E’ lunga la lista degli ospedali che chiudono, regione per regione, secondo i dettami della spending review del governo Monti, che mira ad abbattere la spesa pubblica. Fa discutere il programma di austerity, perché come al solito, risparmia i privilegi di qualcuno: la paventata riduzione di funzionari e dirigenti dei ministeri di cui aveva parlato il premier, sembra al momento “congelata”, come l’emendamento per portare le pensioni d’oro a un minimo di 6.000 euro netti al mese, come ha sottolineato Grillo nel suo blog.
Il quotidiano Libero, ha pubblicato l’intera lista degli ospedali che dovranno chiudere i battenti. Saranno 30 mila in meno i posti letto negli istituti di ricovero pubblici in Italia. Il rapporto che per ora si attesta intorno a 4,2 posti per 1000 persone, scenderà a 3,7.
Sono inoltre previste verifiche nei piccoli ospedali pubblici, per efficienza, funzionalità ed utilità pubblica. E sarà promosso il passaggio dal ricovero all’assistenza ambulatoriale e domiciliare, così da ridurre il personale ospedaliero in servizio.
Sono 5 gli ospedali in Lombardia che si prevede chiuderanno i battenti, tra cui la Fondazione S.Maugeri di Lissone e l’Istituto Scientifico di Pavia.
In Piemonte gli ospedali che cesseranno l’attività sono 6: l’Ospedale Oftalmico di Torino, l’Ospedale Evangelico Valdese, l’Ospedale Amedeo di Savoia, il Presidio Sanitario Ausiliatrice, il Centro Ortopedico di Quadrante e il Presidio di Caraglio.
In Veneto chiudono: l’Istituto Codivilla – Putt, di Cortina d’Ampezzo, l’Associano la nostra Famiglia Ircss Medea, di Conegliano, l’Ospedale Fatebenefratelli di Venezia, l’Irccs Istituto Oncologico Veneto di Padova.
In Toscana chiuderanno 13 ospedali, secondo i programmi del governo, nelle Marche spariranno 16 istituti pubblici di cura. Quella del Lazio è una lista che comprende 21 ospedali che dovranno cessare l’attività. In Calabria c’è il record: sono destinati a fermarsi ben 23 ospedali. E forse questo è l’inizio.
Fonte: youreporter
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