Sembra una di quelle barzellette che non fanno ridere e invece, purtroppo, è tutto vero. La Gracia, sempre più piegata e fustigata dalle manovre di austerity, è arrivata a concedere ai supermercati un particolare “permesso”: vendere cibi scaduti, a patto però che vi si applichi uno sconto del 66%. Del resto, ad Atene, i gruppi di immigrati e pensionati intenti a setacciare i cassonetti in cerca di cibo sono da tempo la normalità, il resto dei cittadini quasi non ci fa più caso.
E
così, il ministero allo Sviluppo, ha deciso che nella capitale sarà
possibile vendere anche cibi scaduti, separandoli da tutti gli altri.
Una misura rivolta proprio al crescente numero di poveri e poverissimi
che, da qualche tempo, sfiora il 30% della popolazione. Per lo stato di
conservazione degli alimenti, risponderà direttamente il titolare
dell’esercizio commerciale. Alberghi e ristoranti, come confermano anche
alcuni siti greci, non potranno invece usare lo stesso stratagemma.
Come si legge testualmente sull’articolo di Ettore Livini su La Repubblica, comunque, “La
norma è in linea con le raccomandazioni europee in tema di sicurezza
alimentare e prevede alcuni paletti chiari: i prodotti che hanno una
data di scadenza che precisa giorno e mese, potranno rimanere sugli
scaffali fino a un massimo di una settimana in più. Quello dove sono
indicati solo mese e anno, 30 giorni oltre la scadenza. Dove invece è
riportato solo l’anno oltre il quale è sconsigliata la consumazione,
verranno garantiti tre mesi in più di vita commerciale”.
Del
resto gli ultimi dati parlano chiaramente e tristemente: un greco su 4 è
senza lavoro, più di un giovane tra i 15 ed i 24 anni su due è
disoccupato. Nel giro di un anno la percentuale dei senza lavoro è salita dal 17 al 25,1%;
il tutto nonostante la pedissequa approvazione di tutti i dettami
cosiddetti “anticrisi” imposti dalla Troika. L’Eurostat parla del 27%
dei greci che si trovano oramai a vivere sotto la soglia di povertà.
Negli ultimi 4 anni, dunque, la Grecia è stata letteralmente spolpata dall’austerity: 63 miliardi di manovre lacrime e sangue, -22% del Pil ed un’ecatombe sociale sempre più difficile da riparare.
A
questo punto si vorrebbe poter dire che “il peggio è passato”.
Purtroppo per gli ellenici, però, quest’anno è previsto un ulteriore
-6,5% del prodotto interno lordo. Sempre come riporta La Repubblica,
poi, ieri Christine Lagarde, intuendo il dramma sociale
che si sta rischiando sotto il Partenone, ha detto che “La Grecia
avrebbe bisogno di due anni in più di tempo per far quadrare il suo
bilancio”. Wolfgang Schauble, però, ministro
dell’economia tedesco, ha dato una tirata d’orecchie al numero uno del
Fmi, ricordandole che la politica di austerity non può essere allentata
per nessuna ragione. E la Troika ha chiesto proprio in queste ore ad
Atene di anticipare al 2013 altri 9 miliardi di nuovi tagli per ottenere
la nuova tranche di aiuti da 31 miliardi.
Oggi,
invece, il nostro ministro Clini ha asserito che "solo Grecia ed
Irlanda" stanno facendo peggio dell'Italia. Dove ci porterà l'austerity?
A chi la impone non importa nulla, perch tanto la povertà non lo
colpirà mai.
Fonte: Germano Milite young.it

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