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Il 15 ottobre 2011 assedieremo il parlamento con tende e sacchi a pelo




Buongiorno, Italia. Prima di tutto vi prego di scusarmi per questa interruzione. 
Come molti di voi io apprezzo il benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione. 
Ne godo quanto chiunque altro. 
Ma nello spirito della commemorazione, affinché gli eventi importanti del passato, generalmente associati alla morte di qualcuno o al termine di una lotta atroce e cruenta vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che avremmo potuto dare risalto a questo 15 ottobre, un giorno ahimè sprofondato nell'oblio, sottraendo un po' di tempo alla vita quotidiana, per sederci e fare due chiacchiere. 
Alcuni vorranno toglierci la parola, sospetto che in questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati. 
Perché? Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità. 
la verità è che c'è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. 
Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. 
E lì dove una volta c'era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete una casta che vi costringe ad accondiscendere e sottomettervi. Com'è accaduto? Di chi è la colpa? 
Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate il colpevole… non c'è che da guardarsi allo specchio. 
Io so perché l'avete fatto. 
So che avevate paura. 
E chi non ne avrebbe avuta? 
Le guerre, la crisi, il terrore, le malattie. 
C'era una quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso. 
Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso, obbediente consenso.
La paura si è impadronita di voi, ed il Caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all'attuale casta. 
24 anni fa, in una terra a noi molto lontana, una mano assassina ha voluto imprimere per sempre nella nostra memoria il 15 ottobre. 
La memoria di Thomas Isidore Noël Sankara è però rimasta intatta.
La sua speranza, quella di ricordare al mondo che l'equità, la giustizia, la libertà sono più che parole: sono prospettive. 
Quindi, se non avete visto niente, se i crimini di questo governo vi rimangono ignoti, vi consiglio di lasciar passare inosservato il 15 ottobre. 
Ma se vedete ciò che vedo io, se la pensate come la penso io, e se siete alla ricerca come lo sono io, vi chiedo di mettervi in marcia, a poco più di un mese da questa notte, verso i cancelli del Parlamento, e insieme offriremo loro un 15 ottobre che non verrà mai più dimenticato.



Fonte: spider truman

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