Probabilmente Napolitano e il Governo, per evitare problemi in vista dell'elezioni hanno emanato questo decreto, che salva l'Ilva, ma non la salute dei cittadini e dei lavoratori.
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha emanato il decreto legge recante "disposizioni urgenti a tutela della salute, dell'ambiente e dei livelli di occupazione in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale" nel testo trasmesso oggi dalla Presidenza del Consiglio. E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di oggi, n. 282, il decreto legge legato sull'Ilva, dal titolo "Disposizioni urgenti a tutela della salute, dell'ambiente e dei livelli di occupazione, in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale". Il decreto - consultabile sul web - si compone di cinque articoli ed è già in vigore. Il decreto prevede che il ministro dell'Ambiente "può autorizzare, in sede di riesame dell'autorizzazione integrata ambientale, la prosecuzione dell'attività produttiva per un periodo di tempo determinato non superiore a 36 mesi". L'indicazione temporale è una novità rispetto al decreto legge del governo in cui non si faceva riferimento a scadenze. Avete deciso che cosa fare? "E' opportuno che noi non ci pronunciamo. La questione è complicata". Così il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se ci fossero decisioni sulle strade che la magistratura intende intraprendere sul decreto legge sull'Ilva. Il decreto 'salva Ilva' è stato approvato nei giorni scorsi dal consiglio dei ministri e oggi è alla firma del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. La procura ionica sta valutando due strade: chiedere al giudice che sia proposta una questione di legittimità costituzionale del decreto legge o sollevare conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato in relazione allo stesso decreto. L'occasione potrebbe essere l'udienza del 6 dicembre prossimo dinanzi al tribunale del Riesame sulla richiesta dell'Ilva di dissequestrare il prodotto finito e semilavorato giacente sulle banchine del porto, al quale sono stati posti i sigilli il 26 novembre scorso. Al procuratore Sebastio è stato anche chiesto come si stia affrontando la questione: "Siamo cinque colleghi - ha risposto - che lavoriamo".
Ecco cosa dice Marco Travaglio sulla vicenda Ilva:
Articolo micromega

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