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Processo Mastrogiovanni, il primario esercitava senza averne il titolo


Dirigeva il reparto di Psichiatria dell’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania senza averne il titolo. Si tratta del dottore Michele Di Genio per cui il Pubblico Ministero Renato Martuscelli ha chiesto nella requisitoria del processo Mastrogiovanni 4 anni e 4 mesi di reclusione per omicidio colposo e per falso in atto pubblico. Nel lungo curriculum del medico, che è disponibile sul sito internet dell’Asl Salerno, non si trova assolutamente alcun tipo di specializzazione in tal senso. “E’ assurdo – dice Vincenzo Serra del Comitato Verità e Giustizia per Franco – che una diagnosi psichiatrica provenga da medici che non sono specializzati nel ramo e che addirittura tali dottori vengano elevati al rango di dirigenti della struttura sanitaria”. Sul punto è intervenuto pure Giuseppe Tarallo, sempre del Comitato, che ha sottolineato: “Abbiamo sempre rappresentato la mancanza del titolo non solo di chi ha diretto il reparto in questione, ma anche della stessa dottoressa Maria Luisa Di Matteo che ha firmato il Tso essendo specializzata in medicina dello sport. Sono i guasti profondi di una gestione politico-clientelare della sanità che vede mettere a capo di reparti persone senza specializzazione e personale sia medico che paramedico senza la necessaria professionalità”. Intanto dopo la requisitoria del Pm non si placano le polemiche sul fatto che gli imputati sono stati giudicati responsabili solo di omicidio colposo e atto in falso in pubblico e non di sequestro di persona: “Abbiamo inviato un circostanziato esposto – fanno sapere dalla segreteria di Avvocati senza Frontiere – al Consiglio Superiore della Magistratura e al Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Salerno per procedere in sede disciplinare nei confronti del Pm Martuscelli e per valutare la rilevanza penale delle gravi e molteplici violazioni procedimentali che si sono verificate nell’ambito del processo. Dalla requisitoria – continuano – ci siamo resi conto dell’intollerabile assenza del Pm che in spregio alle sue funzioni istituzionali ha assunto in maniera sfacciata la difesa degli imputati, cercando di minimizzare le gravi responsabilità degli stessi, rivolgendo, viceversa, le proprie attività d’accusa nei confronti della vittima, nel precipuo scopo di alleggerire le condotte dei medici e del personale ospedaliero, nonché delle stesse forze dell’ordine che hanno eseguito con modalità illegittime, il brutale fermo di una persona assolutamente sana di mente e pacifica che implorava di non venire portato presso il lager psichiatrico del San Luca, preavvertendo con grande lucidità che sarebbe stato ucciso”.

Fonte: buco1996

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