ministro disponibile al dialogo, ad ascoltare e
rispondere, non chiuso nelle segrete stanze inaccessibili ai sudditi. Lo
abbiamo interpellato tramite la sua pagina su un social network Giulio Terzi.
Ci ha risposto dopo poche ore, e dopo due giorni ci ha fatto avere la
documentazione che pubblichiamo. Che l'Italia stia cambiando davvero?
Fonte: young

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