Nel primo trimestre del 2012, tenuto conto dell'inflazione, il potere d'acquisto delle famiglie consumatrici, cioé il reddito disponibile in termini reali, è calato dell'1% su base congiunturale del 2% su base annua. Lo rileva l'Istat.
Inoltre, rileva sempre l'Istat, nel primo trimestre del 2012 il tasso d'investimento delle famiglie consumatrici (definito dal rapporto tra gli investimenti fissi lordi, che comprendono esclusivamente gli acquisti di abitazioni, e il reddito disponibile lordo) è stato pari al 6,7%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali sul trimestre precedente e di 0,4 punti rispetto ai primi tre mesi del 2011. Gli investimenti fissi lordi delle famiglie consumatrici hanno subito una consistente contrazione, diminuendo del 2,7% in termini congiunturali e del 4,6% su base annua.
Nel primo trimestre del 2012 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in valori correnti è sceso dello 0,5% sul trimestre precedente, mentre risulta in aumento dello 0,9% su base annua. Lo rileva l'Istat aggiungendo che nei primi tre mesi dell'anno la propensione al risparmio, misurata al netto della stagionalità, è stata pari al 9,2%, ferma su base congiunturale e in aumento (+0,4 punti percentuali) in termini tendenziali.
Nei primi tre mesi del 2012 la spesa delle famiglie consumatrici per consumi finali è scesa dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, mentre risulta in rialzo dello 0,4% su base annua.
Nel primo trimestre del 2012 la quota di profitto delle società non finanziarie è risultata pari al 38,8%, con una riduzione di 0,9 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 1,3 punti rispetto al corrispondente trimestre del 2011. Lo rileva l'Istat.

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