Il governo siciliano, guidato dal Pd Crocetta e sostenuto dall’esterno dal M5S, ha dato il via libera al taglio delle Provincie. I fondi recuperati andranno serviranno per garantire un reddito di solidarietà ai disoccupati.
Crocetta ha mantenuto la promessa e in poche ore ha fatto approvare dalla sua strana maggioranza il taglio delle Provincie. Il presidente della regione ha accolto una proposta del Movimento 5 stelle, e su questa ha fatto convergere il suo Pd e anche l’Udc, che nelle prime ore aveva provato a frenare. Ieri sera il “parlamentino” siciliano ha approvato il disegno di legge che prevede la cancellazione delle nove province siciliane. Le funzioni dell’organo amministrativo saranno assorbite dalle associazioni dei Comuni, già previste nello statuto speciale della Sicilia. I dipendenti, come ha assicurato Crocetta, saranno assorbiti dai Comuni e dalla Regione. Grazie ai tagli delle province e ad altri risparmi (12 milioni dal taglio delle indennità di presidenti, assessori, consiglieri), si finanzierà il reddito minimo di solidarietà, che dovrebbe costare circa 130 milioni, secondo il presidente della Regione. Crocetta procede quindi dritto per la sua strada con il “modello Sicilia”, ben felice di sfruttare la sponda del M5S per cancellare i privilegi della politica e gli sprechi dovuti all’eccesso di burocrazia.

Commenti
Posta un commento