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Paghiamo questa donna 14.500 euro al mese per procurare escort a Berlusconi

Elvira Savino, indagata nell’inchiesta sulla mafia pugliese. Berlusconi l’ha nominata deputata alla Camera e lei, come risulta dalle intercettazioni, lo ricambiava procurandogli le “ragazze” che il premier le commissionava. 14.500 euro al mese ben spesi, non c’è che dire… Sarà per quest oche si chiama Porcellum?  fonte: popolo viola

Don Gallo: " Ci vuole un minimo di decoro, Berlusconi è un uomo malato: venga nella mia comunità a farsi curare"

"Berlusconi è malato. Gli offro un posto nella mia comunità". Usa le telecamere de  La 7  per lanciare la sua provocazione don Andrea Gallo. Alla prima puntata di "In onda", trasmissione di politica ed economia, il sacerdote ha riconfermato la schietta ironia che lo contraddistingue, e non ha usato giri di parole per lanciare la sua frecciata, l'ennesima, contro il presidente del Consiglio: "Mi offro di prenderlo nella mia comunità, stia un po' con noi. Chissà che poi da li non possa ripartire". Non è la prima volta che don Gallo punta l'indice contro il comportamento del premier ma dopo le ultime rivelazioni nell' indagine sulle escort  a Palazzo Grazioli, il sacerdote è stato duro ed esplicito: "Coloro che sono più vicini a Berlusconi, parlamentari, ministri, la Chiesa, la Costituzione, non gli fanno capire che ci vuole un minimo di decoro. Quell'uomo è malato", ha sentenziato il fondatore della comunità di San Bened...

Veneziani, Giù le mani da Sandro Pertini

C’è un non so che di macabro e di disgustoso nell’ultimo articolo di Marcello Veneziani sul Giornale. Macabro perché il presunto intellettuale di destra, avendo terminato il fango per i vivi, è costretto a prendersela necessariamente con i morti; disgustoso perché, pur di salvare la faccia al padrone che gli paga lo stipendio, infanga il nome del più grande Presidente della Repubblica, nonché partigiano, nonché socialista, quindi compagno, della storia repubblicana recente. Per Veneziani, infatti, quello che ha fatto Lavitola all’Avanti (detrarre tra le altre cose i contributi all’editoria per risanare sue aziende) non sarebbe nulla in confronto a quella prima pagina in cui si riprendeva il famoso discorso dell’allora capogruppo socialista in Parlamento alla morte di Stalin, dove appunto si esaltava la figura del dittatore. Quello che Veneziani non dice è che ai quei tempi tutti, dai socialisti più a destra fino ai comunisti più intransigenti, guardavano con ammirazione all’Urs...

Dieci anni dopo la Guerra in Afghanistan

Non ci vuole Nostradamus per capire come andrà a finire in Afghanistan. Di fretta e furia le alte sfere della politica decideranno che il tributo di sangue patriota costa troppo e i  nostri ragazzi  faranno fagotto. Saranno le contingenze economiche o, più probabilmente, un attentato particolarmente sanguinario con uno strascico di polemiche che la televisione di corte farà fatica a minimizzare, ma da una settimana all’altra si rientrerà. L’unica cosa che complica un po’ il ritiro immediato e all’italiana è la presenza di quest’entità strana che si chiama “coalizione internazionale”. Tuttavia la situazione è chiara: con Karzai e i suoi incapaci di un minimo controllo e sopraffatti dalla perizia bellica talebana, gli Americani senza un disegno, senza una strategia, gli Italiani a provare a fare un lavoro di mediazione e di ricostruzione (anche sociale) in un territorio complesso e senza troppa speranza, l’unica via è rincasare. E’ questione di tempo, ma i talebani -...

Che paese è quello che ha bisogno di eroi come la Arcuri?

“Maledetto  è il  paese che ha bisogno di eroi” , diceva Bertolt Brecht. L’Italia, o meglio, gli Italiani hanno sempre aspettato che i loro fratelli migliori, che combattevano la corruzione, la mafia, le logge, finissero al cimitero, prima di rendergli il giusto tributo. Quelli che hanno avuto un minimo di esposizione mediatica (perché mediatico fu il loro pubblico linciaggio), ora vengono commemorati ipocritamente ogni anno alla presenza di Stato, partiti e istituzioni varie che quando erano in vita, nella migliore delle ipotesi facevano finta di non vedere. Se è pur vero che nella lotta alla corruzione, alla mafia, e dunque alle ingiustizia sociale che ne deriva, sono importanti i simboli, il fatto che l’Italia rimanga irrimediabilmente al palo dopo 30 anni dalla denuncia della Questione Morale di Enrico Berlinguer è dovuta alla  scarsa qualità del tessuto civile della sua società . Una società di tifosi, che nella migliore delle ipotesi fa, appunto, il tifo, ...

Il 15 ottobre 2011 assedieremo il parlamento con tende e sacchi a pelo

Buongiorno, Italia.  Prima di tutto vi prego di scusarmi per questa interruzione.  Come molti di voi io apprezzo il benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione.  Ne godo quanto chiunque altro.  Ma nello spirito della commemorazione, affinché gli eventi importanti del passato, generalmente associati alla morte di qualcuno o al termine di una lotta atroce e cruenta vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che avremmo potuto dare risalto a questo 15 ottobre, un giorno ahimè sprofondato nell'oblio, sottraendo un po' di tempo alla vita quotidiana, per sederci e fare due chiacchiere.  Alcuni vorranno toglierci la parola, sospetto che in questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati.  Perché? Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mez...

11 settembre. Non dimentichiamo le altre vittime!

Non posso accettare di stare zitto. Il decennale dell’11 settembre ha messo in moto tutti i mezzi di comunicazione. E’ giusto. Quel devastante attentato terroristico ha provocato uno sconvolgimento così profondo delle nostre vite che deve essere ricordato e ricollocato nella memoria collettiva. Quello che non trovo giusto è l’uso retorico e strumentale che si sta facendo delle vittime di quella tragedia. Di una parte delle vittime, per la verità. Perché, e questo è il fatto che più non mi da pace, noi tutti stiamo più o meno strumentalmente onorando la memoria solo di alcune vittime e non di tutte. Quelle che sono morte sul suolo americano. Le altre non esistono, o forse non devono esistere. Quali altre? Quelle che sono state ammazzate al di fuori degli Stati Uniti a causa di quell’attentato e delle scelte più scellerate che l’hanno seguito. Penso a quelle duecentoventicinquemila persone che sono morte in Afghanistan, in Iraq, in Pakistan nelle guerre che abbiamo iniziato e mai fin...